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1978 - 2018: i 40 anni della Legge Basaglia nel territorio metropolitano

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foto BO

Si è tenuto un Consiglio straordinario, una mostra e un nuovo progetto su due secoli di storia dell'assistenza psichiatrica

Il 13 maggio 1978 il Parlamento italiano approvava la Legge 180, conosciuta anche come Legge Basaglia, una vera rivoluzione in materia di assistenza psichiatrica in Italia.

A ispirare la Legge fu Franco Basaglia, con una riforma basata su un nuovo paradigma psichiatrico, già promosso e sperimentato in Italia fin dai primi anni '70, permettendo così di superare il manicomio come istituzione di reclusione, con l'obiettivo di creare una nuova assistenza psichiatrica, nuove strutture e nuovi servizi territoriali a fini preventivi e riabilitativi, ed ha significato prima di tutto rompere il terribile stigma sociale che esisteva attorno alle persone con disagio psichico, restituendo loro pieni diritti.

Oggi lavorare per la promozione della salute mentale significa creare opportunità per migliorare la qualità della vita delle persone che soffrono di disturbo mentale e per tutelare la salute dei cittadini e dei contesti sociali nei quali vivono.
Significa al tempo stesso fare i conti anche con nuove sfide, come conoscere e affrontare le nuove forme del disagio mentale.

Per celebrare il 40esimo anniversario della "Basaglia" e al tempo stesso riflettere sulla situazione attuale, la Città metropolitana di Bologna e l'Istituzione Gian Franco Minguzzi hanno proposto un Consiglio metropolitano straordinario aperto al pubblico, svolto mercoledì 16 maggio,nella Sala del Consiglio metropolitano (Palazzo Malvezzi, via Zamboni 13). All'incontro sono intervenuti Fausto Tinti, vicesindaco metropolitano, Lorenzo Pellegatti, sindaco di San Giovanni in Persiceto, Maurizio Mazzanti, sindaco di Budrio, Giuliano Barigazzi, Presidente della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria metropolitana, Bruna Zani, Presidente dell'Istituzione Gian Franco Minguzzi, Giovanni De Plato, Docente di Psichiatria, Università di Bologna, Chiara Gibertoni, Direttore generale, Azienda USL di Bologna, Andrea Rossi, Direttore generale, Azienda USL di Imola, Marie Françoise Delatour, Presidente CUFO Bologna.

Nell'occasione sono state proiettate: una breve videointervista di Sergio Zavoli a Franco Basaglia del 1968 e alcune immagini tratte dalla mostra "Sant'Isaia 96: una casa per uscire" curata nel 2009 dalla Coop.CADIAI con le fotografie di Orlando Strati e Gilberto Veronesi.

La storia dell'assistenza psichiatrica sul territorio metropolitano è custodita dall'Istituzione Gian Franco Minguzzi della Città metropolitana di Bologna nel fondo archivistico dell'ex-ospedale psichiatrico provinciale "Roncati" che comprende la documentazione amministrativa e sanitaria che va dal 1866 al 1980, con una raccolta di circa 18.000 cartelle cliniche risalenti fino al 1810. È quindi una tra le più antiche che si siano conservate, comprendendo materiali che riguardano anche ricoveri presso il reparto psichiatrico dell'Ospedale Sant'Orsola.

L'archivio possiede inoltre altri materiali più recenti che fanno riferimento al processo di deistituzionalizzazione iniziato con la riforma introdotta dalla Legge 180/78 - "Legge Basaglia". Esiste una collezione di oltre 100 ore di videoregistrazioni che documentano i colloqui con pazienti e familiari finalizzati a concordare un percorso individualizzato di dimissione dal manicomio verso strutture territoriali e riabilitative.

Accanto a questo fondo principale, presso l'Istituzione G. F. Minguzzi sono conservati anche altri materiali come i manufatti prodotti dalla "Scuola d'arte Roncati", un laboratorio di espressione artistica che ha operato all'interno del manicomio dagli anni '60 agli '80. La raccolta comprende circa 1.500 tra disegni e manufatti realizzati dai pazienti ricoverati ed è a disposizione per lavori di ricerca.

Sul territorio metropolitano esistono altri rilevanti nuclei di documentazione archivistica prodotti da istituzioni con una lunga storia di assistenza in campo psichiatrico: a Imola, nei due ex-Ospedali Psichiatrici "Lolli" ed "Osservanza", ma anche all'ex-Ospedale-Ricovero di S. Giovanni in Persiceto, all'Ospedale-Ricovero S. Gaetano di Budrio, e alla tuttora funzionante Villa Donini anch'essa a Budrio.

Mentre a Imola l'Azienda USL ha già attivato ed ormai concluso un progetto di inventariazione di questi fondi, a San Giovanni e Budrio i materiali non hanno finora goduto di un intervento sistematico che possa garantirne la conservazione.

L'Istituzione Minguzzi ha recentemente concluso uno studio di fattibilità per realizzare il Progetto La memoria fuori dagli archivi che ha proprio l'obiettivo di un intervento di riordino e inventariazione, già nelle fasi preliminari, condizione per la valorizzazione di tutti questi fondi archivistici e la ricostruzione di un quadro complessivo del patrimonio documentale sulla storia dell'assistenza psichiatrica sul nostro territorio nei due secoli trascorsi.

La mostra "Sant'Isaia 96: una casa per uscire Le foto raccolte in questa mostra, realizzata da CADIAI nel 1990 in collaborazione con l'Unità Sanitaria Locale n. 27, documentano, grazie al sapiente lavoro del fotografo Orlando Strati, la nascita di questo servizio e "l'uscita" dal manicomio. Nel 2009 il Gruppo Appartamento di via Sant'Isaia n. 96, pur avendo mantenuto lo stesso nome, si è trasferito, e oggi accoglie persone molto diverse da quelle originarie: si tratta di giovani con lievi disabilità, che hanno l'opportunità di uscire dalle loro famiglie di origine, così come fanno tutte le persone loro coetanee, e di vivere una vita autonoma, seppur con qualche aiuto e sostegno da parte degli operatori. Diversi utenti, diverso luogo, stesso obiettivo.

Redazione