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Pubblicato il report 2016 sull'incidentalità stradale nel territorio bolognese

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Dopo le anticipazioni di giugno ecco tutti i dettagli, Monesi: "Concentrare le azioni su pedoni e ciclisti. Demonizzazione degli autovelox sta facendo danni"

Dopo le anticipazioni di giugno è stato pubblicato oggi il report sull'incidentalità nell'area metropolitana di Bologna che analizza nel dettaglio cause, luoghi e modalità dei 3.898 incidenti stradali con infortunati verificatisi nel 2016 che hanno provocato 66 morti (2 in più del 2015) e 5.379 feriti (+ 0,4% sul 2015).

Dati, indici e tendenze
Il numero di morti ogni 100 incidenti (indice di mortalità) nel 2016 è rimasto invariato ed è pari a 1,7. Il numero di feriti ogni 100 incidenti (indice di lesività) è invece diminuito ed è pari a 138, segnale che gli incidenti hanno causato un minor numero di infortunati.
Confrontando gli andamenti dell'indice di mortalità nazionale, regionale, della città metropolitana di Bologna e del comune capoluogo, si nota come l'indice di mortalità regionale e nazionale è superiore a quello metropolitano e comunale.
Sono invece in aumento i sinistri (2016): per la Regione si parla di un +0,1%, a livello nazionale +0,7%, per l'area metropolitana + 2,7% e nel comune capoluogo + 2,8%.

Nell'ultimo decennio l'incidentalità tende a diminuire (-36% morti e -26% feriti) anche se tale andamento è più rallentato nell'ultimo quinquennio. La diminuzione percentuale media degli incidenti è stata del 25% nella città metropolitana e del 30% nel comune di Bologna (a livello nazionale il calo è stato del 24%).
Questo calo dell'incidentalità stradale è peraltro avvenuto in concomitanza con un aumento del 6,5% del numero di veicoli circolanti sulle strade dell'area metropolitana bolognese nel decennio 2007-2016.

Quando avvengono gli incidenti
Dal report emerge che è settembre il mese con il maggior numero di sinistri, 380 con 524 feriti e 9 morti. Giovedì è il giorno con un maggior numero d'incidenti (617), sabato quello con un più elevato numero di feriti (834) e venerdì con più incidenti mortali (14). Nei giorni lavorativi, le fascie orarie più critiche sono legate agli spostamenti in entrata ed uscita dai luoghi di studio/lavoro.

Dove avvengono gli incidenti
Il 72% degli incidenti avviene in un contesto urbano, il 17,5% in extra-urbano ed il rimanente su autostrada o tangenziale. In ambito urbano il 49% degli incidenti avvengono su incrocio-rotatoria-intersezione, mentre in ambito extra-urbano il 58% dei sinistri sono su strada rettilinea.
Per quanto riguarda gli incidenti mortali, sulle strade comunali sono morte 32 persone (48% del totale), sulle strade provinciali 21 (32%), in autostrada, tangenziale o raccordo 8 (12%), sulle statali 5 (8%).
Nella tabella a pag. 13 sono riportate le 73 strade provinciali e le 2 statali dove nel 2016 è stato rilevato almeno un incidente con infortunati. Le statali Via Emilia e Porrettana sono quelle con il maggior numero di incidenti, rispettivamente 90 e 92, in parte spiegabili anche con la loro estensione chilometrica rilevante. Tra le strade provinciali le più incidentate in valore assoluto risultano essere la Sp4 "Galliera" con 61 incidenti e la Sp569 "Di Vignola" con 57 incidenti. La Sp610 "Selice o Montanara Imolese" e la Ss64 "Porrettana" registrano più decessi, 5 e 4 ciascuno.

Escludendo gli incidenti avvenuti su autostrada e tangenziale, componenti d'incidentalità parzialmente esogene al territorio comunale, i comuni che registrano il maggior costo sociale sono Bologna, Imola, San Giovanni in Persiceto e Valsamoggia. I comuni con un maggior indice di incidentalità sono Fontanelice, con circa 5,7 incidenti ogni mille abitanti e a seguire Argelato e Bentivoglio con 5,5.

Nel 2016 sono stati georeferenziati puntualmente tutti gli incidenti stradali avvenuti su strada comunale, statale e provinciale (cartina a pag. 19)

Quali veicoli/categorie vengono coinvolti in incidenti
Nel 2016 tra i veicoli coinvolti in incidente nell'area metropolitana bolognese, le autovetture rappresentano il 65%, i motocicli il 13%, le biciclette il 7%, gli autocarri, autotreni ed autoarticolati il 7%, i ciclomotori il 3%. Dal 2007 al 2016, in conseguenza anche della diminuzione degli incidenti, si osserva un generale calo nelle diverse tipologie di veicoli coinvolti, ad eccezione delle biciclette che registrano un aumento del 15%. La diminuzione più rilevante è dei ciclomotori (67%), dei mezzi pesanti (44%) e dei motocicli (29%). Anche le autovetture registrano un calo del 24%. Nell'ultimo anno però i motocicli sono in controtendenza essendoci 87 coinvolti in più rispetto al 2015.

Per i trienni 2011-2013 e 2014-2016 nel report sono stati effettuati approfondimenti anche su morti e feriti per tipologia di veicolo e per classe d'età e, per gli ultimi 5 anni (2012-2016), sugli utenti deboli (pedoni e ciclisti).

Come avvengono gli incidenti
I 3.898 sinistri del 2016 sono avvenuti, percentualmente, secondo queste modalità: scontri frontali-laterali (48%), tamponamento (24%), investimento di pedoni (11%), fuoriuscita (8%), urto con ostacolo o veicolo fermo (6%), infortunio per caduta/frenata (3%).

Nei casi in cui viene indicata la responsabilità di conducenti o pedoni le circostanze indicate con maggior frequenza sono la "guida distratta e andamento indeciso" e il "mancato rispetto della segnaletica", entrambe per il 12% dei casi.

Il costo sociale sostenuto dalla collettività nel 2016 a causa della morte o del ferimento di persone in seguito ad un incidente è stato quantificato in 369.182.769 euro, con un incremento nell'ultimo anno dell'1,4%. Nel periodo 2007-2016 il costo sociale è diminuito del 29%, pari a 150.483 milioni di euro.

Obiettivi futuri
Nel periodo 2001-2010 la Commissione Europea aveva fissato l'obiettivo di dimezzare il numero dei morti per incidente stradale: tale traguardo non è stato raggiunto nel territorio bolognese avendo avuto una riduzione della mortalità del 34,4% anziché del 50%. La Commissione ha riproposto l'obiettivo anche per il decennio 2010-2020 e questo significherebbe, per la città metropolitana di Bologna, avere al massimo 43 decessi annui entro il 2020. Nel 2016 sono 66 i morti registrati, rispetto ai 59 previsti dall'obiettivo (grafico a pag. 2).

Il commento del Consigliere delegato Monesi
"In questi anni – è il commento del Consigliere delegato della Città metropolitana alla viabilità Marco Monesi - si è indubbiamente lavorato tanto sul tema incidentalità evitando la perdita di molte vite umane. Non possiamo però fermarci, anzi i numeri degli ultimi anni e i dettagli che emergono da questo report ci sollecitano a nuove azioni. Innanzitutto occorre dire con forza che il clima di opposizione agli autovelox che si è creato è pericoloso e ci preoccupa, anche perchè le norme tendono sempre di più a ostacolare l'utilizzo di questi strumenti che invece sono stati decisivi per il calo di incidenti, morti e feriti.
In secondo luogo deve essere chiaro che la nuova emergenza sulla strada riguarda gli utenti deboli e in particolare i pedoni (soprattutto in ambito urbano): 58 hanno perso la vita nell'ultimo triennio mentre nei precedenti tre anni erano stati 36.
Tuttavia il perdurare del calo di risorse destinate gli enti locali per la manutenzione e messa in sicurezza delle infrastrutture, a lungo andare, inciderà certamente anche sulla sicurezza.
Credo che ognuno di noi possa comunque fare qualcosa per la sicurezza propria e altrui, rispettando le regole e prestando la massima attenzione alla guida perchè – come ci raccontano questi dati – le due cause principali degli incidenti rimangono il mancato rispetto della segnaletica e la distrazione alla guida".

Il report è stato elaborato dall'Ufficio statistica della Città metropolitana di Bologna nell'ambito dell'accordo di collaborazione istituzionale fra Città metropolitana e Comune di Bologna in tema di statistica e ricerche demografiche, sociali ed economiche.

Redazione

Migranti sgomberati: Siulp, plauso ai colleghi per professionalità, equilibrio e soprattutto umanità

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poliziaSu disagio sociale occorre intervento politico e non di polizia

Le immagini che stanno impazzando sul web, relativamente all'intervento dei colleghi che ieri hanno dovuto sgomberare piazza Indipendenza dove si erano accampati rifugiati somali ed eritrei che avevano installato anche bombole di gas e altri propellenti incendiabili, con grave rischio per l'ordine e soprattutto la sicurezza pubblica, sono l'ennesima testimonianza della elevata professionalità, del consolidato equilibrio, ma anche dell'umanità con cui i colleghi dei reparti mobili operano quotidianamente anche su situazioni delicate come quella di questa mattina a piazza Indipendenza a Roma.

E' comprensibile che quando si interviene, per il ripristino della legalità in esecuzione agli ordini dell'Autorità, su situazioni di grave disagio sociale come quella che stanno affrontando i cittadini stranieri che si erano accampati in piazza Indipendenza, l'attuazione di misure che ripristinano la legalità può apparire, ad occhi che guardano in modo distratto ovvero interessato, cruenta e/o sproporzionata.

Non sfugge, invece, agli osservatori attenti che quanto posto in essere dai colleghi del reparto mobile è stata un'azione professionale, equilibrata e soprattutto necessaria per il ripristino della legalità. Il tutto, come dimostrano le foto e i video dei colleghi che consolano e cercano di dare supporto alle donne straniere sorreggendo i loro visi con le mani, è stato fatto con alto senso di umanità e di rispetto per le persone.

Ovviamente tutte quelle persone, che sapendo di dovere abbandonare quel luogo, hanno cercato di resistere senza usare violenza.

Ecco perché esprimo plauso ai colleghi, soprattutto per la loro professionalità ed umanità, e vicinanza a queste donne e questi uomini che stanno vivendo un dramma poiché non hanno una sistemazione idonea dove collocarsi, ma anche ferma condanna nei confronti di quei facinorosi che non hanno esitato ad usare violenza aggredendo i colleghi per opporsi al ripristino della legalità.

E' quanto afferma in una nota Felice Romano, Segretario Generale del Siulp, nel commentare i fatti relativi allo sgombero di piazza indipendenza a Roma.

Ci aspettiamo, continua il leader del Siulp, che ora le istituzioni e la politica trovino soluzioni idonee e praticabili per risolvere il dramma della collocazione e quindi dell'accoglienza di questi stranieri, rivendicando ancora una volta il principio che l'immigrazione è un problema sociale e politico e sicuramente non di ordine pubblico anche se, purtroppo, spesso ricade nella sfera dell'ordine pubblico e attraverso di esso si cerca i risolvere quello che la politica europea, prima ancora di quelle italiana, non riesce a gestire.

Auspichiamo che l'Amministrazione e in particolare il prefetto Gabrielli, così come sono stati puntuali nell'intervenire quando ci sono state mancanze da parte dei poliziotti, oggi intervengano per lodare il comportamento di questi colleghi che in una situazione così difficile e complicata non hanno perso il senso di umanità che da sempre accompagna la funzione di polizia a partire dalla legge di riforma del 1981.

Nelle more che lo faccia l'Amministrazione, conclude Romano, a nome dell'intero Siulp e delle migliaia di cittadini che ci hanno contattato per congratularsi per il comportamento dei colleghi, voglio esprimere loro plauso e i complimenti per come hanno saputo operare.

Redazione

Volpe ferita in via del Triumvirato alle porte di Bologna

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volpe triumviratoSoccorsa da cittadini e agenti della polizia metropolitana

Nei giorni scorsi gli agenti della Polizia provinciale della Città metropolitana di Bologna sono intervenuti in via del Triumvirato a Bologna per soccorrere un'esemplare di volpe ferita che era stata avvistata da alcuni cittadini mentre a fatica si trascinava sulle zampe anteriori all'altezza del Parco dei Pini. Diverse persone con grande sensibilità hanno protetto l'animale cercando di non farlo allontanare in attesa dell'arrivo degli agenti.

La volpe, probabilmente vittima di un incidente stradale, presentava fratture al bacino tali da pregiudicare la mobilità degli arti posteriori, è stata trasportata al Centro tutela e ricerca fauna esotica e selvatica di Monte Adone dove è purtroppo deceduta nei giorni successivi.

Redazione

Siccità, salvati centinaia di pesci a Vergato

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SALVATAGGIO PESCIL'intervento della Polizia della Città metropolitana nel torrente Vergatello

Continuano i problemi per la fauna ittica causati dalla siccità e dalla scarsa quantità d'acqua nei nostri fiumi.
Dopo la moria di pesci nel fiume Reno, a Bologna e in pianura, registrata nel mese scorso, in questi giorni si riscontrano problemi in montagna dove però al momento l'intervento degli agenti della polizia provinciale della Città metropolitana ha evitato il peggio.
Nei giorni scorsi, su segnalazione del Comune di Vergato, gli agenti sono infatti intervenuti nel torrente Vergatello (un affluente del Reno) mettendo in salvo 145 kg di pesci che stazionavano nelle poche buche che ancora contenevano un po' d'acqua, in quanto nel torrente non vi è più nemmeno un minimo di scorrimento.
L'intervento, che ha visto il prelievo dei pesci e la loro reimmissione in corsi d'acqua adeguati, è stato svolto sotto il coordinamento degli agenti di Palazzo Malvezzi che si sono avvalsi del prezioso lavoro del personale della FIPSAS, associazione che affianca la polizia nella vigilanza volontaria.

Redazione

Trovata una lupa morta a Sasso Marconi, probabile avvelenamento

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LupaNei giorni scorsi la Polizia provinciale della Città metropolitana di Bologna ha rinvenuto un cadavere di femmina di lupo a Sasso Marconi, in prossimità di via Vizzano.

La pattuglia accorsa sul posto, coadiuvata da una guardia volontaria di Bologna Zoofila, ha dapprima escluso, con una rapida osservazione all'apparato mammario, che l'esemplare stesse allattando i cuccioli. In questo periodo dell'anno infatti le femmine possono avere cucciolate e, nel caso, si sarebbe dovuto rapidamente procedere alla ricerca della tana dove si sarebbero potuti trovare i cuccioli.

Da un più accurato esame delle spoglie dell'animale si notavano inoltre l'assenza di fratture ossee e di ferite escludendo così, come possibili cause di morte, l'incidente stradale (il corpo era nelle vicinanze di una strada provinciale) e l'abbattimento da sparo da parte di un bracconiere.

Quasi certamente la lupa è morta invece per ingestione di un'esca avvelenata: nel cavo orale erano infatti presenti diversi frammenti di erba. Come noto, i canidi di frequente ingurgitano erba per provocarsi conati di vomito al fine di liberarsi del contenuto gastrico quando indigeribile, fastidioso o tossico.

La lupa è stata quindi trasportata alla clinica universitaria di Ozzano Emilia dove il prof. Mauro Delogu ha iniziato le indagini necroscopiche per accertare la causa del decesso e, soprattutto, il particolare tipo di veleno utilizzato. Se questo fosse compatibile con quello utilizzato per uccidere l'altro lupo trovato nella stessa zona all'inizio di quest'anno si sarebbe quasi sicuramente in presenza della medesima mano.

Il rapido conferimento della carcassa alla clinica veterinaria dell'università di Bologna ha comunque almeno consentito il prelievo di sangue che potrà essere utilizzato per il monitoraggio genetico e sanitario della specie. Non è infatti possibile riuscire a fare un prelievo di sangue ad un lupo nel bosco mentre grazie a questo prelievo si potrà scoprire molto di quel lupo, della sua storia e delle relazioni con l'habitat in cui ha vissuto.

"Il fenomeno dei "bocconi avvelenati" - spiega la Polizia provinciale - che normalmente ha come obiettivo l'uccisione di una sola specie ma ovviamente può colpire tutti i carnivori (lupi, rapaci, cani e gatti domestici ...) è in regressione rispetto al recente passato ma non è debellato.

Si raccomanda quindi a tutti, in particolare ai frequentatori di boschi e parchi pubblici, di segnalare tempestivamente qualsiasi persona che lasci cadere a terra pezzetti di carne - intera o macinata che sia - nonché carcasse di volatili. Altrettanto per il ritrovamento di questi bocconi senza che si sia visto l'autore dell'abbandono".

Redazione

Le anticipazioni sull'incidentalità in città metropolitana nel 2016, il 40% sono pedoni e ciclisti

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bici incidente5.379 feriti e 66 morti, dati in leggero aumento ma in calo nel comune di Bologna Rimane rispettato l'obiettivo del dimezzamento dei morti entro il 2020

Sono state pubblicate le prime anticipazioni sul report 2016 sugli incidenti stradali nei comuni della città metropolitana di Bologna a cura dell'Ufficio statistica di Palazzo Malvezzi.

Dal report emerge che lo scorso anno nell'area metropolitana si sono verificati 3.898 incidenti stradali con infortunati, 104 in più rispetto al precedente anno pari al +2,7%, in media 10,7 incidenti ogni giorno. Nell'ultimo decennio l'incidentalità tende a diminuire anche se tale andamento è più rallentato nell'ultimo quinquennio .

Le persone decedute sono 66,2 in più rispetto al 2015 ma in raffronto a dieci anni prima la mortalità è diminuita del 36%. L'obiettivo europeo 2020 che prevede una riduzione del 50% della mortalità rispetto a quella registrata nell'anno 2010 è quindi tendenzialmente rispettato.

Le persone ferite sono 5.379 con un aumento rispetto all'anno precedente del +0,4%. Tra questi feriti, 459 erano a bordo di bici e 441 erano pedoni .

Le strade comunali, urbane ed extra urbane, raccolgono la parte più consistente dell'incidentalità pari a 2.540 incidenti, quasi il 70%, ma il più elevato indice di mortalità specifico per strada è a carico delle statali con 3,4 decessi ogni 100 incidenti su tali strade.

Nel 2016 il costo sociale sostenuto dalla collettività a causa della morte o del ferimento di persone in seguito ad un incidente è stato quantificato pari a 369.182.769 euro, con un incremento nell'ultimo anno dell'1,4% .

Nel territorio metropolitano è Bologna il comune che registra quasi il 50% dell'incidentalità complessiva con 1.924 incidenti e 16 morti, rispettivamente 52 in meno e 9 in meno rispetto al 2015. In ordine decrescente, i due ambiti che seguono il capoluogo sono il Nuovo Circondario Imolese, con 493 incidenti e 15 morti, e le Valli del Reno, Lavino e Samoggia con 423 incidenti e 9 morti . 

Appare rilevante la mortalità a carico di pedoni e ciclisti che raccolgono più del 40% della mortalità complessiva in quasi tutti gli ambiti territoriali metropolitani. 

Redazione

Sasso Marconi. Vandalismo sulle colonnine mobili per il controllo della velocità sulla Porrettana

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Nella notte tra lunedì 22 e martedì 23 maggio sono stati danneggiati tre dissuasori di velocità lungo la Porrettana. Con quello vandalizzato la notte prima sono dunque quattro su sei gli elementi oggetto di attenzione vandalica.
Questa azione avrà come ovvia conseguenza la ricerca dei responsabili (per ora ignoti) che sono stati denunciati e le colonnine verranno ripristinate dalla ditta incaricata di fornire il servizio.

"Al danno vandalico – commenta Stefano Mazzetti, Sindaco di Sasso Marconi -, si aggiunge l'azione intimidatoria di delinquenti che non solo hanno creato un danno al bene pubblico, ma hanno anche provato ad intimidire chi si impegna a far rispettare le regole. Diminuire la velocità sulla Porrettana significa una maggiore tutela per la sicurezza dei cittadini ed è un nostro preciso obiettivo, soprattutto alla luce delle troppe vittime della strada (e alle velocità medie rilevate nel tratto urbano). Il tentativo di incendio di una delle tre colonnine ha danneggiato anche il marciapiede ma avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi per la vicinanza alla siepe e alle case. All'attenzione delle forze dell'ordine ci sono dunque tutti gli elementi che possano portare all'individuazione dei colpevoli ma vorrei anche segnalare la corresponsabilità di soggetti (anche con incarichi istituzionali) che hanno contribuito a creare il clima avverso ai provvedimenti messi in atto dall'amministrazione per il rispetto delle regole. Ringrazio invece i moltissimi cittadini che, attraverso le loro attestazioni di stima, hanno mostrato apprezzamento per le iniziative a tutela della legalità avviate nel nostro Comune".

Redazione

"Giorno della Memoria" Gli appuntamenti nei Comuni metropolitani per non dimenticare la Shoah

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Bologna. Il 27 gennaio 1945 è la data dell'abbattimento dei cancelli del campo di concentramento di Auschwitz. Per ricordare una delle più grandi tragedie dell'umanità, in questa data è stato istituito il "Giorno della Memoria" (L. n.211 del 20 luglio 2000) e i Comuni del territorio metropolitano organizzano numerose iniziative: presentazioni di libri, proiezioni di film, spettacoli teatrali, mostre, incontri con le scuole.

Il programma completo delle iniziative nei Comuni del territorio è consultabile sul portale della Città metropolitana: www.cittametropolitana.bo.it

Fra i tanti eventi in programma ricordiamo: l'intitolazione della piazza tra via Matteotti e via Carracci al "Memoriale della Shoah" a Bologna; la mostra "Immagini dal Silenzio" al Museo Civico di Medicina; la presentazione del libro "Guida di Hammerstein" a Calderino (Monte San Pietro); "La sottile linea rossa", poesie e frasi per non dimenticare a San Lazzaro di Savena; il cartellone "Terre della memoria" con incontri nelle scuole, letture, proiezioni di film, concerti, spettacoli teatrali e mostre nei Comuni di Terre d'Acqua (Crevalcore, Anzola, Sant'Agata Bolognese, Calderara, Sala Bolognese, San Giovanni in Persiceto); "Tutti in cerchio per ricordare, danze ebraiche e letture" a Bazzano (Valsamoggia); "Primo, ex 174517" dedicato alla figura di Primo Levi nel 70° anniversario della prima edizione di "Se questo è un uomo" a Castel San Pietro Terme; la proiezione del film "Il labirinto del silenzio" a Pianoro e a Crevalcore; "Memorie Ritrovate" a Zola Predosa; "Dall'azione cattolica al lager" a Castello d'Argile; il concerto della memoria a Castenaso; "I Giardini di Mauthausen" al teatro di Granarolo, la lettura concerto a Malabergo; la presentazione del fumetto "Una stella tranquilla. Ritratto sentimentale di Primo Levi" a Pieve di Cento; la commemorazione del concittadino Alfonso Canova a Sasso Marconi; "La Volontà, Frammenti per Simone Weil" al Teatro comunale Laura Betti di Casalecchio; "Stelle senza un paradiso"; i bambini nell'Olocausto a Imola; la consegna delle medaglie della Liberazione a Vergato; lo spettacolo teatrale "Chi è dentro è dentro, chi è fuori è fuori" a Ozzano; lo spettacolo "Rapporto sulla banalità del male" a Marzabotto.

Redazione

Bologna, pericolo ghiaccio sulle strade provinciali

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strada ghiacciataLa Città metropolitana raccomanda prudenza per il fenomeno del "gelicidio" in pianura e collina

In queste ore a causa del fenomeno del "gelicidio/glaze-ice" (pioggia che si gela a terra) si sono verificate diverse situazioni di disagio sulle strade provinciali.

In particolare il fenomeno ha interessato la pianura e le zone collinari sotto i 500 metri dove le temperature sono particolarmente basse, nessun problema invece in montagna dove al momento le temperature sono più alte e si è quindi in presenza di "normali" fenomeni piovosi.

Situazioni di pericolo si sono verificate in particolare nelle prime ore della mattina nelle zone di fondovalle, in prossimità di ponti e di zone alberate (a causa dell'ammasso di ghiaccio che dai rami ricade sull'asfalto). Piccoli incidenti sono segnalati in diversi tratti: in particolare sulle Ganzole, Fondovalle Savena, Persicetana, Padullese e Guiglia.

I mezzi e il personale della Città metropolitana dalla serata di ieri sono impegnati con salature sui 1.400 chilometri di strade di propria competenza dove in queste ore sono state sparse circa 200 tonnellate di sale.

In considerazione delle annunciate precipitazioni nevose previste nei prossimi giorni inoltre la Città metropolitana ha predisposto gli interventi per il servizio di sgombero neve.

Le forze in campo comprendono:
- 11 spargisale piccoli
- 139 mezzi per sgombero neve (122) e spargimento sale (17)
- 78 uomini.

Si richiama inoltre l'attenzione sull'importanza di una costante e precisa manutenzione dei veicoli, con specifico riguardo all'efficienza degli pneumatici nonché al rispetto di quanto prescritto dalla segnaletica esistente, ottemperando all'obbligo di equipaggiare i propri veicoli con gli opportuni mezzi antisdrucciolevoli quali le catene da neve o gli speciali pneumatici da neve anche se tali dispositivi non garantiscono piena efficacia in caso di gelicidio.

Si raccomanda pertanto particolare prudenza agli automobilisti anche in considerazione del fatto che il fenomeno potrà riattivarsi in serata a causa dell'ulteriore abbassamento delle temperature in concomitanza di fenomeni piovosi e alta pressione.

Redazione

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