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Bologna Città Metropolitana. Maltempo, 1,2 milioni di euro di danni sulle strade provinciali

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FranaSmottamenti in montagna e buche in pianura Domani riapre la SP Zenzalino a Budrio

Oltre 1,2 milioni di euro. È questa la stima dei danni provocati dall'ondata di maltempo di domenica scorsa sulle strade provinciali che i tecnici di Palazzo Malvezzi stanno completando in queste ore. La cifra comprende interventi "tampone" per evitare maggiori dissesti (circa 200.000 euro) e opere da programmare e finanziare (1.000.000 circa) per ripristinare la situazione precedente.
In montagna si tratta in particolare di erosioni delle sponde di fiumi e torrenti che hanno interessato le strade, di movimenti franosi superficiali a monte ed a valle delle strade che hanno provocato o l'invasione della carreggiata con terra e detriti o il cedimento del corpo stradale. E ancora: caduta di alberi e straripamento di fossi stradali con conseguente erosione ed intasamento di tombini.
Sulle strade della pianura a provocare danni sono stati essenzialmente lo straripamento di corsi d'acqua importanti (Idice) e l'esondazione dei fossi stradali che ha provocato l'ammaloramento anche profondo delle pavimentazioni e la formazione di moltissime buche sulla pavimentazione di usura.
Le strade che hanno riportato i danni più importanti sono:
- SP 85 Fondo Valle Savena: circa 60 mila euro per i danni provocati dall'erosione da parte del torrente Savena con cedimento della scarpata e banchina in comune di Pianoro e altri 35mila euro per lo stesso motivo in un tratto in Comune di Loiano;
- SP 65 della Futa: smottamento della scarpata di valle e cedimento della banchina e di parte della carreggiata in Comune di Loiano (40.000 euro).
- SP 79 Pian di Balestra: 50.000 per la realizzazione opere di sostegno per il cedimento della scarpata di valle e della banchina al km 3,500 in Comune di Monzuno (località Trasasso);
- SP 325 Val di Setta: 50.000 euro per la realizzazione di opere di sostegno per il cedimento della scarpata di valle della banchina e parte della carreggiata al km 14,800;
- SP 34 Gesso: 50.000 euro per il cedimento di valle (gabbionata);
- SP 36 Val di Zena: 60.000 per la movimentazione in alveo in corrispondenza di tre ponti per accumuli di detriti, massi, limo ed alberature;
- SP 74 Mongardino: sono presenti due grandi criticità per il cedimento di scarpata di valle: il primo al km 5+300 il secondo al km 8,700 km (100.000 euro in totale).
- SP 27 Valle del Samoggia: al km 24,600 in comune di Valsamoggia è crollato un tratto di strada di 50 metri a causa dell'erosione del fiume (150.000 euro);
- SP 55 Case Forlai: caduta massi disgaggio e protezione con reti (50.000 euro);
- SP 71 Cavone: cedimento di valle con interessamento di acquedotto comunale (realizzazione di gabbionata) ai Km 3,300 e Km 3,600 (100.000 euro);
Danni, tra i 15 e i 45mila euro, anche sulla SP 25 Vergato Zocca, SP 67 Marano Canevaccia; SP 73 Stanco, SP 40 Passo Zanchetto Porretta terme, SP 623 Passo Brasa, SP 68 Val d'Aneva.
Infine la SP 6 Zenzalino allagata a causa dello straripamento del Torrente Idice in località La Motta (Budrio) ha subito danni per circa 40.000 euro per l'ammaloramento profondo del piano viabile e l'intasamento dei fossi. La strada, che attualmente è l'unica provinciale ancora chiusa. riaprirà nella giornata di domani.
"A poche ore dall'emergenza e dalla distruzione stiamo già programmando la ricostruzione – è il commento del consigliere delegato Marco Monesi -. Ringrazio il personale tecnico e i cantonieri della Città metropolitana che si sono adoperati da subito con dedizione, di notte e di domenica, e gli uffici amministrativi per il loro supporto".

Redazione

Maltempo, smottamenti e fiumi in piena chiuse diverse strade provinciali

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FIUME SILLAROPrevista ancora pioggia nel pomeriggio e domani

A causa delle abbondanti precipitazioni si sono registrani diversi smottamenti in molte strade provinciali dell'Appennino, mentre in pianura preoccupano le piene di alcuni fiumi. Sotto osservazione al momento sono corsi d'acqua a Bentivoglio per il Navile e nelle zone  tra Medicina, Conselice e Castel Guelfo per il Sillaro. Questa mattina il maltempo pare scongiurato con un cielo sereno ma è già prevista una perturbazione nel  pomeriggio.

(In foto il fiume Sillaro in Frazione Portonovo)

Redazione

Montagna Est, un milione di euro per pavimentazione e messa in sicurezza su varie strade provinciali

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Strada interrorraBologna Città Metropolitana. Sono iniziati importanti lavori, per un importo complessivo di circa un milione di euro, su varie strade provinciali della Montagna Est, nei comuni di San Benedetto Val di Sambro, Monzuno, Monghidoro, Loiano, Pianoro, Sasso Marconi e Castiglione dei Pepoli.

I lavori, eseguiti dalla ditta Sintexal di Ferrara, riguarderanno la pavimentazione e messa in sicurezza mediante costruzione di tappeti di usura e trattamenti superficiali monostrato lungo varie tratte delle SP 37 "Ganzole", SP 38 "Monzuno – Rioveggio", SP 58 "Pieve del Pino", SP 60 "S. Benedetto Val di Sambro", SP 61 "Val di Sambro", SP 79 "Pian di Balestra", SP 85 "Fondovalle Savena" e SP 325 "Val di Setta".

Fino al termine dei lavori, la circolazione sarà regolamentata mediante istituzione di senso unico alternato regolato da semaforo o movieri con limite della velocità a 30 km/h.

Redazione

Aeroporto G. Marconi, manifestanti bloccano il check-in della Turkish Airlines

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MANIFESTAZIONE AEROPORTO BOLOGNADisagi per i passeggeri in partenza per Istambul
Questa mattina brutta sorpresa all'Aeroporto di Bologna per i passeggeri in partenza con la compagnia di bandiera turca, verso le ore 09,00 una cinquantina di attivisti hanno bloccato l'accesso ai  check-in della Turkish Airlines per manifestare la solidarietà con il popolo curdo a seguito dell'attacco da parte dell'esercito turco in Siria. La contestazione, monitorata da più forze di polizia, non è sfociata in atti violenti ed è terminata verso le ore 11,15 consentendo così la regolarità delle operazioni aeroportuali.

Redazione

Fnp dona materiale alla Croce Rossa per informare su guida sicura

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Fnp-CRIBologna. Nel corso della riunione del proprio Consiglio Direttivo, il sindacato dei pensionati Cisl , Fnp, dell'Area metropolitana bolognese ha incontrato, per una breve cerimonia di ringraziamento, il presidente del Comitato bolognese della Croce Rossa Italiana, dott. Marco Migliorini. Fnp , nell'occasione, ha donato , all'associazione di promozione sociale, materiale , (circa 200 kit per alcol test, occhiali che simulano lo stato di ebbrezza e schede informative sulla guida sicura), da utilizzare negli incontri con i giovani nelle scuole e nelle manifestazioni pubbliche. Croce Rossa Italiana, tra le varie attività, è impegnata con una campagna informativa per la guida sicura, mirata a far conoscere e provare dal vivo la percezione distorta della realtà, e di conseguenza la condizione di non sicurezza, che si determinano con l'abuso, anche lieve, di bevande alcoliche o di altre sostanze con effetti similari.

"Si tratta - spiega il segretario generale della Fnp metropolitana Sergio Palmieri - di un piccolo segno di riconoscimento alla Croce Rossa ed ai suoi operatori, per l'importante opera di soccorso, aiuto e sensibilizzazione che svolgono quotidianamente sul nostro territorio, anche in favore di tante persone anziane e di cui, anche noi, siamo stati testimoni, dal vivo. Con questa donazione ringraziamo, in particolare, i componenti dell'equipaggio, presenti, in occasione della nostra manifestazione 'Carovana della Salute', lo scorso 22 giugno, in Piazza Re Enzo, a Bologna (gli operatori C.R.I. Mariella Caprai, Serafina Iacono, Loris Lanzarini e Pietro Mazzanti, presenti anche loro oggi, in Cisl). In tale circostanza , durante la violenta tempesta di vento, pioggia e grandine che si è abbattuta sulla città e sull'iniziativa, gli operatori hanno, infatti, svolto un ruolo fondamentale di protezione civile, gestendo in maniera impeccabile una situazione d'emergenza. Grazie alla decisione, alla perizia degli operatori e al loro provvidenziale intervento con l'attività di coordinamento, operatività, soccorso e assistenza è stata assicurata la totale incolumità delle persone, presenti in piazza, e si sono evitati danni ancor più gravi alle strutture. Un segno di attenzione e ringraziamento verso la Croce Rossa ci è parso quanto meno doveroso".

Redazione

Caccia: denuncia e sequestro di armi e selvaggina a Casalfiumanese

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Armi e selvaggina recuperateCacciatore sorpreso dalla Polizia locale della Città metropolitana

Gli agenti della Polizia locale della Città metropolitana di Bologna-Zona di Imola, a seguito di un lavoro di indagine che durava da diverso tempo, hanno recentemente posto fine all'attività di un cacciatore che, in sfregio a qualsiasi regola venatoria, sparava in giorni, luoghi e con modalità vietate e pericolose.

L'uomo è stato sorpreso con un fucile ancora caldo e due fagiani maschi da poco abbattuti, in una zona rurale in comune di Casalfiumanese, in un giorno in cui la caccia era vietata. Arma e selvaggina sono stati sequestrati come corpo di reato e la persona è stata denunciata alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bologna. Sono state inoltre ritirate in via cautelativa altre armi e munizioni in possesso dell'uomo denunciato.

Ricordiamo che la Polizia locale della Città metropolitana esercita, con il supporto delle Guardie Volontarie di diverse associazioni, un'attività costante di controllo nei confronti di chi esercita l'attività venatoria in osservanza delle regole e delle persone. Nel solo territorio imolese, in occasione del giorno di apertura della caccia di domenica 15 settembre, sono stati controllati 111 cacciatori ed effettuate 4 sanzioni amministrative, prevalentemente per inosservanza delle distanze da strade e abitazioni.

Redazione

Pieri (Cisl ER): "L'indignazione non basta. Servono controlli e attuazione della 'patente a punti'

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Morti bianche, dichiarazione del segretario generale regionale della Cisl Filippo Pieri

"  L'ennesima tragedia sul lavoro. Un fatto grave, inaccettabile. Una sconfitta per tutta la nostra comunità regionale. A Lugo, nel ravennate, un lavoratore di 38 anni che stava lavorando alla manutenzione del tetto di un'azienda, è morto precipitando giù da un lucernario da un'altezza di otto metri. Di fronte all'ennesima morte sul lavoro non bastano indignazione e rabbia, benché comprensibili e giustificabili.

E' fondamentale un maggior impegno di tutti gli attori in causa, a cominciare dalle aziende, a cui è chiesto di adempiere non solo formalmente allo spirito delle leggi sul lavoro, ma di investire concretamente e in modo mirato sulla prevenzione.

La Cisl da tempo sostiene la necessità che il d.lgs. 81/08, la legge sulla salute e sicurezza sul lavoro più imporante, venga pienamente applicata, anche dando attuazione da subito alla "patente a punti" per le aziende che lavorano negli appalti. Diventa basilare che le autorità controllino la bontà della formazione sul lavoro e, nel contempo, prevedano che l'addestramento dei lavoratori sia in qualche modo certificato.

Richieste che, inascontati, facciamo da tempo e che con convinzione e decisione continueremo fare: abbiamo bisogno di più controlli, ma anche di una maggiore cultura della sicurezza, di più investimenti e più formazione. Bisogna fermare con ogni mezzo questo inaccettabile bollettino di guerra quotidiano".

Redazione

Videosorveglianza, Vandelli (USIP) interviene in merito alla sicurezza

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telecameraIn una società in cui le città sono sempre più controllate con le telecamere, il segretario provinciale (USIP) di Forli e Cesana Vandelli interviene sul tema:

" Una cosa è la sicurezza, altra la percezione. La richiesta è chiara: i cittadini vogliono sentirsi più sicuri. La soluzione dei sindaci non ha evidenti riscontri scientifici, ma basta a dare una percezione di controllo del territorio. E pazienza se il prezzo da pagare, non solo in termini onerosi, è la rinuncia alla privacy. Il Grande Fratello è tra di noi. L'ossessione della video-sorveglianza è un misto tra la politica e un giro d'affari per chi lavora nei sistemi di sicurezza, che però non trova comparazione nei dati statistici. Nessuno ci assicura che i sistemi siano così protetti da non potere essere elusi dai criminali. Per fare un esempio tra i tanti, tempo fa sono state danneggiate diverse auto parcheggiate in strada dalle parti della stazione ferroviaria. C'erano le immagini delle effrazioni riprese da una telecamera posta nelle vicinanze ma le forze dell'ordine non hanno potuto utilizzarla a fini investigativi. Non dico che la video-sorveglianza non serve a nulla, ma come dimostrano svariati episodi queste telecamere hanno un effetto deterrente solo se collegate a dispositivi di reazione immediata. La video-sorveglianza ha un senso compiuto nelle tabaccherie, nelle banche, nelle farmacie. Ovvero in tutti quei luoghi che hanno un circuito collegato con le forze di polizia. Nelle cronache giornaliere accade che il delinquente viene identificato anche attraverso i filmati delle telecamere, ma sono casi specifici e/o sporadici, in percentuale irrilevante nelle statistiche generali sulla criminalità. Di contro contribuiscono a creare un effetto emotivo portante, di rassicurazione. I sindaci "sceriffi" appaiono rassicurati e rassicuranti quando parlano della video-sorveglianza (450 telecamere nel territorio Cesenate). In questo modo sfruttano l'impatto emotivo sulle persone, ma gli studi in materia dimostrano tutt'altro. Sarebbe opportuno, invece, investire molto di più sull'illuminazione pubblica e nella cura dell'arredo urbano (attraversamenti pedonali inesistenti e/o invisibili; collegamenti tra piste ciclabili; degrado e/o incuria nei parchi pubblici, ecc...). Solo così si renderebbero determinati quartieri più sicuri e vivibili. Praticamente stiamo svendendo la nostra privacy in cambio del nulla o quasi. Le telecamere installate dai privati, dovrebbero mantenere le registrazioni al massimo per 48 ore, mentre in ambiente urbano il limite stabilito dal Garante è sette giorni. Sono sistemi a trasmissione remota. Nessuno però ci assicura che i circuiti siano così sicuri e non vi sia il rischio di essere hackerati dai criminali.

Ugo Vandelli, segretario generale provinciale Forlì Cesena USIP (Unione Sindacale Italiana Poliziotti)"

 

Suicidi tra le Forze dell’Ordine, l’USIP chiede l’immediata costituzione di centri di ascolto

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USIP LOGOIn relazione al tema dei " Suicidi tra le forze dell'ordine, Ugo Vandelli -segretario generale provinciale USIP Forli e Cesena - a seguito del suo intervento sulla questione, ha inviato la lettera aperta a firma del Il Segretario Generale USIP, Vittorio Costantini, che riportiamo integralmente:

Cio' che è successo in questi ultimi giorni lascia sgomenti, altri due appartenenti alla Forze dell'Ordine si sono suicidati, e nello specifico un collega della Polizia di Stato in servizio presso la Polaria di Fiumicino, nonché un collega dell'Arma dei Carabinieri in servizio presso la Stazione dei Carabinieri di Bovino (Foggia). Ulteriori disperati gesti che hanno arrecato profonda tristezza e sconforto tra le Forze dell'Ordine, e che vanno ad accrescere ancora, la lunga scia di suicidi tra gli appartenenti alle Forze di Polizia.
Siamo in presenza ad un vero e proprio drammatico fenomeno che lascia senza parole, ma che necessita di grande attenzione affinché questi tragici eventi possano essere in tempo prevenuti.
Negli ultimi mesi altri colleghi avevano commesso il fatale gesto e come Organizzazione Sindacale abbiamo cercato di analizzare questa situazione drammatica, evitando di esprimere sin da subito la nostra opinione, perché abbiamo ritenuto che tragedie di questo genere meritano in prima istanza assoluto silenzio.
Il silenzio dell'anima come dimensione privilegiata e mezzo attraverso il quale esprimere il totale cordoglio e rispetto per il profondo dolore che i familiari hanno dovuto affrontare sin dal primo momento; privilegiare l'aspetto umano alle dichiarazioni di qualsiasi genere, lo abbiamo sempre ritenuto fondamentale, anche perché bisogna tenere conto che, in questi casi, dichiarazioni fatte a caldo rischiano di essere strumentalizzate sotto ogni aspetto.
Però la misura è ormai colma, non possiamo più stare in silenzio, la situazione sta precipitando notevolmente, bisogna accendere i riflettori su questo gravissimo problema, non
può più passare inosservato il suicidio di un servitore dello Stato, e francamente rimaniamo fortemente amareggiati che la stampa giornalistica non ha, fino ad oggi, posto la giusta attenzione a questi terribili eventi.
Per quel che ci riguarda, anche se commentare e fare analisi, quando si è in presenza di un suicidio, non è per nulla facile, in quanto fatti del genere sono sempre frutto di un insieme di fattori, non ci tireremo indietro anzi faremo tutto quello che è in nostro potere per svolgere appieno il nostro dovere di rappresentanza e di tutela dei lavoratori.
La USIP in tal senso, ritenendo che sia arrivato il momento di guardare in faccia la realtà cercando di affrontare il problema con soluzioni adeguate rispetto alla vera portata del fenomeno, prende atto positivamente della recente istituzione di un Osservatorio Interforze come organismo utile a monitorare la problematica, ma allo stesso tempo pensa che il fenomeno suicidi vada affrontato andando alla radice del problema.
Se si vuole sul serio porre un freno ai suicidi tra le Forze dell'Ordine, non basta applicare preventivamente il famigerato art. 48, così, tanto per lavarsi le mani, perché paradossalmente l'applicazione del citato articolo getta ancor più nello sconforto il poliziotto che si trova in tale situazione, poiché l'iter dell'art.48 non fa altro che emarginare chi si trova in difficoltà.
Per essere molto franchi, chi fra gli appartenenti alle Forze dell'Ordine va dal medico del corpo per dire che sta attraversando un periodo particolarmente difficile o di stress?
Praticamente quasi nessuno, questo perché il poliziotto sa benissimo ciò che comporta l'applicazione dell'art.48, e cioè intraprendere un percorso difficile in cui si viene lasciati soli con il proprio problema, e peraltro se alla fine di questo periglioso percorso l'eventuale problema non si risolve, si viene a perdere lo status giuridico di appartenente alle Forze dell'Ordine, compreso quindi tutti i diritti ad esso connessi in termini retributivi e pensionistici. Il problema sta alla fonte, il problema è normativo, in quanto bisognerebbe prevedere specifiche modifiche all'art.48 di guisa che tale norma non venga vista, dai colleghi che stanno attraversando un periodo di difficoltà, come la spada di Damocle ma al contrario come una vera e propria forma di tutela, di salvaguardia, di modo che, qualora necessiti preventivamente togliergli pistola e manette,
non vengano isolati ma al contrario maggiormente compresi e accolti.
Tante possono essere le formule burocratiche, tante le soluzioni, per fare in modo che si tuteli il profilo umano e giuridico dei Poliziotti, ad esempio si potrebbe prevedere la possibilità, in questo specifico periodo, di un impiego in servizi non operativi, come sarebbe anche opportuno affidare l'idoneità dei poliziotti a medici specialisti di strutture pubbliche, uscendo così definitivamente dal circuito degli ospedali militari.
Non ci sono altre soluzioni praticabili, ben vengano gli osservatori, le commissioni, ma come organi d'ausilio non certo come soluzioni al problema.
La nostra Amministrazione deve fare necessariamente un salto di qualità, un cambio culturale che riesca a mettere al bando quell'atteggiamento inquisitorio, se non addirittura persecutorio, che spesso si registra sul territorio nei confronti del malcapitato collega che si trova in stato di difficoltà, mentre è proprio in questi casi che la ragionevolezza umana, il buon senso e finanche il dovere dovrebbe far addivenire a più miti consigli chi ha l'enorme responsabilità di gestire il personale.
Ancora aggiungiamo, ed evidenziamo, che il testo unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro (D.lgs.81/08) sottolinea il ruolo di primo piano che assume il concetto di salute, intesa come " stato di completo benessere fisico, mentale e sociale".
Come si può ben comprendere un assunto di tale portata, guardando alla salute dei lavoratori in relazione ai possibili rischi psicosociali lavorativi, rimette in capo ai Dirigenti-datori di lavoro una enorme responsabilità rispetto alla salute dei propri collaboratori.
L'Unione Sindacale Italiana Poliziotti ritiene che sia arrivato il momento che l'Amministrazione si assuma le proprie responsabilità in ordine al rispetto degli aspetti normativi, che
non deve semplicemente estrinsecarsi nell'avere le carte in regola ma nel tenere un atteggiamento concretamente virtuoso, mettendo al centro il rispetto della dignità umana di ogni singolo poliziotto.
Tenere un atteggiamento concretamente virtuoso, significa anche dare la possibilità al poliziotto di poter usufruire di centri d'ascolto con psicologi qualificati che siano da specifico supporto per tutti coloro che attraversano questi periodi di crisi, insomma sarebbe bene chel'Amministrazione passi dalle parole ai fatti, facendosi anche promotrice, presso le sedi politiche competenti, di specifici interventi normativi, perché invero anche le Istituzioni politiche su tutto quanto il problema hanno specifiche responsabilità.
Assistiamo giornalmente, da ogni parte politica, a continui elogi a favore delle Forze dell'Ordine ma poi concretamente ci si applica ben poco per risolvere i problemi; il nostro è un mestiere delicato, un mestiere che richiede saldezza di nervi, equilibrio, invece di fare solo propagande elettorali bisogna che la politica si soffermi sul fatto che un poliziotto non può avere il tarlo di come arrivare alla fine del mese, come non può vivere sotto costante pressione a causa di servizi d'istituto sempre più impegnativi, tenendo peraltro in conto dell'elevatissima età media che si  riscontra tra il personale della Polizia di Stato; tutto questo porta inevitabilmente ad una mancanza di serenità e quindi potenzialmente anche alla perdita di quell'equilibrio che un poliziotto dovrebbe sempre avere.
Questo è ciò che la USIP ritiene utile, anzi indispensabile, per cercare d'arginare il problema. Rimanendo quindi in attesa che la politica, quella seria non populista, faccia la sua parte, ci attendiamo nel frattempo che la nostra Amministrazione, a beneficio e garanzia dei propri dipendenti, faccia la sua di parte, nella certezza che in ogni caso la USIP rimarrà vigile e farà da sentinella per salvaguardare la dignità umana dei poliziotti che troppo spesso vengono lasciati al proprio destino.


Il Segretario Generale
Vittorio COSTANTINI

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