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Pesaro. Personale di Thomas Braida dal titolo: "Aspettando dentro l’anno del gatto"

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THOMAS BRAIDA PescheriaPesaroLa Fondazione Pescheria - Centro Arti Visive di Pesaro presenta la mostra personale di Thomas Braida dal titolo Aspettando dentro l'anno del gatto che inaugura al pubblico sabato 17 novembre 2018 alle ore 18 e sarà visitabile fino al 13 gennaio 2019.
La mostra a cura di Marcello Smarrelli, con un testo di Davide Ferri, si concentra sugli ultimi anni di ricerca di Thomas Braida. L'artista friulano, classe 1982, iniziatosi giovanissimo alla pittura e alla frequentazione degli ambienti veneziani, ha già all'attivo un consistente corpus di opere che spaziano tra vari soggetti e approcci Nell'arte eclettica di Braida è centrale l'interesse per la pittura figurativa del passato riletta attraverso un misto di mito, storia, generi e stili, da cui nascono dipinti di vita dove si combinano cronaca, letteratura, politica, incubi, fiabe, tra ossessioni personali e immaginario collettivo. Creazioni che rivelano una profonda conoscenza storico-artistica e al contempo una carica beffarda e mistificatoria.
Riuniti sotto un titolo enigmatico quanto curioso, Aspettando dentro l'anno del gatto - ispirato dalla canzone di Al Stewart, Year Of The Cat (1976) - negli spazi suggestivi del Loggiato della Pescheria e dell'attigua Chiesa del Suffragio, l'artista presenta diversi dipinti di varie dimensioni, da enormi teleri propri della tradizione veneta, tra cui La pantera de Marghera (2018) e Le tentazioni di Sant'Antonio (2012), a vere e proprie miniature come Uno serio che cresce i miei figli (2018) o L'ultimo uccello (2018).
Braida si distingue nell'interpretazione della storia della pittura europea in termini di variazioni nella creazione. Filtra attraverso l'immaginazione e l'istinto, cita e dissacra, esalta e distrugge, stemperando il pathos eccessivo con buone dosi di umorismo. Consapevole e impertinente, fa coesistere Ensor, Grosz, Goya, il barocco, la Bibbia, la mitologia greca, ma anche Lady Gaga e Capitan Harlock e il suo dipingere fluido e carnale ha sempre una duplice direzione, naturalistica e visionaria. Vuole tenere insieme gli opposti. Passa da tinte nere, cupe e bituminose a toni accesi, luminosi e vivi. Sapiente infatti il lavoro sulla luce che, sostiene l'artista, è "il fine ultimo dei miei quadri, anche se non è proprio vero. C'è un ultima cosa importantissima: il tempo"; così bagliori fosforescenti penetrano nella forma di cose e figure, trasfigurano i colori ed estendono lo spazio in un'illusione d'infinito.
La pratica di Thomas Braida è dunque emblematica di un diverso approccio alla pittura da parte di una generazione di artisti che ha iniziato a lavorare all'inizio degli anni duemila, capace di approdare a una figurazione colta e, insieme, esuberante e "agile", libera dai gangli autoreferenziali che hanno segnato il lavoro di molti pittori negli ultimi decenni, apparentemente lontana dai dibattiti sulla morte e sopravvivenza del medium e dalle preoccupazioni di quella critica che continua a pensare la pittura come a un linguaggio obsoleto.
Come appare in modo evidente anche nei lavori inclusi in questa mostra, la figurazione è semplicemente, per Braida, un'esperienza primaria e inesauribile.


Thomas Braida (Gorizia, 1982)
Laureato in pittura all'Accademia di Belle Arti di Venezia con il prof. Carlo Di Raco, ha preso parte dal 2005 a numerose esposizioni collettive (Bergamo, Torino, NY, Roma, Milano, Venezia, Vienna, Budapest, Ljubljana) e a prestigiosi concorsi artistici. Tra le sue personali: Solo, a cura di Caroline Corbetta, (Palazzo Nani Bernardo, Venezia, 2017); Thomas Braida, Solo Show, (Monitor Roma, 2016); "TOADS SWALLOW FIREFLIES, THE GODS EAT EVERYTHING" (Gust van Dijk Home to Contemporary Art, Tillburg, Holland, 2014); "Thomas
Braida" (ex-tappezzerie Semenzato, Mestre, Venezia, 2012) e "IL CREPACCIO presents THOMAS BRAIDA" (Milano, 2012).

Redazione

“Beo lo Scarabeo” racconta ai bambini la scoperta mondo

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BEO LO SCARABEOIl nuovo lavoro letterario del fumettista genovese, Sergio Cabella, pur conservando la magia della fantasia racconta ai piccoli lettori storie di vita

Molto spesso i capolavori artistici nascono per caso, in una sala d'aspetto di un aeroporto, in auto nel mezzo del traffico oppure guardando i fiocchi di neve dalla finestra di casa, nel caso di Sergio Cabella, che da venticinque anni ha una collaborazione continuativa presso Walt Disney Company Italia come disegnatore e sceneggiatore professionista per la realizzazione di storie a fumetti, copertine e disegni redazionali per le principali testate tra cui: Topolino, GM, PK, Witch, X-Mickey, Paperino, in uno di quei momenti in cui i pensieri girano liberamente senza obblighi o impegni è nato "BEO".

BEO, uno scarabeo stercorario è sbucato, nella fantasia del fumettista genovese, da dietro un porcino guardandolo fisso con l'aria di chi ti dice: "Eccomi, son qui! Mi hai chiamato? e Sergio non ha potuto fare a meno di disegnarlo più e più volte, finendo, dietro le decise spinte di chi vedendo gli schizzi gli chiedeva quando sarebbe uscita la storia, per raccontarne la piccola grande vita.

Una vita fantastica e piena di avventure, raccontate nel libro " Beo lo Scarabeo", edito dalla torinese ManFont e uscito da poche settimane , in cui il piccolo Beo si rileva un tipetto ostinato ed entusiasta, una specie di Forrest Gump degli insetti, che stringe amicizia con un fungo porcino che incontra appena sbucato dal terreno fino a vederlo "sfiorire" grosso e stanco dopo una settimana.

La storia, pur essendo per bambini, è apprezzabile anche da ragazzi e adulti per le riflessioni profonde come la "fine delle cose", raccontate in modo leggero e scherzoso, ad altezza di insetto e pienamente immerso nella natura.

Un fumetto con la "F" maiuscola, si può definire storia di BEO, che oltre a divertire e fare sognare i piccoli lettori proiettandoli in un mondo magico, spiega, comunque, molte domande che spesso fanno riflettere sulla vita e sul senso della stessa.

Daniele Baldini

Dozza partecipa a “Il Borgo dei Borghi", su RAI 3 per "eleggere" il borgo più bello d'Italia

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È l'unico comune della città metropolitana di Bologna in gara, al via il voto sul sito della Rai

Ci sarà anche Dozza a contendersi il titolo di Borgo più bello d'Italia nella trasmissione "Il Borgo dei Borghi" che occupa la prima serata di Rai Tre nei sabati di novembre (3, 10, 17 e 24). Un percorso a tappe, con la conduzione di Camila Raznovich, per svelare i tesori più nascosti della nostra penisola, spesso al di fuori dei circuiti turistici tradizionali, ma ugualmente ricchi di storia, arte e cultura.

Il piccolo borgo di Dozza, tra Bologna e Imola, sarà tra i 60 in gara; tre quelli selezionati per l'Emilia Romagna.

Nei primi tre appuntamenti del sabato sera verranno presentati i borghi partecipanti alla competizione, venti in ogni puntata, uno per regione.

Alla finalissima di sabato 24 novembre accederanno i venti borghi più votati di ciascuna regione.

È già possibile votare (Dozza fa parte del gruppo A) all'indirizzo: www.rai.it/borgodeiborghi.
Il regolamento prevede, una volta registrati, la possibilità di votare una volta al giorno fino al 22 novembre.

Redazione

Sagre e feste del territorio bolognese, on line il programma di novembre

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"Sagre e feste del territorio bolognese", il calendario delle sagre locali, grandi e piccole, offre l'opportunità di conoscere luoghi suggestivi e assaporare cibi tradizionali nei luoghi tipici di produzione.

Il mese di novembre si apre giovedì 1 con i "Trekking urbani in Valsamoggia", tre passeggiate alla scoperta dei sapori della Valsamoggia: "Viticoltura: agricoltura biologica e 'vino in anfora' sulla Piccola Cassia", "La via del Tartufo" e "Lungo la Via Emilia: Crespellano Terra di Ville".

Dal 3 al 25 novembre a Imola c'è il "Baccanale", quest'anno dedicato al latte. In programma mostre, convegni, menù a tema, degustazioni, scuole di cucina e spettacoli.

Spostandosi a Casalecchio di Reno, dal 6 al 12 novembre, si tiene la "Festa di San Martino" dedicata al patrono. San Martino si celebra anche a Borgo Tossignano (10 novembre), mentre domenica 11 novembre la festa si sposta a Quinzano (Loiano), Marano (Gaggio Montano), Osteria Nuova (Sala Bolognese) e a Rocca Corneta (Lizzano).

A San Pietro in Casale l'appuntamento è con la Sagra del bollito (8-11 e 15-18 novembre), mentre a Castel San Pietro Terme si riscoprono i sapori medievali in occasione di L'antico castello – Dante primo turista tra Emilia e Romagna (9-11 novembre). Nel fine settimana del 17 e 18 novembre a Crevalcore è in programma la Festa del ringraziamento e festa dei sapori.

Per i più golosi a Bologna dal 15 al 18 novembre torna il Cioccoshow, espositori e maestri cioccolatieri da tutta Italia propongono degustazioni, prodotti, eventi e laboratori dedicati al cioccolato artigianale di qualità.

La tradizionale lavorazione delle carni del maiale è protagonista domenica 25 novembre a Mezzolara di Budrio con la "Inftidura dal ninén" e a Villa Smeraldi (sede del Museo della Civiltà Contadina) con "I porci comodi".

Infine, fino al 18 novembre la "Tartufesta" propone degustazioni e mercati dedicati al tartufo e ai prodotti del bosco. I prossimi appuntamenti: Monghidoro, Camugnano (4 novembre), Grizzana Morandi (4 e 11 novembre) e Savigno (3-4, 10-11 e 17-18 novembre).

Il calendario completo è all'indirizzo www.cittametropolitana.bo.it/sagrefeste

Redazione

Halloween: la notte del risveglio dei mostri che piace a piccoli e adulti

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MOSTRITutto pronto per la notte di Halloween, festa arrivata dagli Stati Uniti, che anche in Italia è divenuta la festa più amata dai bambini che, travestiti da streghe, zombie, fantasmi e vampiri, bussano alle porte urlando con tono minaccioso: "Dolcetto o scherzetto?". Un rito è quello di bussare tredici volte per allontanare la sfortuna, consuetudine che viene apprezzata e condivisa dalle famiglie che per la notte dei piccoli vampiri preparano dolci da distribuire. Halloween non solo è la festa dei bambini ma è divenuta un evento di moda coinvolgendo tutta la piattaforma dell'intrattenimento che è attiva a promuovere serata a tema con un giro di affari che si stima in milioni di euro. Ma da dove arriva la festa che ha appannato il nostro carnevale? Le sue origini sono antichissime e da ricercarsi ai tempi in cui le popolazioni tribali usavano dividere l'anno del bestiame e fra ottobre e novembre preparandosi all'inverno, era necessario ricoverare le mandrie in luoghi riparati per garantirgli la sopravvivenza alla stagione del grande freddo e proprio questo periodo prendeva il nome Halloween. In Europa le origini di Halloween sono da attribuirsi ai Celti, che non temevano i propri morti ai quali lasciavano del cibo sulla tavola in segno di accoglienza per quanti facessero visita ai vivi e proprio da questa usanza del trick or treat che tradotta in italiano nasce "dolcetto scherzetto?". Oltre a non temere gli spiriti dei defunti, i Celti non credevano ai demoni quanto piuttosto alle fate e agli elfi, entrambe creature considerate comunque pericolose: le fate per un risentimento verso gli esseri umani; gli elfi per le grandi differenze che intercorrevano con 'uomo. Secondo le storiche leggende Celtiche, nella notte di Samhain questi esseri facevano scherzi anche molto pericolosi nei confronti degli uomini e questo ha portato nella credenza popolare ad alimentare la nascita di molte altre storie dagli scenari terrificanti. Storie che ad oggi sono divenute una grande festa con la notte più bizzarra la notte più bizzarra e amata dai bambini e anche dagli adulti.

Daniele Baldini

"Open Day Colli Bolognesi - Il Trekking Urbano": giovedì percorsi di trekking urbano

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Escursioni, degustazioni e promozione del territorio delle Colline tra Bologna e Modena

Giovedì 1 novembre i Colli Bolognesi apriranno le proprie "porte" grazie ad "Open Day Colli Bolognesi - Il Trekking Urbano", il terzo evento "di rete" promosso dalla Rete delle Pro Loco "Reno, Lavino e Samoggia", che rientra nel progetto "Colline tra Bologna e Modena" recentemente premiato in un bando turistico regionale. L'evento prevede un ricco programma con numerose occasioni di animazione territoriale e di promozione delle eccellenze artistiche, ambientali ed enogastronomiche dei Colli Bolognesi e fa parte del programma di Trekking Urbano, la manifestazione del Comune di Bologna che si svolge con il sostegno di Città metropolitana.

Per tutta la giornata il territorio dei Comuni di Casalecchio di Reno, Monte San Pietro, Sasso Marconi, Valsamoggia e Zola Predosa si metterà in mostra con i percorsi tematici, aperture straordinarie di luoghi d'arte e di cantine e aziende agricole del territorio, e gustosi appuntamenti quali la Tartufesta di Sasso Marconi e menu e degustazioni a tema nei ristoranti e agriturismi aderenti.

Con i 6 percorsi promossi nell'ambito del cartellone del "Trekking Urbano" realizzato dal Comune di Bologna, sarà possibile percorrere i grandi cammini che attraversano il territorio quali la Via degli Dei, la Piccola Cassia e la Via dei Brentatori, passeggiare tra vigneti e scoprire i segreti della produzione del vino in anfora di Valsamoggia e del vino bio dei Colli Bolognesi, e nei boschi di Savigno percorrere - in anteprima assoluta - la "Via del Tartufo", in attesa di "Tartofla, il Festival Internazionale del Tartufo" che si svolgerà nei primi tre weekend di Novembre. Spazio anche per l'arte con un tour guidato alle ville storiche di Crespellano e alle opere d'arte moderna e contemporanea del parco museo di Cà la Ghironda, e spazio anche per il cinema con un tour inedito tra i vicoli di Ponte Ronca (Zola Predosa) sulle tracce dell'Ispettore Coliandro.

Sarà inoltre l'occasione per visitare i luoghi più celebri del territorio, quali la Rocca dei Bentivoglio di Bazzano, l'Abbazia di Monteveglio, il Mausoleo Marconi, il Parco della Chiusa di Casalecchio, ma anche per scoprire i piccoli tesori come l'antica Conserva nel borgo di Lavino a Monte San Pietro.

In occasione di "Open Day" inoltre i ristoranti e agriturismi aderenti proporranno menu a tema, valorizzando i prodotti tipici e di stagione e i rinomati vini della zona, mentre le cantine e le aziende agricole proporranno wine trekking tra i vigneti, degustazioni e visite guidate su prenotazione.

Info e programma: www.collinebolognaemodena.it - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Domenica Open day del gusto al Museo della Civiltà Contadina. "Frutti dell'autunno"

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Laboratori, visite guidate, gastronomia

Domenica 28 ottobre al Museo della Civiltà Contadina e nello splendido parco di Villa Smeraldi si svolgerà l'Open Day del Gusto - Festival del KmZero con degustazioni e vendita di prodotti di stagione della tradizione locale.

Attorno al tema della giornata si svilupperà un ricco programma, occasione di incontro tra cultura, tradizioni contadine, gastronomia e prodotti della terra.

Il programma comprende eventi a tema per grandi e piccoli, con laboratori, visite guidate, gastronomia, esposizione di produttori e prodotti tipici, degustazione e vendita, rievocazioni di attività agricole a cura dell'Associazione Gruppo della Stadura, di Orizzonti di Pianura, Prospectiva s.c.a r.l., Trame Tinte d'Arte, Anima coop sociale.

Al mattino è in programma una ciclopasseggiata nella pianura bolognese con partenza alle 9,20 da San Giorgio di Piano, con tappe ad Argelato e Bentivoglio. Alle 10 partirà invece una camminata di gruppo dal Museo con arrivo al Palazzo Rosso di Bentivoglio e ritorno.

Al pomeriggio verrà presentato il progetto "Spazio cinni", il nuovo spazio per bimbi dai 2 ai 4 anni, aperto gratuitamente tutti i martedì mattina a cura di Prospectiva e Trame Tinte d'Arte.

Segnaliamo inoltre l'apertura straordinaria e gratuita dalle 10 alle 19 di tutte le sezioni espositive del Museo. L'evento si svolgerà anche in caso di maltempo, nei nuovi padiglioni e all'interno di Villa Smeraldi.

Redazione

Giovedì 25 ottobre, si concluse il ciclo "Itinerari Vocali" di Bologna Festival

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Coro Comunale Bologna particolare foto Rocco CasaluciGiovedì 25 ottobre ore 20.30, Oratorio di San Filippo Neri, si conclude il ciclo Itinerari Vocali di Bologna Festival con il concerto del Coro del Teatro Comunale di Bologna (in foto) e il pianista Stefano Malferrari; dirige Andrea Faidutti. Il programma è interamente dedicato alle composizioni per coro di Franz Liszt. La produzione corale di Liszt è ancora poco conosciuta e scarsamente eseguita: con il solo accompagnamento del pianoforte o dell'organo, il coro ne è il protagonista assoluto. Questo concerto per certi aspetti è una vera e propria riscoperta: Coralità ritrovata, il titolo prescelto, illumina una parte della produzione di Liszt appartenente al periodo della maturità, quando l'autore prese gli ordini sacerdotali e approfondì i temi del sacro. "La musica è essenzialmente religiosa", in costante tensione verso il cielo, sosteneva Liszt. Il concerto – nato da un'idea di Rossana Dalmonte, presidente della Fondazione Istituto Liszt di Bologna – è realizzato in collaborazione con la Fondazione Liszt e il Teatro Comunale, e vede anche il coinvolgimento di alcuni strumentisti del Conservatorio di Bologna per l'esecuzione del grandioso Te Deum per coro, organo, ottoni e percussioni. Completano il programma due brani corali a carattere profano di Schubert e Rossini.

Coro del Teatro Comunale di Bologna

Tra le più rinomate compagini corali del panorama internazionale, il Coro del Teatro Comunale di Bologna svolge attività lirica e sinfonica nella sua città ed è presente con regolarità nei principali centri della Regione. Alla sua direzione si sono succeduti Gaetano Riccitelli, Leone Magiera, Fulvio Fogliazza, Fulvio Angius, Piero Monti, Marcel Seminara, Paolo Vero, Lorenzo Fratini. Dal gennaio 2013 ne ha assunto la direzione Andrea Faidutti. Nelle produzioni liriche del Teatro il Coro ha lavorato con molti direttori d'orchestra, tra cui Solti, Muti, Sinopoli, Delman, Gergiev, Thielemann, Chung, Jurowskij, Pretre, Chailly, Gatti, Mariotti. Un rapporto privilegiato con il Giappone lo ha visto realizzare diverse tournées di successo. Dal 2009 il Coro è nuovamente coinvolto nelle produzioni del Rossini Opera Festival di Pesaro, dopo avervi partecipato negli anni '90. Di particolare rilievo, la partecipazione al Mosé in Egitto diretto da Roberto Abbado e al Guillaume Tell diretto da Michele Mariotti, entrambi con la regia di Graham Vick. Il 2017 ha segnato una rinnovata collaborazione tra il Comunale di Bologna e il Festival Verdi di Parma, che ha visto impegnati Orchestra e Coro nello Stiffelio con la regia di Graham Vick e, quest'anno, nella nuova produzione de Le Trouvère di Verdi con la direzione di Roberto Abbado e la regia di Bob Wilson.

Andrea Faidutti. Diplomato in clarinetto, musica corale e direzione di coro, ha studiato armonia e contrappunto con Daniele Zanettovich e ha approfondito gli studi in direzione corale e orchestrale alla Hochschule di Vienna. Ai primi incarichi come maestro del coro nei teatri lirici di Rijeka (Croazia) e Ljubjana (Slovenija), è seguita un'esperienza di alcuni anni con l'Athestis Chorus. Nel 2000 ha iniziato la sua collaborazione con il Coro dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, affrontando un ampio repertorio che alla Petite Messe solennelle di Rossini affiancava i Sei cori di Michelangelo Buonarroti il giovane di Dallapiccola. Nel 2005 viene nominato Maestro del Coro al Teatro Lirico di Cagliari dove, oltre alle produzioni operistiche, ha curato la preparazione di brani come i Chichester Psalms di Bernstein, i Quatre motets pour un temps de pénitence di Poulenc o la Missa festiva per coro e organo di Grechaninov. Dal 2008 al 2011 è Maestro del Coro al Teatro Massimo di Palermo. Dirige il Coro del Teatro Comunale di Bologna dal 2013. Andrea Faidutti svolge attività didattica alla Fondazione "Guido d'Arezzo" e al Conservatorio di Trapani.

Stefano Malferrari. Ha studiato con Franco Agostini al Conservatorio di Bologna e si è diplomato con il massimo dei voti al Conservatorio di Pesaro sotto la guida di Franco Scala. Si è poi perfezionato con Jörg Demus e György Sándor. Premiato in diversi concorsi pianistici, Stefano Malferrari tiene concerti sia in recital che come solista con orchestra. L'interesse per la musica da camera lo vede collaborare con diversi musicisti, tra cui i flautisti Andrea Griminelli e Giorgio Zagnoni, il violinista Domenico Nordio, i soprani Dimitra Theodossiu, Irina Lungu, Lorna Windsor e il mezzosoprano Monica Bacelli. Insieme agli attori Arnoldo Foà, Leo De Berardinis e Stefania Rocca ha proposto melologhi per voce recitante e pianoforte. Ha dedicato una particolare attenzione al repertorio contemporaneo, collaborando con il violinista Enzo Porta, la flautista Annamaria Morini e il pianista Mauro Castellano; ha spesso eseguito opere in prima assoluta, lavorando a stretto contatto con diversi compositori, tra cui Adriano Guarnieri, Paolo Aralla, Cristina Landuzzi, Chiara Benati. Ha fatto parte degli ensemble di musica contemporanea Octandre, Fontana MIX, European Music Project, Zephir Ensemble e collabora con il Centro di Ricerca Tempo Reale di Firenze. È stato tra i fondatori dell'Associazione "Incontri col Maestro" di Imola (ora Accademia) e dell'Ensemble Fontana MIX. Insegna pianoforte al Conservatorio di Bologna.

(foto Rocco Casaluci)

“Pedalando nei Patrimoni Unesco” successo del per il bike tour

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PEDALATA UNESCOArrivo al santuario di Oropa dopo 313 chilometri e 3.434 metri di dislivello in 12 ore e 20 minuti

Si è concluso al santuario di Oropa la terza tappa di "Pedalando nei Patrimoni Unesco del Piemonte", manifestazione non competitiva che ha attraversato su due ruote alcuni tra i più suggestivi siti riconosciuti patrimonio artistico e ambientale dell'Umanità della Regione Piemonte.
Venticinque atleti provenienti da diverse regioni d'Italia hanno percorso i 313 chilometri, con dislivello di 3.434 metri, in 12 ore e 20 minuti, tra i paesaggi vitivinicoli di Langhe, Roero e Monferrato, le visite alle cattedrali sotterranee di Canelli, al sacro monte di Crea, al villaggio palafitticolo di Viverone e al santuario di Oropa.
Il tour, organizzato dalla Bicicletteria racing team e Radio Acqui Vallebormida Monferrato in collaborazione con Regione Piemonte, i Comuni e i siti Unesco interessati e la Federazione Ciclistica Italiana, si è sviluppato su tre tappe: Acqui Terme-Bra, Asti-Stresa e Superga-Oropa, interessando diverse aziende agricole locali e le amministrazioni comunali che hanno contribuito con ristori a base di vino, salsiccia cruda, formaggio, riso e dolci tipici.
La carovana, 50 unità tra ciclisti e staff, attraversando tutte le province piemontesi ha portato il messaggio di "valorizzazione dei territori caratterizzati da peculiarità specifiche".
"Ringrazio ogni singola persona che ha contribuito alla pedalata organizzata grazie al sostegno del gruppo Santero 958 e Lion club Alba Langhe. Una occasione che ha anche unito ciclisti esperti con amici delle bicicletta in un viaggio ricco di emozioni, avventura e tanti sorrisi" commenta Giancarlo Perazzi, direttore di Radio Acqui Vallebormida Monferrato e campiona italiano giornalisti ciclisti senior.
Si ringrazia la protezione civile di Acqui Terme e la croce rossa italiana oltre agli sponsor locali come agricola Pozzo e Osenga, Cuvage, Lions Biella host, Lions gruppo "le colline acquesi" e Canelli, partner di settore come Selle Italia, Enervit, BikeRibbon, Factory sport wear, Buracia, Dama sport wear.
Il bel tempo ha accompagnato il gruppo fino ai piedi di Oropa dove la nebbia autunnale ha preso poi il posto del caldo clima della tre giorni UNESCO, la manifestazione è stata confermata anche per il 2019.

Redazione

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