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Bologna Città Metropilitana. Maltempo, ultimo aggiornamento sulle strade provinciali

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neveChiuse le SP 33 'Casolana' e 53 'Bivio Selice Mordano' per caduta alberi
Il Settore Lavori Pubblici-Servizio Manutenzione Strade della Città Metropolitana di Bologna comunica che sono state chiuse alla circolazione le strade provinciali n. 33 'Casolana' a causa di caduta alberi fra il km 6 e il km 7+100 e la n. 53 'Bivio Selice Mordano' per allagamento dal km 1+743 al km 3+444

Redazione

Terrorismo in Francia. SIULP: spese per la sicurezza fuori dal patto di stabilità

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Francia bandieraIl Governo Renzi per la prima volta dopo anni di tagli lineari alla sicurezza ha invertito finalmente questo trend ponendo attenzione agli investimenti in questo settore. Il Patto di Stabilità tiene bloccate le spese anche di Enti virtuosi che sarebbero pronti a proficui investimenti. Per tale ragione condividiamo la posizione di coloro che invocano di tenere fuori dal Patto i progetti produttivi in tema di sicurezza e scuole. Lo dice il segretario generale del Siulp, Felice Romano.
Il nostro sistema antiterrorismo è tra i migliori al mondo, l'unico suo limite è proprio quello della mancanza di risorse, che può determinare la criticità del sistema. Per tale ragione è necessario che i limiti formali di bilancio non mettano in discussione la sicurezza dei cittadini, l'integrità delle istituzioni e lo sviluppo sociale ed economico del Paese.
E' completamente errato vedere nel terrorismo islamico una potenziale guerra di religione tra popoli, si tratta invece di voler imporre, con il terrore, una nuova visione globale dell'assetto futuro del mondo, soprattutto a livello economico e sociale.

Redazione

SIULP, solidarieta' ai poliziotti francesi e appello a Renzi per garantire risorse per allerta

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Francia bandieraEsprimiamo vicinanza, solidarieta' e profondo cordoglio ai familiari dei Colleghi francesi caduti sotto il vile e assurdo attacco terroristico avvenuto a Parigi ad opera, per modalita' e mentalita', di individui che rientrano nelle  c.d. "cellule dormienti" del terrorismo islamico.
Ma le cellule dormienti sono un concreto e attuale rischio anche per l'Italia. Non solo per il ruolo che il nostro Paese ha nella lotta al terrorismo, ma anche perche' a Roma risiede il Santo Padre; ecco perche' e' necessario un intervento urgente e uno sforzo straordinario per garantire le risorse necessarie per fronteggiare questo particolare momento. E' quanto afferma in nota Felice Romano, Segretario Generale del SIULP.
In Italia esiste un apparato antiterrorismo che e' veramente una delle eccellenze al mondo nella prevenzione e nel contrasto al terrorismo e all'eversione. Il nostro antiterrorismo e' un'eccellenza consolidata da anni, oggi ancora piu' incisiva anche grazie alla straordinaria esperienza e alla gradissima capacita' del suo vertice e dello staff che lo collabora, per cui siamo preparati a livello professionale ad affrontare qualsiasi emergenza.
Quello di cui abbiamo bisogno - e per questo faccio appello al Presidente Renzi - sono le risorse per strutturare e conservare la grande professionalita' e l'elevata eccellenza che abbiamo raggiunto nel tempo con grandi sacrifici. Giacche' solo la mancanza dei necessari mezzi potrebbe far breccia nell'efficacia e nell'efficienza del nostro sistema preventivo e repressivo contro i gruppi terroristici che stanno minacciando e attaccando l'Europa.

Redazione

L’attentato al “Charlie Ebdo” accende preoccupazioni in tutto l‘occidente

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Quanto accaduto a Parigi con l'attacco dei terroristi islamici alla redazione del settimanale satirico francese "Charlie Ebdo" oltre alla condanna internazionale solleva anche preoccupazione in tutto il mondo occidentale. Un atto terrostico, contro la libera informazione, che in pochi minuti ha segnato per sempre la Francia ed il Mondo con 12 vittime e 11 feriti. Il governo francese ha immediatamente aumento l'allerta attentati terroristici e anche l'Italia ha già provveduto ad intensificare la vigilanza degli obiettivi sensibili con particolare attenzione alle redazioni giornlistiche.
Redazione

Sicurezza. Lo sfogo del Siulp: ormai si taglia anche sulla pelle dei poliziotti

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poliziaIl Segretario Generale SIULP durissimo sulla mancata fornitura di nuovi giubbotti antiproiettile per la Polizia di Stato: chiediamo che chi ha sbagliato risponda delle proprie responsabilità

Si volevano tagliare gli sprechi, i privilegi, le auto blù e le prebende impossibili per i pochi eletti. Oggi denunciamo che si taglia sicuramente sulla pelle dei poliziotti. Anzi sulla seconda pelle: i giubbotti antiproiettile. E' un anno che avevamo lanciato l'allarme su questo rischio sapendo che a gennaio la quasi totalità dei giubbotti antiproiettile sarebbero scaduti di validità e che, quindi necessitava attivare le procedure per l'acquisto di questi dispositivi di protezione individuali che, peraltro sono anche obbligatori per legge. 

Lo denuncia Felice ROMANO, Segretario Generale del SIULP, in una nota nella quale esprime la ferma condanna nei confronti del Dipartimento della P.S. per l'incapacità dimostrata nell'approvvigionarsi di nuovi giubbotti per la tutela dei poliziotti impiegati nella lotta al crimine e per garantire la sicurezza al Paese.

E' scandaloso quanto sta accadendo, tuona il leader del SIULP, siamo veramente abbandonati a noi stessi visto come il Dipartimento della P.S., divenuto ormai un elefantiaco apparato burocratico proiettato esclusivamente su se stesso e per la propria conservazione, si è adoperato per questa vicenda estremamente delicata e pericolosa per l'incolumità dei poliziotti e quindi anche degli stessi cittadini.
Se i poliziotti non sono messi in condizione di poter garantire nemmeno la propria sicurezza, continua il SIULP, viene spontaneo chiedersi come faranno a garantire quella dei cittadini e dell'intero Paese?
Ecco perché, conclude Romano, chiedo al prefetto Pansa che chi ha sbagliato, o quantomeno sottovalutato questo delicato argomento, risponda delle proprie azioni e delle relative responsabilità, affinché quanto accaduto sia immediatamente sanato e non si ripeta più.

Redazione

Rimini, poliziotta aggredita interviene il SIULP indignato

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polizia-3Rimini: SIULP, aggressione collega prova che Governo fa venire meno autorevolezza Funzione Stato. Occorre intervento immediato altrimenti sarà "Anarchia"

Quanto accaduto a Rimini, che è l'ennesimo episodio di aggressione alle Forze di Polizia nella convinzione ormai assoluta da parte della criminalità di una totale impunità, è la prova che se il governo non interviene immediatamente per ripristinare l'autorevolezza delle Istituzioni e dei suoi servitori, il rischio è di una anarchia totale nella quale la criminalità e i criminali la faranno sempre più da padroni.
Non vogliamo entrare nella polemica se è colpa delle leggi o della magistratura per come le interpreta nella loro applicazione, giacché quello che conta è il risultato finale.
E oggi, dopo l'ennesimo "schiaffo" dato alla collega di Rimini che, fuori dall'orario di lavoro atteso che i poliziotti sono permanentemente in servizio, ha difeso delle donne oggetto di aggressione e riscontrato il silenzio assordante anche delle Istituzioni, che invece non hanno mancato di esprimere solidarietà quando le aggredite non indossavano l'uniforme, un dato emerge con chiarezza. Se lo Stato non è in grado di tutelare se stesso, e quindi chi lo serve e lo rappresenta, a maggior ragione quando si tratta delle Forze di Polizia, vuol dire che lo Stato non è in grado di difendere i cittadini.
E' quanto afferma Felice Romano, Segretario Generale del SIULP, in una nota che commenta la mancata carcerazione del cittadino straniero che ha aggredito e mandato in ospedale la poliziotta di Rimini, alla quale esprime vicinanza e solidarietà per quanto subito.
Far finta che tutto questo sia solo un problema dei poliziotti o delle forze dell'ordine in genere, senza intervenire con leggi che tutelano chi rappresenta lo Stato nell'esercizio delle sue funzioni, significa dare un segnale chiaro alla criminalità e ai cittadini: giacché se non si interviene con norme severe che prevedono pene certe e immediate per chi rappresenta le Istituzioni significa che la criminalità è ormai "padrona" del territorio e che i cittadini sono abbandonati a loro stessi.
Mi auguro, conclude Romano, che il governo rifletta su quanto sta avvenendo e intervenga immediatamente per fermare questo clima di anarchia che sta destrutturando, in modo irreversibile, la coesione sociale e le stesse Istituzioni.

Redazione

Bologna. Aggressione a Salvini, interviene il SIULP che condanna aggressione ma puntualizza....

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SIULP, condanna per aggressione a Salvini ma anche a chi cerca, strumentalmente, capri espiatori in responsabili servizi ordine pubblico
Condanna senza se e senza ma, con l'auspicio che anche la città di Bologna faccia la stessa cosa per la sua gloriosa storia di città dotta, antifascista e non violenta, nei confronti di chi ha aggredito, con un vero e proprio blitz degno dei peggiori picchiatori squadristi del ventennio fascista il Segretario della Lega Nord Matteo Salvini.
Ma altrettanto ferma e irremovibile è la condanna nei confronti di chi, per strumentalizzazioni politiche, o per fini elettorali tenta di scaricare sui responsabili dell'ordine pubblico quanto accaduto. Scaricare sui poliziotti e sull'organizzazione dei servizi l'accaduto, attesa la collaudata e irreprensibile gestione dell'ordine e della sicurezza pubblica a Bologna, che da anni si contraddistingue per l'operato della Polizia di Stato, di tutte le Forze dell'ordine , e della direzione dei servizi predisposti ad opera del Questore e del Prefetto, con i poliziotti impiegati che, con equilibrio e professionalità hanno sempre garantito a chiunque il diritto a manifestare senza incidenti - purché ciò avvenga nel rispetto delle regole e dei principi di buon senso che non devono mai venire meno -, è strumentale e politicamente miope per come è avvenuto il fatto.
Lo afferma in una nota il Segretario Generale del Siulp Felice Romano nella quale commenta i fatti accaduti ieri a Bologna.
Solidarietà, ringraziamento e sostegno a tutti i colleghi che ieri erano impegnati nei servizi di ordine pubblico a Bologna, sia per la visita sia del Premier Matteo Renzi che del Segretario della Lega Nord Matteo Salvini. Come sempre sia l'organizzazione che l'effettuazione degli stessi, rispetto alle comunicazioni dove si dovevano svolgere gli eventi, è stata oculata e ineccepibile. Diversa è la faccenda dell'aggressione avvenuta ad oltre un chilometro dal campo rom ai danni di Salvini.
In merito al vile atto, sottolinea il leader del SIULP, va chiarito che quanto accaduto non è dipeso né da chi ha organizzato il servizio, atteso che il numero di poliziotti impiegati era di gran lunga superiore a quello schierato per la sicurezza del Premier, né da chi lo ha effettuato considerato che il luogo dove l'aggressione si è consumata non era il campo Roma dove il servizio era stato predisposto e considerato che nessuno dello staff di Salvini aveva comunicato che in quel piazzale era stata convocata una conferenza stampa.
Essere sottoposti a tutela, come noto, presuppone l'accettazione di regole e limitazioni, come quelle che obbligano a comunicare preventivamente dove e quando si intende spostarsi, che vanno anche in capo al tutelato e che non possono essere aggirate pena il venir meno della tutela stessa.
In questa circostanza, continua Romano, mi auguro solo per mancanza di tempo o per disattenzione dello staff del Segretario Salvini, che è partito da Milano senza la scorta e senza dare indicazione su quando è dove sarebbe giunto a Bologna - mentre è evidente che lo stesso staff ha avuto il tempo per convocare i giornalisti nel piazzale dove è avvenuta l'aggressione senza darne comunicazione alla Questura locale - il dispositivo di sicurezza è rimasto all'ingresso e nelle adiacenze del campo rom dove si sapeva che il Segretario doveva giungere proprio per la comunicazione fornita giorni prima dal suo stesso staff. Tanto premesso, ribadisce il leader del SIULP, delle due l'una. O lo staff del Segretario Salvini, in palese stato di concitazione, o per sottovalutazione del rischio, ha dimenticato di avvisare la Questura rispetto al casello autostradale dove il leader politico arrivava e l'ora in cui sarebbe giunto, così come della conferenza organizzata ad un chilometro dal campo rom mentre convocavano i giornalisti, oppure qualcuno ha giocato a "nascondino" con la polizia sulla pelle del Segretario Salvini esponendolo, come poi è avvenuto a rischi per la propria incolumità.
Per questo, conclude il leader del SIULP, nel ribadire piena fiducia nei responsabili dell'ordine pubblico di Bologna e nei colleghi che quotidianamente lo garantiscono, conoscendo il Segretario Salvini e la sua vicinanza ai poliziotti, per cui sono certo che la mancata informazione alla Questura, e quindi ai circa 100 poliziotti, riguardo ai quali ciò appare come una palese mancanza di rispetto visto che lo attendevano al campo rom per garantire proprio la sua incolumità e il suo diritto a manifestare il proprio pensiero sia da addebitare solo al mal funzionamento del proprio staff sul quale, gli chiedo sin da ora, e rinnovandogli la nostra incondizionata solidarietà per quanto subito, di avviare una ispezione per capire se quanto accaduto è solo frutto di disattenzione o se, invece, ciò può celare anche altro. Sono certo che il Segretario giungerà alla giusta conclusione.

Redazione

Scontri manifestanti AST: SIULP chiede tavolo di confronto manifestanti, poliziotti e politica

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scontripoliziaAST: SIULP, basta scarica barile politica e denigrazione Autorità perché il rischio è lo scontro sociale irreversibile
I fatti accaduti a Roma durante la manifestazione dei lavoratori dell'AST sono preoccupanti e fanno ritornare indietro l'orologio alla fine degli anni 70 quando, per miopia della politica del governo - che fu sordo alle esigenze e ai diritti fondamentali dei lavoratori e dei cittadini, e di alcuni partiti che avevano come unico scopo la denigrazione, a prescindere, dell'Autorità costituita ed in particolare di quella di pubblica sicurezza - le piazze e le strade del nostro Paese divennero incandescenti e ingovernabili sino alla deriva del seme sovversivo propagandato dal terrorismo.
Ripetere oggi, per miopia politica o per giochi di potere tutti interni ai partiti per il mero fine di affermare chi comanda di più anche a costo di farlo sul pelle dei cittadini e dei poliziotti, gli stessi errori degli anni di piombo, sarebbe veramente imperdonabile e foriero di tensioni sociali i cui sbocchi nessuno è in grado di immaginare.
Ad affermarlo in una nota è Felice ROMANO, Segretario Generale del SIULP, il quale nell'esprimere la propria preoccupazione per il rischio di deriva che quel l'episodio può rappresentare, a prescindere dalla professionalità dei poliziotti o dalla giustezza delle rivendicazioni dei lavoratori, condanna senza riserva chiunque, per meri interessi personali, non ha esitato a far scontrare i lavoratori.
Esprimere vicinanza e solidarietà ai poliziotti o ai lavoratori feriti in quella manifestazione non basta e non può essere l'unica cosa sensata da dire o da pensare dopo quanto accaduto. Giacché è necessario, sottolinea il leader del SIULP, definire immediatamente due questioni:
la prima riguarda il fatto che bisogna sia rispettare il difficile e imponderabile lavoro che svolgono le Forze di polizia, che valorizzare, e non depauperare, la funzione dell'Autorità provinciale di P.S., politica e tecnica, atteso che è questo il livello su cui ricade, nei fatti la responsabilità di organizzare, prevede e gestire le manifestazioni di piazza in modo da garantire il diritto a manifestare ma anche il sereno e regolare vivere civile; la seconda si riferisce alla necessità che ognuno faccia fino in fondo, e nel rispetto massimo degli altri, il proprio dovere in modo da prevenire ed evitare ogni condizione o possibilità che si ripeta lo scontro tra lavoratori e rappresentanti delle Forze di polizia atteso che le risposte alle legittime e sacrosante aspettative dei lavoratori vanno date sul piano politico e dell'azione di governo e mai sul piano dell'ordine pubblico.
In tal senso, e anche per dimostrare che il Siulp per primo è pronto a far la propria parte, continua Romano, lanciamo un appello al Governo e alla politica.
Si convochi, come già fatto dopo gli scontri con gli studenti, immediatamente un tavolo intorno al quale far sedere i rappresentanti dei lavoratori che manifestano, quelli dei poliziotti e quelli della politica in modo da ritrovare una serena e condivisa condizione che consenta, nel rispetto dei ruoli e delle reciproche prerogative, una ritrovata fiducia e serenità affinché gli operai che scenderanno i piazza per manifestare le loro legittime aspettative possano trovare modalità e condizioni favorevoli pur nel rispetto delle norme e delle leggi che presiedono il diritto a manifestare di cui poliziotti, nell'interesse dei cittadini stessi, della democrazia e delle leggi sono i garanti.
Mi aspetto, conclude Romano, che al di là delle solite frasi fatte o di circostanza che sentiamo ogni volta che si verificano queste triste situazioni ora si passi ai fatti e si accetti il nostro invito, nell'interesse dei diritti di tutti i lavoratori, in divisa e non, ma soprattutto nell'interesse della democrazia e del nostro futuro.

Redazione

Scontri a Bologna. Siulp: intervenire contro chi alimenta odio verso Forze dell'ordine

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Gli incidenti avvenuti a Bologna, dove ancora una volta l'altissima professionalità dei poliziotti e dei carabinieri e una direzione del servizio puntuale e con nervi saldi, che ha garantito l'intervento del Presidente della Banca d'Italia e il comizio di una forza politica senza coinvolgere i cittadini e senza far scontrare le opposte fazioni, sono l'ennesima dimostrazione che c'è una regia ben definita per alimentare l'odio sociale e il ripudio delle Istituzioni democratiche e di chi le serve strumentalizzando il disagio e le difficoltà dei cittadini e, soprattutto, dei giovani. Arrivare ad una manifestazione bardati con razzi, bombe carta, bottiglie incendiarie e altri oggetti atti a creare lesioni a chi è chiamato a garantire l'ordine e la sicurezza pubblica, oltre ad evidenziare una preordinata volontà di voler "violentare" la città e le regole che presiedono al civile e ordinato svolgimento degli eventi, è la conferma che questi professionisti del disordine si muovono sotto una regia preordinata e finalizzata solo allo scontro con le Istituzioni democratiche e ad alimentare l'odio sociale nella logica del tanto peggio tanto meglio.
Lo afferma in una nota Felice Romano, Segretario Generale del Siulp, nella quale, esperimento plauso, apprezzamento e solidarietà ai colleghi, a partire dai feriti, che hanno operato a Bologna per l'alta professionalità e il grande senso di equilibrio e di abnegazione dimostrati nella circostanza pur di fronte ad un attacco vile e preordinato, sottolinea come queste situazioni siano possibile grazie al clima di "fiancheggiamento" che certuni stanno creando nella loro crociata contro le forze di polizia instillando, loro malgrado l'erronea convinzione che in piazza tutto è possibile in quanto i poliziotti sono ormai esausti, "disarmati" e pure impauriti.
Prova ne è che anche chi è già stato colpito da provvedimenti cautelari per fatti analoghi, non solo ha potuto prendere parte a quella che si può definire una vera e propria aggressione, ma ha anche inneggiato a continuare la violenza perché, forse, certo della totale impunità atteso il clima anti polizia che si sta creando da tempo proprio per preparare il terreno a questo tipo di violenze di piazza.  Mi auguro, conclude Romano che i fatti di Bologna, atteso che Poliziotti, Carabinieri e Finanzieri sono ormai esausti di essere bersagli della violenza fisica nelle piazze e di quella di certa politica a livello mediatico, servano almeno ad aprire una seria e pacata riflessione per far comprendere che i nemici non solo le donne e gli uomini in divisa ma quelli che, anche dal loro alto scranno, parlano e condannano a prescindere chi difende lo Stato e la democrazia alimentando un clima di odio sociale e di disprezzo contro le Istituzioni e di chi le rappresenta o le serve che non darà alcuna risposta ai disagio ai problemi veri che i cittadini e i giovani portano nelle loro manifestazioni.

Redazione

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