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Cattura di "Igor", la dichiarazione del sindaco metropolitano Virginio Merola

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Bologna. " In questo momento il mio primo pensiero va alle famiglie Fabbri e Verri, vere vittime di questa tragedia che per loro continuerà per sempre.

Voglio inoltre esprimere la mia vicinanza alle comunità di Budrio e Molinella che hanno condiviso il dolore e la rabbia sapendo però mantenere la calma nonostante mesi lunghi e difficili. Un plauso ai sindaci che hanno mantenuto unite le loro comunità in una situazione inedita di stress e pressioni fortissime.

Mi complimento infine con i carabinieri per la tenacia con cui hanno lavorato in tutti questi mesi che ha portato al successo di una grande operazione di intelligence e di coordinamento a livello europeo ".

Redazione

"Prigioniere senza colpe" Mercoledì 13 dicembre

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Alla Cisl, in occasione della Giornata contro la violenzasulle donne, si parla delle vittime di tratta costrette alla prostituzione
In occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, celebrata il 25 novembre scorso, la Cisl ha confermato e rilanciato con numerose iniziative il proprio impegno contro un fenomeno, quello della violenza, che, purtroppo, ha segnato negativamente anche il 2017.
Mercoledì 13 dicembre, alle ore 9.00, nella sede di via Milazzo a Bologna Cisl Area metropolitana bolognese organizza, in collaborazione con l'associazione Albero di Cirene, l'iniziativa "Prigioniere senza colpe", per affrontare il tema delle vittime di tratta costrette alla prostituzione. I relatori saranno i volontari del progetto "Non sei sola" dell'associazione Albero di Cirene che attraverso "l'unità di strada" cercano di creare contatti con donne vittime di tratta costrette alla prostituzione.Coordina l'iniziativa Fatima Mochrik segretaria Cisl Area metropolitana bolognese e conclude i lavori della giornata Marzia Montebugnoli responsabile Coordinamento Azioni Positive Cisl Area metropolitana bolognese.

"Come Cisl - dichiarano Fatima Mochrik, segretaria Cisl Area metropolitana bolognese e Marzia Montebugnoli, responsabile Coordinamento Azioni positive della Cisl Area metropolitana bolognese - siamo da tempo impegnati contro la tratta e la prostituzione. Abbiamo infatti, aderito alla campagna 'Questo è il mio corpo', lanciata dall'Associazione Papa Giovanni XXIII, per chiedere al Parlamento di approvare la proposta di legge per fermare la domanda. Riteniamo, inoltre, fondamentale il reinserimento socio-lavorativo di queste donne perché il lavoro è un grande passo verso la libertà e l'autonomia delle persone. Promuovere l'occupazione resta, infatti, un elemento fondamentale per renderle più forti e meno sole, trovando così il coraggio di denunciare e cercare percorsi di riappropriazione della propria dignità e libertà".

Redazione

Manifesti fascisti sulle colonne del Liceo Galvani

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Colonna Liceo GalvaniRuscigno: "Atto grave, li rimuoveremo e sporgeremo denuncia"

Sono comparsi nelle notti scorse sulle colonne dello storico liceo Galvani di Bologna (e poi rimossi come si può vedere dalle foto) manifesti di stampo neofascista firmati dal "Blocco studentesco".

La Città metropolitana ora sta affidando l'intervento di rimozione delle colle utilizzate per affiggere i manifesti a una ditta specializzata. Trattandosi infatti di un palazzo storico è necessario un intervento mirato al ripristino corretto del rivestimento delle colonne.

Denunceremo per danneggiamento il Blocco studentesco – afferma Daniele Ruscigno, consigliere metropolitano con delega a Scuola, Istruzione, Formazione, Edilizia scolastica - ed abbiamo invitato il Liceo a fare altrettanto. Questo intervento ci costerà un migliaio di euro che in questo periodo non sono pochi per le nostre casse ma riteniamo che certi messaggi e certe azioni non possano farci rimanere indifferenti".

Redazione

Manifesti fascisti sulle colonne del Liceo Galvani

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Colonna Liceo GalvaniRuscigno: "Atto grave, li rimuoveremo e sporgeremo denuncia"

Sono comparsi nelle notti scorse sulle colonne dello storico liceo Galvani di Bologna (e poi rimossi come si può vedere dalle foto) manifesti di stampo neofascista firmati dal "Blocco studentesco".

La Città metropolitana ora sta affidando l'intervento di rimozione delle colle utilizzate per affiggere i manifesti a una ditta specializzata. Trattandosi infatti di un palazzo storico è necessario un intervento mirato al ripristino corretto del rivestimento delle colonne.

Denunceremo per danneggiamento il Blocco studentesco – afferma Daniele Ruscigno, consigliere metropolitano con delega a Scuola, Istruzione, Formazione, Edilizia scolastica - ed abbiamo invitato il Liceo a fare altrettanto. Questo intervento ci costerà un migliaio di euro che in questo periodo non sono pochi per le nostre casse ma riteniamo che certi messaggi e certe azioni non possano farci rimanere indifferenti".

Redazione

Cisl Area metropolitana bolognese sospende le assemblee unitarie

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FrancesconiBologna. "Dopo l'incontro di sabato, tra le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil ed il Governo a proposito della previdenza, Cisl Area metropolitana – dichiara il segretario generale Danilo Francesconi (in foto)- sospende le assemblee unitarie sul tema delle pensioni nel territorio metropolitano bolognese".
"Il Governo – prosegue il segretario - alle famose sette proposte dell'ultimo incontro ha portato due ulteriori proposte raccogliendo alcune questioni che avevamo posto. Aver ipotizzato il blocco dell'aspettativa di vita per i lavoratori già identificati anche per l'anzianità, accoglie , infatti, una nostra richiesta. Così come un Fondo che possa spostare la sperimentazione dell'Ape sociale".
"Abbiamo sollevato – prosegue il segretario - alcune questioni che hanno bisogno di approfondimento e correzioni nel testo, che sono l'allargamento a più lavoratori della siderurgia del blocco sull'aspettativa di vita e aprire un confronto per portare a casa il silenzio-assenso sulla previdenza complementare anche per i lavoratori privati".
"Attendiamo , come Cisl , con fiducia l'incontro di martedì con il Governo. E' necessario – conclude Francesconi- arrivare ad una sintesi , possibilmente in maniera unitaria, perché è importante portare il più possibile a compimento l'intesa sulla previdenza che avevamo costruito".

Redazione

Cane da caccia "addestrato" col collare elettrico, denunciato il proprietario

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Cane MaltrattatoNei giorni scorsi la Polizia provinciale della Città metropolitana di Bologna è intervenuta in una zona boscata di Castiglione dei Pepoli per soccorrere un cane da caccia disperso, un segugio italiano a pelo raso di appena otto mesi che vagava in cerca di un riparo dalla pioggia.

Il cane era infreddolito e in grande sofferenza. Gli era infatti stato applicato un collare elettrico telecomandato ancora in funzione, strettissimo affinchè i due puntali degli elettrodi facessero miglior contatto, quasi conficcandosi, con la cute del collo; ciò per provocargli maggiori sofferenze da scarica elettrica quando questa gli veniva inflitta con telecomando.
Appena tolto il collare l'animale ha manifestato subito tutta la sua riconoscenza diventando più confidente. Da un primo controllo gli agenti hanno verificato che sul collo, in corrispondenza dei puntali degli elettrodi, vi erano non solo delle piaghe ma, sottostanti a queste, degli inspessimenti cutanei delle dimensioni di una biglia dovuti alle forti scariche elettriche.

Tramite il lettore di micro-chip gli agenti sono riusciti a risalire al proprietario del cucciolo, un cacciatore toscano che lo stava addestrando alla caccia in braccata al cinghiale, in un'area vietata a questa attività. Considerata l'età del piccolo segugio, otto mesi, si presuppone che abbia cominciate a subire queste torture già in età tenerissima, preferendo a un certo punto sopportare le scariche elettriche pur di fuggire dal suo aguzzino.

Il cucciolone ferito, ora sottoposto alle cure dei veterinari dell'ASL, ed il collare elettrico sono stati posti sotto sequestro ed il cacciatore toscano è stato deferito all'autorità giudiziaria per il reato di "maltrattamento di animali."

Redazione

Pubblicato il report 2016 sull'incidentalità stradale nel territorio bolognese

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Dopo le anticipazioni di giugno ecco tutti i dettagli, Monesi: "Concentrare le azioni su pedoni e ciclisti. Demonizzazione degli autovelox sta facendo danni"

Dopo le anticipazioni di giugno è stato pubblicato oggi il report sull'incidentalità nell'area metropolitana di Bologna che analizza nel dettaglio cause, luoghi e modalità dei 3.898 incidenti stradali con infortunati verificatisi nel 2016 che hanno provocato 66 morti (2 in più del 2015) e 5.379 feriti (+ 0,4% sul 2015).

Dati, indici e tendenze
Il numero di morti ogni 100 incidenti (indice di mortalità) nel 2016 è rimasto invariato ed è pari a 1,7. Il numero di feriti ogni 100 incidenti (indice di lesività) è invece diminuito ed è pari a 138, segnale che gli incidenti hanno causato un minor numero di infortunati.
Confrontando gli andamenti dell'indice di mortalità nazionale, regionale, della città metropolitana di Bologna e del comune capoluogo, si nota come l'indice di mortalità regionale e nazionale è superiore a quello metropolitano e comunale.
Sono invece in aumento i sinistri (2016): per la Regione si parla di un +0,1%, a livello nazionale +0,7%, per l'area metropolitana + 2,7% e nel comune capoluogo + 2,8%.

Nell'ultimo decennio l'incidentalità tende a diminuire (-36% morti e -26% feriti) anche se tale andamento è più rallentato nell'ultimo quinquennio. La diminuzione percentuale media degli incidenti è stata del 25% nella città metropolitana e del 30% nel comune di Bologna (a livello nazionale il calo è stato del 24%).
Questo calo dell'incidentalità stradale è peraltro avvenuto in concomitanza con un aumento del 6,5% del numero di veicoli circolanti sulle strade dell'area metropolitana bolognese nel decennio 2007-2016.

Quando avvengono gli incidenti
Dal report emerge che è settembre il mese con il maggior numero di sinistri, 380 con 524 feriti e 9 morti. Giovedì è il giorno con un maggior numero d'incidenti (617), sabato quello con un più elevato numero di feriti (834) e venerdì con più incidenti mortali (14). Nei giorni lavorativi, le fascie orarie più critiche sono legate agli spostamenti in entrata ed uscita dai luoghi di studio/lavoro.

Dove avvengono gli incidenti
Il 72% degli incidenti avviene in un contesto urbano, il 17,5% in extra-urbano ed il rimanente su autostrada o tangenziale. In ambito urbano il 49% degli incidenti avvengono su incrocio-rotatoria-intersezione, mentre in ambito extra-urbano il 58% dei sinistri sono su strada rettilinea.
Per quanto riguarda gli incidenti mortali, sulle strade comunali sono morte 32 persone (48% del totale), sulle strade provinciali 21 (32%), in autostrada, tangenziale o raccordo 8 (12%), sulle statali 5 (8%).
Nella tabella a pag. 13 sono riportate le 73 strade provinciali e le 2 statali dove nel 2016 è stato rilevato almeno un incidente con infortunati. Le statali Via Emilia e Porrettana sono quelle con il maggior numero di incidenti, rispettivamente 90 e 92, in parte spiegabili anche con la loro estensione chilometrica rilevante. Tra le strade provinciali le più incidentate in valore assoluto risultano essere la Sp4 "Galliera" con 61 incidenti e la Sp569 "Di Vignola" con 57 incidenti. La Sp610 "Selice o Montanara Imolese" e la Ss64 "Porrettana" registrano più decessi, 5 e 4 ciascuno.

Escludendo gli incidenti avvenuti su autostrada e tangenziale, componenti d'incidentalità parzialmente esogene al territorio comunale, i comuni che registrano il maggior costo sociale sono Bologna, Imola, San Giovanni in Persiceto e Valsamoggia. I comuni con un maggior indice di incidentalità sono Fontanelice, con circa 5,7 incidenti ogni mille abitanti e a seguire Argelato e Bentivoglio con 5,5.

Nel 2016 sono stati georeferenziati puntualmente tutti gli incidenti stradali avvenuti su strada comunale, statale e provinciale (cartina a pag. 19)

Quali veicoli/categorie vengono coinvolti in incidenti
Nel 2016 tra i veicoli coinvolti in incidente nell'area metropolitana bolognese, le autovetture rappresentano il 65%, i motocicli il 13%, le biciclette il 7%, gli autocarri, autotreni ed autoarticolati il 7%, i ciclomotori il 3%. Dal 2007 al 2016, in conseguenza anche della diminuzione degli incidenti, si osserva un generale calo nelle diverse tipologie di veicoli coinvolti, ad eccezione delle biciclette che registrano un aumento del 15%. La diminuzione più rilevante è dei ciclomotori (67%), dei mezzi pesanti (44%) e dei motocicli (29%). Anche le autovetture registrano un calo del 24%. Nell'ultimo anno però i motocicli sono in controtendenza essendoci 87 coinvolti in più rispetto al 2015.

Per i trienni 2011-2013 e 2014-2016 nel report sono stati effettuati approfondimenti anche su morti e feriti per tipologia di veicolo e per classe d'età e, per gli ultimi 5 anni (2012-2016), sugli utenti deboli (pedoni e ciclisti).

Come avvengono gli incidenti
I 3.898 sinistri del 2016 sono avvenuti, percentualmente, secondo queste modalità: scontri frontali-laterali (48%), tamponamento (24%), investimento di pedoni (11%), fuoriuscita (8%), urto con ostacolo o veicolo fermo (6%), infortunio per caduta/frenata (3%).

Nei casi in cui viene indicata la responsabilità di conducenti o pedoni le circostanze indicate con maggior frequenza sono la "guida distratta e andamento indeciso" e il "mancato rispetto della segnaletica", entrambe per il 12% dei casi.

Il costo sociale sostenuto dalla collettività nel 2016 a causa della morte o del ferimento di persone in seguito ad un incidente è stato quantificato in 369.182.769 euro, con un incremento nell'ultimo anno dell'1,4%. Nel periodo 2007-2016 il costo sociale è diminuito del 29%, pari a 150.483 milioni di euro.

Obiettivi futuri
Nel periodo 2001-2010 la Commissione Europea aveva fissato l'obiettivo di dimezzare il numero dei morti per incidente stradale: tale traguardo non è stato raggiunto nel territorio bolognese avendo avuto una riduzione della mortalità del 34,4% anziché del 50%. La Commissione ha riproposto l'obiettivo anche per il decennio 2010-2020 e questo significherebbe, per la città metropolitana di Bologna, avere al massimo 43 decessi annui entro il 2020. Nel 2016 sono 66 i morti registrati, rispetto ai 59 previsti dall'obiettivo (grafico a pag. 2).

Il commento del Consigliere delegato Monesi
"In questi anni – è il commento del Consigliere delegato della Città metropolitana alla viabilità Marco Monesi - si è indubbiamente lavorato tanto sul tema incidentalità evitando la perdita di molte vite umane. Non possiamo però fermarci, anzi i numeri degli ultimi anni e i dettagli che emergono da questo report ci sollecitano a nuove azioni. Innanzitutto occorre dire con forza che il clima di opposizione agli autovelox che si è creato è pericoloso e ci preoccupa, anche perchè le norme tendono sempre di più a ostacolare l'utilizzo di questi strumenti che invece sono stati decisivi per il calo di incidenti, morti e feriti.
In secondo luogo deve essere chiaro che la nuova emergenza sulla strada riguarda gli utenti deboli e in particolare i pedoni (soprattutto in ambito urbano): 58 hanno perso la vita nell'ultimo triennio mentre nei precedenti tre anni erano stati 36.
Tuttavia il perdurare del calo di risorse destinate gli enti locali per la manutenzione e messa in sicurezza delle infrastrutture, a lungo andare, inciderà certamente anche sulla sicurezza.
Credo che ognuno di noi possa comunque fare qualcosa per la sicurezza propria e altrui, rispettando le regole e prestando la massima attenzione alla guida perchè – come ci raccontano questi dati – le due cause principali degli incidenti rimangono il mancato rispetto della segnaletica e la distrazione alla guida".

Il report è stato elaborato dall'Ufficio statistica della Città metropolitana di Bologna nell'ambito dell'accordo di collaborazione istituzionale fra Città metropolitana e Comune di Bologna in tema di statistica e ricerche demografiche, sociali ed economiche.

Redazione

Migranti sgomberati: Siulp, plauso ai colleghi per professionalità, equilibrio e soprattutto umanità

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poliziaSu disagio sociale occorre intervento politico e non di polizia

Le immagini che stanno impazzando sul web, relativamente all'intervento dei colleghi che ieri hanno dovuto sgomberare piazza Indipendenza dove si erano accampati rifugiati somali ed eritrei che avevano installato anche bombole di gas e altri propellenti incendiabili, con grave rischio per l'ordine e soprattutto la sicurezza pubblica, sono l'ennesima testimonianza della elevata professionalità, del consolidato equilibrio, ma anche dell'umanità con cui i colleghi dei reparti mobili operano quotidianamente anche su situazioni delicate come quella di questa mattina a piazza Indipendenza a Roma.

E' comprensibile che quando si interviene, per il ripristino della legalità in esecuzione agli ordini dell'Autorità, su situazioni di grave disagio sociale come quella che stanno affrontando i cittadini stranieri che si erano accampati in piazza Indipendenza, l'attuazione di misure che ripristinano la legalità può apparire, ad occhi che guardano in modo distratto ovvero interessato, cruenta e/o sproporzionata.

Non sfugge, invece, agli osservatori attenti che quanto posto in essere dai colleghi del reparto mobile è stata un'azione professionale, equilibrata e soprattutto necessaria per il ripristino della legalità. Il tutto, come dimostrano le foto e i video dei colleghi che consolano e cercano di dare supporto alle donne straniere sorreggendo i loro visi con le mani, è stato fatto con alto senso di umanità e di rispetto per le persone.

Ovviamente tutte quelle persone, che sapendo di dovere abbandonare quel luogo, hanno cercato di resistere senza usare violenza.

Ecco perché esprimo plauso ai colleghi, soprattutto per la loro professionalità ed umanità, e vicinanza a queste donne e questi uomini che stanno vivendo un dramma poiché non hanno una sistemazione idonea dove collocarsi, ma anche ferma condanna nei confronti di quei facinorosi che non hanno esitato ad usare violenza aggredendo i colleghi per opporsi al ripristino della legalità.

E' quanto afferma in una nota Felice Romano, Segretario Generale del Siulp, nel commentare i fatti relativi allo sgombero di piazza indipendenza a Roma.

Ci aspettiamo, continua il leader del Siulp, che ora le istituzioni e la politica trovino soluzioni idonee e praticabili per risolvere il dramma della collocazione e quindi dell'accoglienza di questi stranieri, rivendicando ancora una volta il principio che l'immigrazione è un problema sociale e politico e sicuramente non di ordine pubblico anche se, purtroppo, spesso ricade nella sfera dell'ordine pubblico e attraverso di esso si cerca i risolvere quello che la politica europea, prima ancora di quelle italiana, non riesce a gestire.

Auspichiamo che l'Amministrazione e in particolare il prefetto Gabrielli, così come sono stati puntuali nell'intervenire quando ci sono state mancanze da parte dei poliziotti, oggi intervengano per lodare il comportamento di questi colleghi che in una situazione così difficile e complicata non hanno perso il senso di umanità che da sempre accompagna la funzione di polizia a partire dalla legge di riforma del 1981.

Nelle more che lo faccia l'Amministrazione, conclude Romano, a nome dell'intero Siulp e delle migliaia di cittadini che ci hanno contattato per congratularsi per il comportamento dei colleghi, voglio esprimere loro plauso e i complimenti per come hanno saputo operare.

Redazione

Volpe ferita in via del Triumvirato alle porte di Bologna

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volpe triumviratoSoccorsa da cittadini e agenti della polizia metropolitana

Nei giorni scorsi gli agenti della Polizia provinciale della Città metropolitana di Bologna sono intervenuti in via del Triumvirato a Bologna per soccorrere un'esemplare di volpe ferita che era stata avvistata da alcuni cittadini mentre a fatica si trascinava sulle zampe anteriori all'altezza del Parco dei Pini. Diverse persone con grande sensibilità hanno protetto l'animale cercando di non farlo allontanare in attesa dell'arrivo degli agenti.

La volpe, probabilmente vittima di un incidente stradale, presentava fratture al bacino tali da pregiudicare la mobilità degli arti posteriori, è stata trasportata al Centro tutela e ricerca fauna esotica e selvatica di Monte Adone dove è purtroppo deceduta nei giorni successivi.

Redazione

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