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Sasso Marconi, Oasi S. Gherardo: inaugurazione della nuova area sosta sulla Via degli Dei

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area sosta San GherardoSabato 4 luglio alle ore 19 inaugurazione dell'area di sosta con fontanella

L'Oasi S. Gherardo ha una nuova area sosta attrezzata con bacheca informativa, panchina e punto di accesso pubblico all'acqua: si tratta di una fontanella posizionata in prossimità dell'ingresso della riserva naturale (in Via Rio Conco, a Pontecchio Marconi), accessibile sia alle comitive in visita guidata all'Oasi sia a tutti coloro che transitano dalla zona di S. Gherardo, compresi gli escursionisti in cammino lungo la Via degli Dei.

Ex-cava riconvertita a riserva naturalistica, l'Oasi S. Gherardo è situata nei pressi del lungofiume Reno, tra Casalecchio di Reno e Sasso Marconi, e si trova proprio lungo il percorso della Via degli Dei, il tracciato di origine etrusca che collega Bologna a Firenze: i tanti appassionati che percorrono questo storico itinerario a piedi o in mountain-bike, hanno così a disposizione un nuovo spazio di sosta dove rifornirsi di acqua potabile con la propria borraccia.

L'area sosta verrà inaugurata sabato 4 luglio alle 19. Presenti il sindaco di Sasso Marconi, Roberto Parmeggiani, l'Assessora all'Ambiente Irene Bernabei e l'Assessore al Turismo del Comune di Bologna, Matteo Lepore: Bologna è il comune da cui parte la Via degli Dei e che fin dagli inizi ha supportato il Comune di Sasso Marconi nell'opera di promozione e rilancio turistico della storico itinerario.

Dopo il taglio del nastro, seguito da un aperitivo a cura di "Piacere Sasso... Rural street food", la serata prosegue con una passeggiata naturalistica alla scoperta dei volatili notturni (gufi, civette, allocchi ecc.) che popolano le boscaglie, i cespugli e le praterie dell'Oasi S. Gherardo.

Per partecipare alla passeggiata, a cura degli esperti di Ecosistema, è obbligatoria la prenotazione c/o infoSASSO, tel. 051 6758409 - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Redazione

Al via un Piano di controllo delle nutrie per salvaguardare gli argini dei fiumi

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nutriaAccordo tra Città metropolitana, Unioni e Comuni per affrontare un problema che negli ultimi anni ha provocato diversi disastri ambientali

Bologna. Un Piano di controllo delle nutrie per salvaguardare gli argini del territorio metropolitano. E' quanto previsto nell'accordo attuativo tra Città metropolitana di Bologna, Unioni dei Comuni, Nuovo Circondario Imolese e singoli Comuni approvato oggi con atto del sindaco Merola su proposta del consigliere delegato Raffaele Persiano.

La diffusione invasiva, strutturata e stabile di questa specie alloctona nei territori di pianura della città metropolitana ha accentuato infatti negli anni i rischi ambientali (derivanti dall'alterazione degli equilibri ecologici), i rischi sanitari per l'uomo e i rischi idraulici. L'erosione degli argini e lo scavo di nicchie, cunicoli e gallerie ha infatti provocato un indebolimento degli argini che ha amplificato gli effetti delle esondazioni avvenute nel territorio bolognese negli ultimi anni.

Proprio per limitare gli impatti e tutelare il suolo delle aree più vulnerabili, il Piano Operativo affronta in maniera incisiva, territorialmente omogenea ed organica la questione con il ricorso ad azioni e strumenti sia di natura preventiva sia di natura operativa che vanno dalla formazione degli operatori abilitati alla sensibilizzazione della popolazione, all'esecuzione delle operazioni di controllo numerico delle nutrie. L'invasiva diffusione raggiunta dalla popolazione della nutria sull'intero territorio necessita di una attività di prelievo e abbattimento continuativo da parte degli enti locali.

Tra le novità più rilevanti previste dall'accordo il fatto che la Polizia locale della Città metropolitana, che negli anni ha esercitato le attività di controllo delle nutrie, possa avvalersi dell'ausilio di una cinquantina di "coadiutori" locali che saranno preventivamente formati e abilitati attraverso specifici corsi formativi.

I coadiutori abilitati potranno supportare ed effettuare gli interventi di abbattimento, sia con la cattura tramite gabbie-trappola sia, quelli titolari della licenza di caccia, tramite abbattimento diretto con arma da fuoco.

La sinergia con le Unioni e i Comuni interessati permetterà inoltre di individuare i luoghi e i tratti dei corsi d'acqua a maggiore rischio in cui intervenire.

Inoltre verrà istituito un Tavolo di consultazione con le Amministrazioni locali che si potrà avvalere della collaborazione degli Uffici regionali competenti per materia e dei servizi di protezione civile, dei Consorzi di Bonifica interessati, delle Organizzazioni agricole e venatorie e dell'ATC BO 1 per favorire il coordinamento delle azioni ed effettuare una ricognizione degli interventi prioritari per il contenimento delle nutrie oltrechè per programmare i fabbisogni strumentali e le risorse necessarie per sostenere tali attività.

Redazione

Le “Nuove Scuole” di Sasso Marconi entrano nel futuro

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rendering Nuove scuoleLa scuola di Sasso Marconi entra nel futuro: è stato definito e approvato dalla Giunta comunale lo studio di fattibilità tecnico/economico per la realizzazione delle "Nuove Scuole", ovvero dell'area destinata ad ospitare i nuovi istituti scolastici del capoluogo (scuole elementari e medie).
La scelta progettuale alla base di questo intervento parte dall'idea di utilizzare l'area scolastica già esistente nel centro cittadino, quella che ospita le attuali scuole elementari e medie e l'adiacente parcheggio: un'area che sarà completamente rinnovata attraverso la rigenerazione di alcuni degli edifici esistenti, la costruzione di nuovi edifici e di nuove strutture di servizio (refettorio, uffici, parcheggi ecc.), un nuovo utilizzo degli spazi comuni e la ridefinizione della viabilità.

Si tratta di un'operazione importante sia dal punto di vista economico (il costo stimato è di oltre 6 milioni di Euro - 6.319.000 € per la precisione) che sul piano delle scelte urbanistiche. Viene infatti abbandonata l'idea di delocalizzare le scuole nell'area ex-Metalplast - inizialmente scelta per ospitare il nuovo Polo Scolastico - per ricollocare la progettualità nel cuore della città e inserire la realizzazione delle "Nuove Scuole" in un progetto più generale di rigenerazione urbana del centro, che prevede anche il rifacimento della piazza e la riorganizzazione della viabilità del capoluogo.
Un intervento che contribuirà a cambiare il volto del paese creando un'area di oltre 13.000 mq dedicata alla scuola in cui concentrare plessi, funzioni extra-scolastiche e strutture di servizio. I nuovi edifici saranno realizzati con criteri di edilizia sostenibile, nel rispetto dell'ambiente e delle linee guida in termini di sicurezza, consumo energetico e benessere acustico.

"Sasso Marconi aspettava da tempo un progetto concreto per le scuole del capoluogo", osserva il sindaco Roberto Parmeggiani. "Abbiamo fatto una serie di valutazioni rispetto al progetto del Polo Scolastico e ci siamo orientati verso una soluzione progettuale diversa, che tiene conto di tanti fattori, tra cui il progressivo abbassamento del tasso di natalità, le nuove esigenze della didattica contemporanea e la volontà di inserire le nuove scuole in un grande intervento di restyling del centro cittadino: l'operazione che andremo a realizzare ridefinirà gli assetti del centro cittadino per i prossimi decenni, ribadendo la centralità della scuola nella nostra visione di città del futuro".

Dopo essere stato condiviso con i gruppi consiliari e gli organi dirigenti della scuola, lo studio di fattibilità delle "Nuove Scuole" sarà presentato nei prossimi giorni al Consiglio d'Istituto. Dopo l'estate partirà la fase progettuale: l'obiettivo è avviare i lavori nel 2022.

Redazione

Bicipolitana bolognese, 2,7 milioni alla Città metropolitana per lo sviluppo delle ciclabili

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cicloviaIl finanziamento nel decreto del MIT in uscita

È in arrivo il decreto del Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti che finanzia la realizzazione di ciclabili in ambito urbano e metropolitano, la progettazione e realizzazione di ciclostazioni e interventi per la sicurezza della circolazione ciclistica.

La ripartizione delle somme, presentata ieri agli Enti territoriali, assegna alla Città metropolitana di Bologna 2.677.277 euro (1.003.546 per il 2020 e 1.673.731 per il 2021), risorse per soddisfare l'urgenza di realizzare ciclovie urbane e metropolitane, anche a mitigazione dei rischi legati all'emergenza da COVID-19.

I criteri di ripartizione premiano particolarmente il territorio bolognese con 4,7 milioni (2.677.277 alla Città metropolitana e 2.025.909 al Comune di Bologna) su un totale di 11.578.700 attribuiti agli enti della Regione Emilia-Romagna. Il finanziamento complessivo a livello nazionale ammonta a 137,2 milioni (51,4 milioni di euro per il 2020 e 85,8 milioni di euro per il 2021)

Per l'attribuzione delle risorse agli Enti territoriali è prevista infatti una premialità per gli Enti già dotati del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile-PUMS. Gli altri parametri utilizzati per determinare la ripartizione sono: proporzionalità con popolazione residente; principio di riequilibrio territoriale e presenza nel Comune della sede legale di un'Istituzione Universitaria.
Questo Decreto riconosce dunque le Città metropolitane come Enti meritevoli di finanziamento per opere di mobilità sostenibile.

"Le risorse assegnate dal Ministero – sottolinea il consigliere delegato alla Mobilità sostenibile Marco Monesi – ci permetteranno di realizzare in tempi brevi una serie di interventi previsti dal nostro progetto della Bicipolitana. Un'ottima notizia davvero che ancora una volta conferma l'importanza strategica del PUMS e della dimensione metropolitana anche per ottenere risorse dallo Stato".

Redazione

Coronavirus, diritto al gioco e distanziamento fisico

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bambini calcettoDal 10 giugno quattro incontri online con il pedagogista Roberto Maffeo

Città Metropolitana di Bologna. Come spiegare ai bambini la necessità di mantenere il distanziamento fisico senza ledere il fondamentale diritto al gioco, sarà il tema affrontato nella serie di quattro incontri virtuali con il pedagogista Roberto Maffeo che prenderà il via il 10 giugno.
Quattro appuntamenti rivolti ai cittadini dei distretti di San Lazzaro e dell'Appennino, nell'ambito del progetto "Trame educative per nuove comunità".
In questa fase della nostra storia è importante che i bambini imparino a mantenersi distanti, ma è altrettanto importante far sì che non perdano la curiosità verso l'altro, la voglia di stare insieme senza avere paura e senza snaturare l'identità di ciascuno. È compito degli adulti rassicurare i bambini e offrire loro nuove regole di comportamento.

Il primo appuntamento è per mercoledì 10 giugno ore 16 per i residenti nei comuni di San Lazzaro di Savena, Loiano, Monghidoro, Monterenzio, Ozzano dell'Emilia, Pianoro.
Altri tre incontri sono in programma martedì 16, mercoledì 17 e giovedì 18 giugno (quest'ultimo con la presenza di mediatori culturali sarà anche tradotto in arabo e magrebino) e sono rivolti ai residenti di Alto Reno Terme, Camugnano, Castel d'Aiano, Castel di Casio, Castiglione dei Pepoli, Gaggio Montano, Grizzana Morandi, Lizzano in Belvedere, Marzabotto, Monzuno, San Benedetto Val di Sambro e Vergato.

Il ciclo di incontri è realizzato dalla Città metropolitana di Bologna e dall'Istituzione Gian Franco Minguzzi, nell'ambito del progetto "Trame educative per nuove comunità" rivolto ai bambini e alle bambine della fascia d'età 0-6 anni e ai loro genitori, residenti nel territorio metropolitano bolognese. Un progetto che nasce dalla collaborazione fra diversi operatori pubblici e privati con l'intento di rispondere alle esigenze in continuo cambiamento della comunità partendo dall'ascolto dei bisogni delle famiglie. Il progetto è stato selezionato da Con i Bambini nell'ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile con capofila Cooperativa Quadrifoglio Onlus.

Il numero massimo di partecipanti per incontro è di 30 persone, sarà data priorità ai residenti nei comuni indicati e nel caso di posti disponibili potranno partecipare tutti.
È richiesta l'iscrizione ai singoli incontri scrivendo a: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Redazione

Pianura e Appennino: ripartiti i Tavoli territoriali del Turismo

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Outdoor, cicloturismo e borghi storici i punti di forza

Si riparte con un vantaggio competitivo, derivante da una strategia che Destinazione turistica Bologna metropolitana e la DMO Bologna Welcome avevano già tracciato prima dell'emergenza COVID-19, ovvero sul turismo di prossimità che include la valorizzazione dell'outdoor, del green, del cicloturismo e dei borghi storici.
La ripartenza è stata sancita dai tavoli territoriali del turismo Pianura e Appennino bolognese, riunitisi in videoconferenza e in momenti separati venerdì 29 maggio (la prossima settimana sarà la volta invece di quello dell'Area Imolese).
Entrambi sono stati introdotti dall'intervento del Presidente di Destinazione e assessore alla cultura e al turismo del Comune di Bologna, Matteo Lepore e successivamente da quelli del direttore della Destinazione, Giovanna Trombetti, e dai rappresentanti di Bologna Welcome Giovanni Arata e Stefano d'Aquino.
Lepore ha ribadito come la ripartenza per diverse attività, già programmate, possano ora avvalersi per la loro promozione di diversi strumenti a cominciare dal luogo strategico e operativo eXtraBO, un unicum sull'intero territorio italiano, oggetto in questi mesi di quarantena di un significativo restyling interno ed esterno e dei servizi che fornirà, calibrati sulle nuove norme per la sicurezza delle persone.
Sebbene i riscontri previsionali sui flussi turistici su Bologna registrino un prossimo nuovo interesse, l'invito di Lepore ai referenti territoriali (soggetti pubblici e privati presenti numerosi a entrambi i tavoli) è comunque di "fare dei piccoli numeri la nostra forza" riferendosi ai riscontri di presenze registrate negli anni recenti e dunque agendo sia in Pianura che in Appennino su tre punti cardine: sicurezza (con l'applicazione dei protocolli che stanno per essere varati grazie al proficuo lavoro delle commissioni istituite nell'ambito dei tavoli regionali e di Bologna metropolitana), qualità del servizio offerto, bellezza e tipicità dei luoghi presenti nel nostro territorio.
Una sfida di ripartenza commisurata alla portata della nostra intera area e che vede inoltre confermati gli impegni finanziari per i progetti presentati nell'ambito del PTPL-Programma Turistico di Promozione Locale (oggetto proprio in questi giorni di una loro eventuale riprogettazione finalizzata alla reale fattibilità a seguito delle disposizioni post pandemia) sia per la programmazione estiva di Bologna e area metropolitana che inizierà entro fine giugno.
Anche il tema sicurezza delle persone e dei luoghi sede di eventi è stato argomento comune ai tavoli, e di come la metodologia della concertazione adottata dal tavolo sicurezza metropolitano (cui siedono tra gli altri ASL, INAIL e Ispettorato del lavoro) stia producendo linee guida utili a tutta la comunità e a tutti gli operatori culturali e turistici del territorio.

I tavoli hanno poi singolarmente affrontato i temi correlati ai prodotti specifici delle loro aree di riferimento:

Pianura. Qui il cicloturismo – in attesa del completamento del tratto interessato della Ciclovia del Sole - farà da collante ai cluster natura e cultura e sarà declinato in vari progetti già pronti o in prossimità di esserlo (per la cui promo-commercializzazione c'è stato un lavoro di squadra tra Bologna Welcome e gli operatori locali): itinerario denominato Pianure bolognesi (che collegherà varie zone naturalistiche nel territorio persicetano); Ciclovia del Reno (con approdo a Pieve di Cento); Bentivoglio Experience (con valorizzazione dei luoghi storici e naturalistici gravitanti in quel territorio comunale); la ciclabile Lungo Navile (collegherà Bologna a Bentivoglio). La lista è aperta e si arricchirà prossimamente anche di altri prodotti tra cui Discover Pianura (un tour tra i diversi teatri storici della pianura).

Appennino. E' già forte l'attenzione verso questo territorio quindi è emersa la necessità di farsi trovare pronti sia sulla sicurezza sia nei servizi di accoglienza, fondamentali perché i frequentatori dei prossimi mesi possano a loro volta diventare ambasciatori del valore dei posti visitati. Per questo l'impegno di Destinazione è nella direzione di aumentare la comunicazione e il marketing su alcuni progetti ritenuti strategici: i cammini, gli itinerari, la cultura per la quale si intende una forte attenzione anche ai borghi storici disseminati lungo gli itinerari e i centri cittadini, approdo di molti itinerari, fulcro di interesse e di ospitalità e mete per visite guidate. Anche per l'Appennino sono già pronti molti prodotti promo-commerciali riferiti ai tre temi enunciati, già adeguati alle nuove normative mentre si va profilando una manifestazione culturale che farà da cornice e contenitore delle variegate iniziative dei Comuni montani. Sarà il risultato di un lavoro collegiale, ampiamente apprezzato dagli intervenuti e che sarà completato e presentato entro le prossime settimane.

Redazione

Il poliziotto di prossimità

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Vandelli PoliziaDopo due anni di studi e mesi di prove di fattibilità che si accumularono sulla scrivania del vicecapo della polizia Antonio Manganelli; tra la fine del 2002 e la primavera del 2003 le allora 103 questure italiane misero per la prima volta in azione la nuova figura del "Poliziotto di Quartiere". Servizio voluto fortemente dal Governo Berlusconi. Quale "Coordinatore" dei PdQ - una donna e cinque uomini scelti, perché all'altezza del delicato compito loro assegnato - ho vissuto in prima persona questo interessante segmento della mia carriera professionale al Commissariato di Cesena da maggio 2004 a ottobre 2007. Periodo trascorso a stretto contatto con il Prefetto Manganellie il dirigente del presidio cesenate di polizia dottor Oreste Capocasa. Ricordo con soddisfazione quell'esperienza, positiva sia sotto l'aspetto operativo sia per l'impatto favorevole che ebbe nei confronti dei cittadini, con particolare riferimento alle fasce più deboli del tessuto sociale. Il tempo, però, ha vanificato quanto era stato creato e il servizio pian piano si è dissolto come neve al sole. Viceversa, èattuale la notizia che il Questore di Ferrara Cesare Capocasa (buon sangue non mente) ha evidenziato la necessità di rileggere in chiave moderna quella funzione della polizia che forse nel tempo si è attenuata, per tornare da una polizia dell'ordine a una polizia al servizio della gente. In tale ottica sarà avviata l'attività del poliziotto di prossimità, un modello operativo che mira ad avvicinare la Polizia di Stato al cittadino per intercettare, attraverso il contatto quotidiano, i bisogni, le attese e analizzare le criticità. Così come i motivi che in questo momento storico preoccupano l'intera comunità per la grave emergenza sanitaria, economica e sociale. Un poliziotto che deve saper prevedere e prevenire le difficoltà, che conosca il territorio e che sia ben visto dai suoi abitanti per rispondere al meglio alle attese dei cittadini. Tradotto operativamente - conditio sine qua non - sostituire una logica di prevenzione a una logica di reazione, una logica di conoscenza e di presenza attiva a una logica d'intervento, una logica di anticipazione delle aspettative a una logica di risposta immediata e puntuale. Questo a dimostrazione della bontà delle motivazioni che avevano portato alla nascita della figura del PdQ che ora, sotto altra forma, tornano attuali alla luce anche delle nuove esigenze legate alla pandemia.

Ugo Vandelli (già commissario e sindacalista di polizia)

Coronavirus, Protocollo metropolitano per la riprogettazione e rimodulazione dei Servizi educativi

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Sottoscritta l'intesa tra Città metropolitana di Bologna, enti locali, Alleanza delle Cooperative e organizzazioni sindacali

Bologna. Condiviso oggi il protocollo metropolitano tra Città metropolitana, Unioni/Comuni, Alleanza delle Cooperative di Bologna e di Imola e Organizzazioni sindacali di categoria FP CGIL, CISL FP, Fisascat Cisl e UILFP di Bologna e di Imola, per la riprogettazione e la rimodulazione dei servizi educativi sospesi in seguito all'emergenza sanitaria Covid-19.

Punti fondanti del protocollo sono la consapevolezza dell'importanza del sistema di welfare territoriale per il benessere e la crescita delle giovani generazioni, del valore della continuità educativa e relazionale e della necessità di salvaguardare i servizi e i soggetti, pubblici e privati, che concorrono al suo mantenimento e sviluppo.

L'intesa mira a rendere operative le disposizioni previste dalle norme ministeriali, attivando forme di sostegno concreto a famiglie e utenti attraverso la rimodulazione e riprogettazione dei servizi educativi 0-6 anni (nidi e scuole dell'infanzia); sostegno a bambini con disabilità, servizi socio-educativi per bambini e famiglie, servizi di inclusione e contrasto alla marginalità, servizi di integrazione e convivenza, centri estivi (con contratti in corso) e servizi educativi realizzati in biblioteche e ludoteche.

La riprogettazione può prevedere servizi a distanza, interventi educativi domiciliari, la riapertura (anche "parziale") di alcuni servizi educativi con progetti individuali o a piccolo gruppo, con massima attenzione alla tutela della sicurezza e della salute di lavoratori e utenti.

Le proposte di rimodulazione dei servizi saranno poi oggetto di specifici accordi formali tra Enti Locali e soggetti gestori che disciplineranno puntualmente impegni, modalità di esecuzione e specifiche clausole necessarie all'avvio dei singoli progetti.

Il Protocollo individua criteri per il calcolo dei costi della riprogettazione e di quanto gli enti locali si impegnano a corrispondere ai gestori per le prestazioni riattivate. L'accordo prevede che gli Enti Locali si impegnino a corrispondere un corrispettivo di norma non inferiore al 50% di quanto previsto complessivamente dal contratto originario, anche in relazione a quanto liquidato negli ultimi mesi di ordinaria apertura dei servizi o definito dalle effettive modalità organizzative relative all'anno educativo 2019-2020.

Per effetto dell'intesa si prevede inoltre di garantire una quota per il mantenimento delle strutture (i costi di ammortamenti, utenze e manutenzioni, pulizie etc. o eventuali ulteriori costi derivanti da project financing a carico del gestore previsti dal PEF) che è ad esclusiva cura degli affidatari, tramite il personale preposto; in questo caso le attività dovranno risultare immediatamente disponibili e in regola con tutte le disposizioni vigenti, con particolare riferimento a quelle emanate ai fini del contenimento del contagio da Covid-19, all'atto della ripresa della normale attività.

Infine le amministrazioni riconosceranno un contributo a copertura dei costi non comprimibili per l'azienda, per una quota di norma del 10%, a copertura dei costi generali e della quota di costo del lavoro non comprimibile.

"L'intesa raggiunta in questo protocollo tra Enti Locali, Organizzazioni Sindacali e rappresentanti del mondo della Cooperazione – sottolinea Daniele Ruscigno, consigliere metropolitano con delega a Scuola, Istruzione e Formazione - è fondamentale per ribadire l'importanza strategica dei servizi offerti alle nostre comunità, attraverso l'impegno quotidiano di tante professioniste e professionisti che nel corso degli anni hanno contribuito al miglioramento dell'offerta educativa. L'emergenza Covid ha ancora di più fatto emergere la necessità di preservare questo patrimonio di professionalità, penalizzato da un sistema che vede ancora oggi differenze di trattamento tra operatori pubblici e non, che realizzano fianco a fianco servizi fondamentali e che, ne sono convinto, debba essere superato strutturalmente - e mi rivolgo al Ministero competente - al più presto. Da qui l'intesa che intende non solo di perseguire l'obiettivo di tutelare lavoratrici e lavoratori, ma di spingere tutti a elaborare nuove progettualità e a riconoscere questo lavoro attraverso la garanzia della valorizzazione dei contratti in essere. Sarà fondamentale proseguire questo lavoro in vista delle riaperture di settembre, in cui saranno diversi i temi da affrontare. Il mio ringraziamento a tutti quelli che hanno contribuito a raggiungere questo risultato".

L'accordo metropolitano prevede che la riformulazione dei servizi avvenga nel rispetto del Protocollo nazionale di regolazione delle misure per il contrasto della diffusione del Covid-19 negli ambienti di lavoro e delle indicazioni che verranno validate nel Tavolo metropolitano della sicurezza sul lavoro. Previsto poi il rimando ai protocolli di sicurezza per la determinazione delle misure di sicurezza negli ambiti specifici di intervento a livello aziendale, come da normativa. Garantita anche la formazione specifica rivolta al personale.

"Si tratta di un accordo importante - aggiungono le Organizzazioni sindacali - che consentirà di dare risposte a lavoratori dei servizi e alle famiglie. Solo alcuni comuni hanno però deciso di non aderire: auspichiamo si tratti solo di una valutazione transitoria, che a breve lasci spazio alle esigenze più volte manifestate dalle famiglie, dall'utenza e dai lavoratori delle cooperative sociali".

"L'accordo – afferma l'Alleanza delle cooperative di Bologna e Imola - rappresenta un risultato importante che va nel senso di garantire un servizio fondamentale per le famiglie e i cittadini, salvaguardano l'impegno e il lavoro delle cooperative sociali, dei loro soci e dei loro lavoratori. Rafforza l'idea di una comunità coesa che insieme guarda oltre questa fase di crisi"

La Città metropolitana attiverà un Osservatorio per il monitoraggio delle attività di riprogettazione nel territorio bolognese e imolese, insieme ai soggetti firmatari del protocollo.

L'intesa è stata sottoscritta da: Città metropolitana di Bologna, Comune di Bologna, Unione Comuni Reno Lavino Samoggia, Unione dei Comuni dell'Appennino Bolognese, Comune di Alto Reno Terme, Comune di Crevalcore, Comune di San Giovanni in Persiceto, Comune di Calderara di Reno, Unione Reno Galliera, Nuovo Circondario Imolese, Comune di Pianoro, Comune di San Lazzaro di Savena, Comune di Ozzano Emilia, Fp Cgil Bologna, Fp Cgil Imola, Fisascat Cisl Area Metropolitana Bolognese, Cisl Fp Area Metropolitana Bolognese, Uil Fpl Bologna ed Emilia Romagna, Legacoop Bologna, Legacoop Imola, Confcooperative Bologna e Imola, AGCI Bologna. Altri Comuni potranno aderire successivamente.

Redazione

Bologna Città Metropolitana. Trasporto scolastico, stanziati oltre 550 mila euro per il 2020/2021

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ScuolabusPrioritario quello per gli studenti con disabilità

Bologna. La Città metropolitana ha approvato il "Programma metropolitano degli interventi per il diritto allo studio in attuazione della Legge Regionale n. 26/01. Esercizio finanziario 2020", riferito in particolare al trasporto scolastico.

La Città metropolitana assegnerà le risorse considerando tra le priorità anche la copertura delle spese del trasporto rivolto agli studenti con disabilità.

Per l'anno scolastico 2020/21 la Regione ha stanziato alla Città metropolitana 551.371,09 di cui beneficeranno Comuni e Unioni di Comuni.

Il riparto del finanziamento regionale avverrà sulla base di criteri che distinguono una parte di budget dedicata al trasporto scolastico collettivo (80%) per un totale di 441.096,87 euro e la restante parte (20%) dedicata al trasporto scolastico degli alunni disabili per un totale di 110.274,22 euro.

Redazione

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