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Pesaro. Mostra: “Mauro Santini. Una famiglia francese, 1943/1962, ipotesi per un film”

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una-famiglia-franceseDal 16 giugno al 26 agosto 2018, Direzione artistica di Alessandro Giampaoli. 

Con l'estate 2018 e in occasione dell'apertura della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema, riparte la stagione espositiva dello Scalone Vanvitelliano, sede del circuito Pesaro Musei dedicata ad eventi di cultura fotografica. Un nuovo ciclo di mostre realizzate con il sostegno della Regione Marche, grazie all'impegno del consigliere Andrea Biancani, e organizzate dall'Associazione culturale Macula, sotto la direzione artistica di Alessandro Giampaoli.

Sabato 16 giugno alle 18, inaugura la prima mostra "Mauro Santini. Una famiglia francese, 1943/1962, ipotesi per un film", sostenuta del Comune di Pesaro - Assessorato alla Bellezza in collaborazione con Sistema Museo, che sarà visitabile fino al 26 agosto.
"Una storia vera che meritava di essere raccontata – spiega l'Assessore alla Bellezza Daniele Vimini –; una vicenda magica nella genesi, affascinate negli sviluppi, che lega Italia e Francia, Pesaro e Parigi, e che riporta ad un tempo passato in cui il concetto di turismo era differente, diventando tuttavia un riferimento per il futuro. Grazie a Mauro Santini per questo lavoro delicato e poetico che trasfigura l'intimità di una raccolta fotografica in ipotesi narrativa. Auspichiamo che questo progetto possa avere uno sviluppo filmico".
Tutto nasce con un cofanetto di latta, ritrovato a Parigi, al mercatino delle pulci di Porte de Clignancourt. All'apparenza vuoto, conteneva invece circa 1200 negativi che ritraggono la vita di una famiglia francese: la storia inizia nel 1943, con un matrimonio e la successiva nascita di un bimbo, per terminare nel 1962, anno in cui il figlio della coppia, ormai ventenne, si imbarca in Marina a Brest. Qui si perdono le tracce della famiglia ed il cofanetto termina il suo racconto; qui cominciano le ipotesi di un film con il regista fanese Mauro Santini, noto per i suoi racconti visivi.
I negativi sono catalogati e suddivisi per anni, luoghi, viaggi, piccoli e grandi eventi; colpiscono in particolare le immagini dell'estate 1957, anno in cui la famiglia trascorse le vacanze estive all'Hotel Astoria di Pesaro.
Corpo principale dell'esposizione sono tutti i negativi ritrovati. La scelta di non trasferire in positivo le pellicole, se da un lato limita la visione dei volti dei protagonisti, dall'altro permette di serbare e custodire la vita di questa famiglia, conservandola in un limbo tra l'esposizione e l'oblio, quell'oblio cui era stata relegata dalla deriva del cofanetto.
Le sole immagini stampate su carta in positivo saranno di alcuni grandi paesaggi: una scenografia composta di fondali sui quali inscrivere le loro silhouette.
Ormai da anni, questo materiale è diventato il corpo di un film da farsi; un film che si propone di ripercorrere le tappe della vita della famiglia, seguendone le tracce nei luoghi e nelle città ripresi dai loro scatti: partendo da Pesaro, muovendosi verso Parigi, passando per Annecy, Grenoble, Marseille, San Sebastian, Bayonne, Trouville
sur mer, fino a Brest e all'imbarco del figlio. La sua partenza via mare coincide con le ultime fotografie del cofanetto, con la conclusione della storia che raccontano e delle ipotesi elaborate durante gli spostamenti e le ricerche.
Un film / diario di viaggio, che vivrà della scoperta continua dei luoghi, scenari in campo lungo, oltre la trasparenza dei negativi in primo piano.
In mostra anche un video di 12 minuti: il soggetto filmato dell'episodio pesarese, prima sequenza che darà il via al film, iniziando la narrazione dall'estate in spiaggia del protagonista, allora quattordicenne. Un prologo che precede la partenza alla ricerca del bambino di allora, oggi settantacinquenne, il cui possibile incontro costituisce insieme la vocazione e l'incognita stessa del film, la sua incerta struttura.
Inoltre un "quaderno" tenterà di raccontarne la genesi: alcune immagini, le buste contenenti i negativi con appunti e luoghi, tracce e note di lavorazione del film ed in particolare testi di scrittori che, coinvolti nel progetto, tracciano possibili storie, danno letture personali, immaginando relazioni e spostamenti.
Ipotesi plurime che diventano la struttura stessa dell'esposizione, "appoggiata" su un supporto così fragile come una pellicola negativa, luce riflessa su nitrato d'argento - gravata, come dice Barthes, dalla contingenza di cui è composta, un involucro trasparente e leggero - nel tentativo di raccontare un film in itinere, costruito nel
farsi stesso della mostra.
Un film che se non dovesse mai trovare compimento, troverà esaurito il suo essere nell'esposizione stessa.

 Installazione in mostra realizzata grazie a Vitemper di Pesaro.


Mauro Santini è nato a Fano nel 1965. Dal 2000 realizza film senza sceneggiatura, documentando un vissuto quotidiano in forma diaristica; nasce così la serie dei Videodiari, racconti visivi in prima persona legati al tempo, alla memoria e alla ricerca di sé. Fra questi il lungometraggio sperimentale Flòr da Baixa presentato in concorso al Torino Film Festival 2006 e al Festival du Cinéma Différent et Expérimentaux di Parigi.  Numerose le partecipazioni a festival internazionali (Venezia, Locarno, Oberhausen, Jeonju, DocLisboa, Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro tra gli altri) e a retrospettive di cinema sperimentale ('Elettroshock, il video italiano dagli anni '70 ad oggi' a cura di Bruno Di Marino - 'La cité des yeux, une saison italienne' cinema d'avanguardia italiano 1968/2008 a cura di Nicole Brenez e Federico Rossin - 'Fuori Norma, la via sperimentale del cinema italiano' a cura di Adriano Aprà). Rai Tre - Fuori Orario ha dedicato particolare attenzione al suo cinema con programmi monografici a cura diEnrico Ghezzi e Roberto Turigliatto. 

Redazione

 

"MuovERsì" per Vivere lo Sport, facciamo salotto con i campioni

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Mercoledì 13 giugno ore 20,30 a Sasso Marconi

Sasso Marconi. Dopo gli appuntamenti di Sassuolo, Modena e Nonantola, la IV tappa del talk-show MuovERsì - che intende portare nei comuni emiliano-romagnoli la cultura dello sport praticato, seguito e raccontato - si svolge a Sasso Marconi dove è stato allestito un salotto per ospitare i protagonisti del mondo sportivo.
Il progetto MuovERsì nasce dall'unione di forze tra la Regione Emilia-Romagna, l'emittente tv locale TRC e alcuni sponsor privati, con la collaborazione a livello locale delle Istituzioni che ospitano il talk show. In questo caso è l'Amministrazione Comunale di Sasso Marconi che ha offerto supporto logistico e patrocinio per offrire ai cittadini una bella serata di chiacchiere sportive insieme a grandi campioni, incalzati dalle domande del giornalista Stefano Ferrari (curatore del format).

L'appuntamento è per mercoledì 13 giugno al Borgo di Colle Ameno, con Augusto "Gus" Binelli, Jonatan Binotto, Franco Colomba e Valentina Alberti per un giro di ricognizione di alto livello nel mondo del calcio, del basket e del pugilato e nelle vite dei campioni.

Gus Binelli, centro di 215 centimetri, è stato un'autentica bandiera della Virtus Bologna, società della quale ha difeso i colori per diciassette stagioni ininterrotte in serie A1, vincendo fra l'altro cinque scudetti e altrettante coppe Italia, una Coppa dei Campioni ed una Coppa delle Coppe. In nazionale ha disputato 102 partite vincendo un Bronzo agli Europei tedeschi del 1985.

Jonatan Binotto, centrocampista di qualità e quantità, ha militato fra le altre squadre, nell'Ascoli, nel Bologna (tre stagioni), nell'Inter, nel Chievo, Brescia e Como, ottenendo due convocazioni in Nazionale e nell'Olimpica di scena ad Atlanta. Dopo la carriera da giocatore, si è dedicato a quella di tecnico, allenando anche i ragazzi del Bologna.

Valentina Alberti, nata e cresciuta in Bolognina, è una pugile di 24 anni di spessore internazionale. Incrocia i guantoni per la Tranvieri Bologna ed ha difeso la maglia Azzurra, nella categoria 64 chili, nelle principali competizioni internazionali: il suo obiettivo sono le Olimpiadi di Tokyo nel 2020 quando verrà introdotta nella manifestazione a Cinque Cerchi la categoria Superleggeri, la sua.

Franco Colomba, grossetano di nascita ma emiliano d'adozione, da giocatore è stato un centrocampista di ottimo livello vestendo, in serie A, le maglie di Bologna ed Avellino, mentre da allenatore ha colto preziosi risultati in una lunga carriera che lo ha portato a guidare fra le altre le squadre di Vicenza, Reggina, Napoli, Livorno, Bologna e Parma. Un gentleman del calcio italiano, reduce da un'esperienza cinematografica proprio a Sasso Marconi.

MuovERsì tornerà dopo l'estate a Sant'Agata Bolognese e San Giovanni in Persiceto.

MuovErsì è un progetto promosso e sostenuto dalla presidenza della Regione Emilia – Romagna e programmato su sei tappe da svolgersi nel 2018 sul territorio regionale. L'iniziativa si rivolge agli sportivi, appassionati e tifosi, ai cultori dello sport ed ha quale finalità la divulgazione in ognuno dei momenti previsti, di altrettanti temi valoriali che fanno dello sport un veicolo di rispetto, crescita e solidarietà. MuovERsì parla di sport attraverso valori come Lealtà, Passione, Racconto Sacrificio, Determinazione e Conoscenza, temi cardine di ogni disciplina sportiva, coinvolgendo di volta in volta le comunità degli appassionati, i protagonisti nelle diverse discipline e parlando al pubblico senza filtri, ma con la giusta sensibilità, avvicinando i campioni alla gente.

MuovERsì, oltre al patrocinio della Regione ER e delle località che lo hanno ospitato e lo ospiteranno, si avvale di Bper Banca in qualità di main sponsor ed è sostenuto da altri importanti partner quali Giacobazzi Vini e Conad. I media partner sono Trc, che trasmetterà in differita la serata, Radio Bruno, il Corriere dello Sport – Stadio ed il blog Iogiocopulito. Ingresso libero e gratuito.

Redazione

Sagre e feste del territorio bolognese nei mei di giugno e luglio

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È online il calendario di giugno e luglio di "Sagre e feste del territorio bolognese", che raccoglie le manifestazioni enogastronomiche, grandi e piccole, nei comuni del territorio, inclusa Bologna.

Il numero, consultabile sul sito, è interamente dedicato ai sapori dell'estate, da gustare all'aperto con i frutti della produzione locale: si comincia con Ciliegiando a Casalecchio di Reno (1-3 giugno) e si prosegue con la Festa della ciliegia a Ronca di Monte San Pietro (9-10 giugno), la Sagra dell'albicocca che Casalfiumanese accompagna a quella del tortello (22-24, 29-30 giugno e 1 luglio), la Cucombra a Decima (San Giovanni in Persiceto) nei fine settimana 28 giugno-1 luglio e 5-8 luglio, la Cocomeraia a Crevalcore (5 luglio-5 agosto) e la Sagra del cocomero a Zello (Imola) nel week-end del 20-22 luglio.

Anche in questo periodo non mancano le rievocazioni storiche: dalla Festa dell'Abbazia "Medioevo misterioso" a Monteveglio-Valsamoggia (8-10 giugno), ai "Ronchi 1634: Reggimento Strassoldo" a Crevalcore (9-10 giugno), dal Palio del Torrione a Bubano di Mordano (12-17 giugno), a Monterenzio Celtica - I fuochi di Taranis (29 giugno-1 luglio e 6-8 luglio), passando per le Feste rinascimentali a Castel del Rio (14-15 luglio).

Tanti anche gli appuntamenti tradizionali che caratterizzano l'estate bolognese: "Naturalmiele" a Castel San Pietro Terme (8-9 e 15-16 giugno), la Festa dei sapori curiosi a Casalecchio (dedicata al tortellone) dal 9 al 10 giugno, la Fiera agricola del Santerno a Imola (15-17 giugno), la Sagra dell'arzdoura ad Altedo-Malalbergo (16-17 e 23-24 giugno). A Bentivoglio l'Open Day del Gusto è dedicato a "La campagna a vapore", protagoniste saranno le antiche macchine a vapore agricole, alcune delle quali verranno rimesse in funzione (22-24 giugno); a Pieve di Cento l'appuntamento è con la Sagra del maccherone al pettine (22-24, 29,30 giugno e 1 luglio). Vino e musica sono protagonisti di "Zola Jazz&Wine" a Zola Predosa (16, 23, 29, 30 giugno e 7 luglio). Ci si sposta in Appennino con "Borghi di...Vini" a S.Benedetto Val di Sambro (23 giugno e 14, 28 luglio), mentre a Porretta Terme l'appuntamento è con il Festival dell'acqua e Notte Celeste (5-8 luglio). L'Antica fiera di luglio che celebra la cipolla torna a Medicina dal 5 all'8 luglio, mentre a Loiano la tradizionale Festa d'la Batdura si tiene dal 12 al 15 luglio.

Redazione

Pesaro Musei: “vaghe stelle dell’orsa” rassegna di poesia

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Laura CorraducciPesaro. Prende il via la rassegna poetica "vaghe stelle dell'orsa", promossa e sostenuta dall'Assessorato alla Bellezza e Vivacità del Comune di Pesaro, in collaborazione con la Biblioteca "Bobbato" e con Sistema Museo. Gli incontri sono curati dalla poetessa pesarese Laura Corraducci ( in foto) . La rassegna, giunta quest'anno alla V edizione, si terrà presso gli spazi dei Musei Civici per tre appuntamenti, il 30 maggio, il 6 e il 13 giugno.

Le Marche sono da sempre terra di letteratura e poesia, la rassegna prende infatti il titolo da un celebre verso di Giacomo Leopardi e, anche quest'anno come per le precedenti edizioni, si è voluto puntare sulla pluralità delle voci poetiche e sulla diversità degli stili che ciascun artista incarna con il proprio dettato poetico.
In analogia agli anni precedenti saranno presenti anche autori stranieri che leggeranno i loro versi in lingua consentendo al pubblico di fruire del suono del testo nella sua versione originale. La poesia, dunque, come trasversalità di lingue, culture e suoni, creatrice di ponti fra uomini e donne di mondi culturalmente e linguisticamente differenti.

Gli appuntamenti si svolgeranno nello splendido cortile dei Musei Civici, a Palazzo Mosca a Pesaro, in Piazza Vincenzo Toschi Mosca 29 alle ore 21, presentando al pubblico pesarese nove voci della poesia italiana e straniera contemporanea. (In caso di maltempo verrà data comunicazione dello spazio alternativo in cui si svolgeranno gli incontri).

In "vaghe stelle dell'orsa", poetiche e linguaggi diversi si offrono con la bellezza e l'incandescenza di versi che sanno stupire, coinvolgere, innamorare. Laura Corraducci, nel presentare e introdurre le singole voci, guiderà il pubblico fra le parole degli autori prescelti, dialogando con loro e svelando il mistero che si cela dietro la scrittura poetica, coinvolgendo il pubblico nelle trame del sogno.

Come per le precedenti edizioni, ci saranno tre figure di spicco della poesia internazionale provenienti dalla Spagna (Rafael Soler) dalla Slovenia (Glorjana Veber) e dalla Germania (Susanne Stephens).

La conversazione e le letture saranno accompagnate da intermezzi musicali per creare cortocircuiti fra parole e suoni.

Si parte mercoledì 30 maggio con la poesia del milanese Giancarlo Pontiggia, del pavese Andrea De Alberti e dello spagnolo Rafael Soler. Gli intermezzi musicali sono affidati a Giulia Coschiera (sitar).

Mercoledì 6 giugno è la volta di Umberto Fiori, della slovena Glorjana Veber e del poeta milanese Edoardo Zuccato. Gli intermezzi musicali sono affidati all'estro di Raffaele Damen (fisarmonica)

La rassegna si chiude mercoledì 13 giugno acon il poeta romano Luca Benassi, il romagnolo Stefano Simoncelli e la tedesca Susanne Stephens. Gli intermezzi musicali sono a cura Elisabetta Del Ferro (viola da gamba) e Frida Neri (voce).

Redazione

Las Vegas per una vacanza da sogno...

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las vegasUn'oasi moderna nel deserto... un luogo definito "la Città del peccato" che unisce il sacro al profano in chiave moderna, un mondo che si colloca in una forma anche mistica e astratta, la mela di Adamo ed Eva che ha il sapore dell'illusione, della fiaba, ma anche delle belle ragazze e della massima espres¬sione del lusso; il punto d'incontro dei "vampiri" che vivono di notte e gustano la vita in modo assolutamente spregiudicato... Non siamo all'inferno, non siamo nella fredda Transilvania, siamo negli Stati Uniti d'America, nello stato del Nevada, siamo nella magica Las Vegas. Puoi arrivarci dall'alto, in volo, vedendo apparire luci soffuse sotto di te oppure vederla sor¬gere in auto all'improvviso dopo una curva a sinistra su una collina, lì bella e tentatrice come la prima volta... Ti fa batte¬re il cuore per lo stato di incoscienza che genera nell'uomo che vive nel reale quotidiano, le bollette, il mutuo, l'orario di lavoro... qui nulla ha tempo, l'orologio è solo un gioiello da esibire, come in un sogno si segue il richiamo istintivo della vita, si mangia quando si ha fame, si dorme quando si ha sonno, forse è vero che la vita dei dannati è eterna. Il gioco d'azzardo legalizzato, la disponibilità di alcolici ad ogni ora del giorno e della notte, spettacoli "per adulti", hanno procurato a Las Vegas il soprannome di "Sin City" ("Città del peccato"), ma l'amministrazione locale e l'ufficio del turismo preferiscono di gran lunga "The Entertainment Capital of the World". Las Vegas non è peccato ma business: l'economia legato al turismo, la crescita di investitori dei paesi dell'Est e degli Emirati Arabi, danno il senso reale della forte crescita promossa anche dall'immagine mondiale della città. A testimonianza di queste affermazioni il fatto che, negli ultimi anni, è stata frequentemente scelta come ambientazione per serie televisive e film di grande successo. Las Vegas, il vero peccato della vita è non visitarla!

Daniele Baldini

La storia del ciclismo imolese nel libro di Nino Villa “I nostri prof di ciclismo”

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I nostri prof di ciclismo - VillaUn volume per gli appassionati delle due ruote che racconta un secolo di ciclismo
Imola. E' uscito il lavoro letterario di Nino Villa intitolato " I nostri prof di ciclismo ", un libro che racconta le storie e le imprese dei ciclisti imolesi passati nel mondo dei professionisti. Storie che, grazie ad una minuziosa ricerca, rievocano un ciclismo, oggi sconosciuto a tanti giovani, risalente agli anni '20 come la vittoria di Enea Dal Fiume nella prima edizione della Coppa Placci, anno 1923, fino ad arrivare, raccontando di tanti campioni, ai giorni nostri. Storie "anche in rosa" che parlano al femminile oltre che di personaggi che, pur non pedalando, hanno fatto crescere questa disciplina all' impegno personale.
Un libro scritto con passione, attenzione e precisione da un amante ed intenditore della bici e del mondo che gli ruota intorno, infatti, Nino Villa è anche un giornalista ciclista , con record di maglie tricolore, ad oggi 42, conquistate in questa categoria e proprio il 17 giugno sarà impegnato al Ghisallo nell'ennesimo Campionato Italiano Giornalisti Ciclisti, categoria Over 70, alla ricerca di una nuova maglia iridata.

Daniele Baldini

A Brisighella due giorni e una notte di puro Medioevo

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FOTO BRISIGHELLAIl 2 e 3 giugno una rievocazione storica a 360 gradi, tra accampamenti militari, figuranti in costume, duelli e scontri d'armi, musica, gastronomia a tema

Il borgo di Brisighella (RA), la sua Rocca e la sua Torre rivivono le antiche origini Medioevali. Sabato 2 e domenica 3 giugno sarà possibile trascorre due giorni e una notte di rievocazione con la costituzione della contea di "Terre Brisichellae et comitatus Vallis Hamonis".

Il visitatore potrà fare un salto indietro nel tempo, e per la precisione nel 1413 anno di costituzione della contea, grazie a un ricco programma di rievocazioni, giochi per bambini, intrattenimenti e spettacoli oltre che assaggiare la gastronomia locale rivisitata a tema in stand, taverne, ristoranti ed osterie.

Dalle 10 del mattino di sabato la Rocca prenderà vita: ai piedi delle mura esterne sarà allestito con tende un campo d'arme animato da un centinaio di figuranti; si potranno ammirare antichi mestieri artigiani, un'esposizione di armi medievali e un allestimento tematico dei locali all'interno della rocca. Durante la giornata prenderanno vita animazioni e intrattenimenti con giullari, cantastorie e musici; duelli e scontri d'armi fra le migliori compagnie di rievocazione storica e un punto ristoro per i viandanti.

Dal pomeriggio (dalle 17 alle 24) il centro storico ritroverà le antiche porte di accesso al borgo: Porta Fiorentina, Porta Gabalo e Porta Bonfante, all'interno delle quali si animerà la vita di un villaggio medioevale, dove piazza del Monte ritornerà la piazza del mercato e dell'osteria, piazza Marconi la piazza politica ed economica animata da mestieri, ristorante ed osterie vitalizzati dall'intervento di artisti di strada e compagnie con azioni teatrali e musici itineranti, mentre piazzetta del Suffragio il centro religioso.

Per tutta la giornata (dalle 10 alle 20) si potrà salire alla Torre di avvistamento (oggi torre dell'Orologio) dove verranno messi in mostra falchi, avvoltoi, aquile e altri uccelli rapaci locali che durante la giornata mostreranno più volte le loro straordinarie capacità di volo e offriranno un'introspezione nell'antica arte della falconeria. Ai piedi della torre una compagnia di arcieri metterà in mostra le proprie abilità e farà scuola per tutti coloro che vorranno imparare.

Il sabato sera il Medioevo si farà spettacolo e al calare del buio la luce delle torce illuminerà suggestivamente le armature e le terrecotte, ricreando un'atmosfera unica e coinvolgente. Il rullare dei tamburi si farà impetuoso, i duelli diventeranno scontri infuocati, le animazioni diventeranno spettacolo. Piazza Marconi ospiterà anche le finali del Torneo d'arme Castrum Brisighelle in onore della Famiglia Manfredi, un premio di singolar tenzone che vedrà valorosi armati provenienti da tutte le parti d'Italia cimentarsi in duelli rievocativi e non solo, al ritmo incalzante dei Tamburi Medioevali di Brisighella.

Alle ore 23si uscirà dall'immaginario delle porte del borgo per ballare e danzare in quel che un tempo fu il Prato della Fiera (oggi Piazza Carducci) e divertirsi in un vortice di spettacolo tra danze e fuochi.

Domenica 3 si riprenderà il tutto (dalle 10 alle 20). Nel pomeriggio prenderà vita anche la rievocazione, nel piazzale sottostante alla Rocca, della battaglia di Pieve Tho datata 1425. La battaglia di Pieve Tho fu combattuta tra gli abitanti della Val di Lamone e l'esercito fiorentino, comandato da due illustri condottieri del periodo, Oddo, figlio di Braccio da Montone, e Niccolò Piccinino. Per ordine della repubblica toscana essi dovevano attaccare Faenza con un esercito di 5.000 cavalieri pesanti e molte genti a piedi (monsignor Calegari non specifica quanti fanti). Gli abitanti di Brisighella e di altre comunità di Val di Lamone affrontarono l'esercito fiorentino e lo sconfissero, uccidendo il primo dei due condottieri e facendo prigioniero il secondo.

In entrambe le giornate armigeri e spettatori si ritroveranno a pranzo e a cena a banchettare assieme all'Osteria Medioevale appositamente costruita ai piedi della Rocca, con pietanze e sapori cucinati secondo gli antichi ricettari, oppure nei tanti locali, stand ed osterie del centro storico allestiti per l'occasione.

Evento organizzato da: Associazione Feste Medievali, coordinamento rievocazione storica I Difensori della Rocca, in collaborazione con il Comune e la Proloco di Brisighella.

Redazione

Bologna Festival. Talento al violoncello "Paolo Bonomini"

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Paolo BonominiBologna. Giovedì 24 maggio, ore 20.30, Oratorio di San Filippo Neri, nell'ambito della rassegna Talenti, il violoncellista Paolo Bonomini esegue musiche di Bach, Dall'Abaco, Ligeti e Dallapiccola. Vincitore del "Premio Bach" di Lipsia, allievo di Mario Brunello, Antonio Meneses e Jens Peter Maintz, ha tenuto il suo primo concerto a quindici anni. Oggi è primo violoncello della Camerata Salzburg, dopo aver collaborato con diverse orchestre, tra cui l'Orchestra Sinfonica della Radio Bavarese e la Mahler Chamber Orchestra. Il suo talento interpretativo non si ferma al repertorio del Seicento e del Settecento, la sua curiosità musicale si inoltra sino alla Nuova Musica. Insieme alla celebre Suite BWV 1010 di Bach e i Capricci del fiammingo Joseph-Marie-Clément Dall'Abaco, Paolo Bonomini ci fa ascoltare i profili dodecafonici della Ciaccona, Intermezzo e Adagio di Dallapiccola per poi cimentarsi con i moderni virtuosismi della Sonata di Ligeti.

PAOLO BONOMINI. Inizia giovanissimo lo studio del violoncello sotto la guida di Paolo Perucchetti al Conservatorio di Brescia; allievo di Mario Brunello, Antonio Meneses e Jens Peter Maintz, ha frequentato masterclass con Giovanni Sollima, Enrico Dindo e David Geringas. Ha debuttato come solista con orchestra all'età di 15 anni, suonando il Concerto per violoncello di Saint-Saëns. Vincitore del Concorso internazionale "J. S. Bach" di Lipsia, oggi Paolo Bonomini è primo violoncello della Camerata Salzburg e assistente di Jens Peter Maintz all'Università delle Arti di Berlino. Con il Trio Boccherini, fondato insieme alla violinista Suyeon Kang e alla violista Vicki Powell, nel 2016 ha debuttato alla Wigmore Hall di Londra. Ha collaborato con la Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks ed è stato primo violoncello ospite della Deutsches Symphonie-Orchester Berlin e della Mahler Chamber Orchestra, suonando sotto la direzione di Claudio Abbado, Mariss Jansons, Riccardo Muti, Daniel Harding, Herbert Blomstedt, Sir Roger Norrington e Yannick Nézet-Séguin. Si è esibito più volte per Radio RAI 3, come solista e in formazione da camera. Insieme al violoncellista Amedeo Cicchese forma il Duo Janigro; ha inoltre collaborato con Mario Brunello, Salvatore Accardo, Bruno Giuranna e Franco Petracchi. Ha partecipato al progetto "Tenebrae. Il principe dei musici" suonando al fianco di Giovanni Sollima in diversi teatri italiani.

Redazione

Bologna Festival. Questa sera sul palco: Dmitry Shishkin, rivelazione del nuovo pianismo

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Shishkin Bologna, Questa sera, mercoledì 9 maggio ore 20.30, al Teatro Manzoni prosegue la rassegna Grandi Interpreti con il concerto del pianista russo Dmitry Shishkin, giovane interprete di forte talento che si è distinto al Concorso Chopin di Varsavia e al Concorso Busoni di Bolzano, allievo di Elisso Virsaladze al Conservatorio di Mosca, nel solco della più rinomata tradizione didattica russa. Come d'abitudine Bologna Festival nella sezione Grandi Interpreti presenta uno dei protagonisti del nuovo pianismo internazionale: Dmitry Shishkin suona con finezza e creatività un interessante programma di impostazione tardoromantica, dai folgoranti Études-tableaux di Rachmaninov alla sontuosa Sonata di Čajkovskij, ad uno Skrjabin giovanile ancora legato ad ascendenze chopiniane.

Dmitry Shishkin. Nato a Chelyabinsk (Russia) nel 1992, Dmitry Shishkin ha iniziato lo studio del pianoforte sotto la guida della madre; ha tenuto il suo primo recital all'età di tre anni e il suo primo concerto con orchestra all'età di sei. A quattro anni è stato ammesso nella Scuola di Musica della sua città natale e a nove anni entra alla celebre Scuola di Musica "Gnesiny" di Mosca, dove studia con Mikhail Khokhlov. Prosegue la sua formazione sotto la guida di Elisso Virsaladze, al Conservatorio di Mosca.

Il 12 giugno 2010, in occasione della festa nazionale della federazione russa, tiene un concerto sulla Piazza Rossa di Mosca, diventando subito una celebrità. In programma, il Concerto n.1 di Čajkovskij eseguito con la Virtuosos of Gnesiny Orchestra diretta da Mikhail Khokhlov.

Ancora studente, Shishkin ha ottenuto diversi premi e riconoscimenti: nel 2004 vince l'International Nutcracker Television Competition for Young Musicians e nel 2013 si classifica terzo al Concorso Busoni di Bolzano. Partecipa inoltre al Concorso pianistico internazionale BNDES di Rio de Janeiro e, nel 2015, al Concorso Chopin di Varsavia, iniziando una brillante carriera internazionale. Collabora abitualmente con le principali orchestre russe, tra cui la Moscow State Symphony Orchestra diretta da Vladimir Fedoseev e la Saint Petersburg State Capella Orchestra di Vladimir Chernushenko; nel 2016 si è esibito con la Russian National Orchestra diretta da Mikhail Pletnev, suonando il Concerto per pianoforte di Hummel.

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