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Alla scoperta dell'Appennino con cammini, teatro e musica

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Treking gruppoOnline gli appuntamenti della rassegna Crinali fino al 31 ottobre

Con oltre 3 mila camminatori, 100 artisti e 60 appuntamenti che hanno registrato per la maggior parte il tutto esaurito, sta per chiudersi la prima fase di Crinali, il cartellone-contenitore di tante iniziative e che ora si consolida con il secondo step di proposte, fino al 31 ottobre.
Sono più di 300 gli appuntamenti di Crinali, tutti gratuiti, già consultabili sul sito dedicato. Diverse le sezioni tematiche nell'ambito della rassegna, tra cui: Crinali Musica Infrasuoni/Eco della musica, Lagolandia, Crinali Teatro, Appennini in Circo, Crinali Letteratura. Ogni appuntamento riserverà la sorpresa dell'incontro con gli artisti.

L'ingresso di altri Comuni alla rete diffusa di eventi (tra gli altri, San Lazzaro di Savena, Castel San Pietro Terme, Zola Predosa) conferma la validità della proposta Crinali, sostenuta da Destinazione turistica Bologna metropolitana, finalizzata alla valorizzazione del paesaggio, delle emergenze naturali e culturali del territorio.

Crinali è una manifestazione ideata e coordinata da Marco Tamarri, promossa da Destinazione turistica Bologna metropolitana, Città metropolitana, Unione Appennino Bolognese, Unione Savena Idice, Unione Reno Lavino Samoggia, Nuovo Circondario Imolese, GAL Appennino bolognese, Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità-Emilia orientale in collaborazione con Regione Emilia-Romagna, Assessorato alla Cultura e al Paesaggio.
Per Crinali sono state attivate collaborazioni con la cordata che gestisce eXtraBo, coordinata da Appennino Slow e Bologna Welcome. Main Sponsor Gruppo Hera

Tutti i gli eventi sono gratuiti ed è necessaria la prenotazione
I dettagli su programma e modalità di partecipazione su www.crinalibologna.it

Redazione

"100 anni di Enzo Biagi 1920-2020" Lizzano in Belvedere celebra la nascita del giornalista scrittore

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Il 9 agosto del 1920 nasceva a Pianaccio Enzo Biagi, uno dei più grandi giornalisti del Novecento. Il Comune di Lizzano in Belvedere ha programmato diverse iniziative raccolte nel programma "100 anni di Enzo Biagi 1920-2020" per celebrare il suo concittadino, prendendo spunto da una frase dello stesso Biagi: "Ho girato il mondo da cronista, ma in fondo non sono mai andato via da Pianaccio".
Il Comune di Lizzano in Belvedere apre le celebrazioni domenica 9 agosto alle 17 a Pianaccio con l'inaugurazione del ristrutturato museo-centro di documentazione Enzo Biagi e di una mostra fotografica. Ad accogliere i visitatori nel cortile d'entrata è la statua a grandezza naturale di Enzo Biagi, opera dello scultore giapponese Yasuyuky Morymoto.
Seguirà la presentazione del Francobollo emesso dal Ministero dello Sviluppo Economico, a cura di Poste Italiane, mentre alle 18 sarà inaugurata "Via Enzo Biagi" sempre a Pianaccio.
Anche Bologna dedica un ricordo al giornalista con la proiezione, curata dalla Cineteca, del documentario di Matteo Parisini "La mia virgola. Enzo Biagi alla scoperta del mondo", in programma questa sera in piazza Maggiore. Lavoro che, partendo dal paese natale, percorre la vita straordinaria di Biagi che con le sue grandi interviste, i programmi televisivi e i documentari ha raccontato il Novecento.

Redazione

Indagine sullo Smart Working Straordinario sui dipendenti Città metropolitana di Bologna

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smart workingStrumento promosso anche per il futuro, per ridurre spostamenti casa-lavoro e aumentare dematerializzazione del lavoro

Smart Working promosso dai dipendenti della Città metropolitana di Bologna (l'88% valuta positivamente l'esperienza) soprattutto perché riduce i tempi di spostamento casa-lavoro, permette di acquisire maggiore autonomia nel lavoro e aumenta la dematerializzazione. Questo nonostante le difficoltà riscontrate nel mantenere relazioni sociali con i colleghi, la sensazione di isolamento lavorativo, l'aumento dei carichi di lavoro e qualche problema con le dotazioni strumentali. E anche per il futuro la maggioranza dei dipendenti metropolitani vorrebbe continuare a lavorare in smart working anche se preferirebbe farlo in modalità integrata con rientri in ufficio.

Sono alcune delle indicazioni uscite dall'indagine del Servizio Studi di Palazzo Malvezzi che ha coinvolto 306 dipendenti della Città metropolitana di Bologna (pari al 93,6% dei 327 che in questi mesi hanno svolto lo Smart Working Straordinario) volta a rilevare gli aspetti organizzativi, le valutazioni, il gradimento, le aspettative e gli orientamenti futuri, al fine di scoprire cosa ha funzionato e cosa no e individuare su quali fattori puntare e investire per fare in modo che questa modalità di lavoro possa essere utilizzata in maniera ottimale e ordinaria.

L'indagine, nei prossimi mesi, sarà estesa ai Comuni e Unioni della città metropolitana.

Organizzazione del lavoro in SWS

Per quanto riguarda ridefinizione degli spazi e dei tempi di lavoro, il 31% ha dovuto conciliare le esigenze dei coinquilini, condividendo l'ambiente di lavoro con alcuni di loro. Inoltre la maggioranza (72%) continua a seguire un orario di lavoro "da cartellino", ma il 63% svolge un numero di ore maggiore del previsto. Una delle problematiche dello SWS è stata la dotazione tecnologica fornita dall'Ente, l'80% dei rispondenti ha dovuto supplire in toto o parzialmente con strumenti di proprietà personale, comunque adeguati all'attività svolta. Di contro, le forme di assistenza informatica messe a disposizione dall'Amministrazione sono state molto utilizzate e considerate rilevanti per riuscire a lavorare in remoto. Anche gli strumenti collaborativi, sia classici che innovativi, sono risultati fondamentali per la corretta applicazione di questa modalità organizzativa: hanno riscosso un grande successo, con un utilizzo generalizzato e frequente.

La risposta in termini di managment alla straordinarietà del modello organizzativo ha dato risultati positivi, grazie anche alla conoscenza pregressa degli obiettivi della performance da parte degli smart worker (88%). La pianificazione dell'attività è stata costante e assidua: l'87% ha ricevuto/concordato un piano di lavoro o indicazioni sull'attività da svolgere dal proprio responsabile, con una frequenza elevata e sistematica sia dell'aggiornamento del piano che della rendicontazione al responsabile. Il 73% sottolinea un aumento consistente del livello di dematerializzazione.

Tra i fabbisogni formativi evidenziati, ai primi posti si collocano le richieste di miglioramento delle competenze digitali e in particolare l'uso degli strumenti collaborativi.

Gli aspetti e le valutazioni del lavoro in SWS: un bilancio

Nonostante l'introduzione della nuova modalità di lavoro sia avvenuta in tempi così rapidi, il bilancio dell'esperienza in smart working straordinario è indubbiamente positivo: l'88% dei dipendenti della Città metropolitana di Bologna valuta positivamente l'esperienza, che, inoltre, potrà rivelarsi preziosa una volta tornati alla normalità per oltre il 92% dei rispondenti. Tra gli aspetti positivi, al primo posto, con il 70% delle preferenze, c'è la riduzione dei tempi di spostamento per raggiungere il luogo di lavoro, poi l'acquisizione di una maggiore autonomia nel lavoro al 40%, l'aumento della dematerializzazione con il 39%, la possibilità di lavorare in un clima di maggior fiducia e responsabilizzazione ed il confronto con modalità innovative del lavoro entrambe con il 37% delle opzioni.

Per buona parte dei dipendenti i rapporti di lavoro con colleghi e superiori sono rimasti invariati (60% e 75% rispettivamente), delineando un rapporto pressoché stabile tra peggioramenti e miglioramenti.

Lavorare da casa non ha significato interrompere o modificare il proprio lavoro: il 71% di chi lo ha fatto in questo periodo è riuscito a svolgere tutte le attività in remoto a cui si aggiunge un 27% che non è riuscito a svolgerla pienamente.

Migliorano le capacità gestionali del lavoro: per il 45% dei dipendenti la produttività lavorativa è migliorata e per un altro 41% è rimasta analoga, così come migliorano autonomia e progettualità (56%) e capacità innovativa (47%).

Gli aspetti più problematici sono quelli relazionali legati alla difficoltà a mantenere delle relazioni sociali con i colleghi (39%); a seguire l'utilizzo della personale dotazione strumentale (33%), la sensazione di isolamento lavorativo (29%) e l'aumento dei carichi di lavoro (29%).

Lo sguardo al futuro

L'86% dei dipendenti metropolitani vorrebbe continuare a lavorare in smart working se gli venisse offerta la possibilità una volta tornati alla normalità. In leggera prevalenza (44%) coloro orientati ad una modalità integrata con dei rientri in ufficio organizzati, rispetto a chi continuerebbe con il lavoro da casa full time (42%). Sulla base di questo periodo di sperimentazione "forzata", i suggerimenti dei dipendenti della Città metropolitana di Bologna per uno smart working ottimale a regime sono di una adeguata dotazione tecnologica fornita dall'Ente (43%), riorganizzare le attività ripensando i processi di lavoro (35%%), definire puntualmente obiettivi e risultati individuali (27%%) e fare formazione specifica sull'uso delle tecnologie e degli strumenti di comunicazione (25%).

Rispetto alle modalità di spostamento casa-lavoro, solamente il 15% è orientato a cambiare il mezzo di spostamento in futuro; di questi il 58,7% afferma che si sposterà a piedi (13%) o utilizzerà la bici (45,7%).

Nuovo record produttivo: Automobili Lamborghini festeggia la Urus n. 10.000

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10.000 Lamborghini Urus producedA due anni dalla sua introduzione sui mercati il Super SUV Lamborghini Urus raggiunge l'importante soglia di 10.000 vetture prodotte. L'esemplare con numero di telaio 10.000, destinato al mercato russo, è configurato nel nuovo colore Nero Noctis Matt, abbinato al pacchetto carbonio, e con interni bicolore Ad Personam nei toni del nero e arancione, completati da inserti in carbonio.

Per esaltare ancora di più la personalità di ogni cliente, a giugno 2020 è stata presentata una nuova collezione colori per il Super SUV, la Urus Pearl Capsule, che con un look bicolore esterno propone tonalità perlate ultra brillanti con vernice a 4 strati, tipiche della tradizione Lamborghini - il Giallo Inti, l'Arancio Borealis e il Verde Mantis, abbinate al nero lucido di tetto, diffusore posteriore, labbro dello spoiler e altri dettagli. La Urus Pearl Capsule è disponibile come optional per il Model Year 2021 ed è proposta insieme ad un'ampia gamma di nuovi colori e funzioni.

Dalla sua presentazione a dicembre 2017 in poi la Urus ha contribuito in modo rilevante all'aumento totale delle vendite di Automobili Lamborghini: nel 2019, il primo anno in cui Urus è stata presente sul mercato dall'inizio alla fine, sono state consegnate 4.962 unità ai clienti.

Nel 2017, a sostegno dell'avvio del progetto del suo terzo modello, il sito di Automobili Lamborghini è passato da 80.000 a 160.000 m2. La linea di assemblaggio interamente dedicata al Super SUV è caratterizzata dall'impiego del modello Factory 4.0, che integra nuove tecnologie produttive per affiancare gli operatori nelle attività di assemblaggio: la Manifattura Lamborghini.

Nel 2019 è stato inaugurato un impianto di verniciatura completamente dedicato all'Urus. Così come la linea di produzione, anche il nuovo impianto di verniciatura è caratterizzato dall'impiego e da un'ulteriore evoluzione del modello Factory 4.0, che integra nuove tecnologie produttive per affiancare gli operatori nelle attività di assemblaggio. Così, la Manifattura Lamborghini raggiunge un nuovo livello di sviluppo del modello caratterizzato da modularità, flessibilità e massima personalizzazione.

Redazione

Ripartono i lavori del Focus Appennino dopo l’emergenza sanitaria

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Le proposte per la ripartenza nell'incontro tra Città metropolitana, Sindaci, parti economiche e sociali e Regione. Gnudi: "Uno sportello sviluppo metropolitano" per il territorio montano

Accessibilità del territorio (fisica e digitale), rilancio del Centro ENEA del Brasimone, turismo sostenibile, valorizzazione del commercio di vicinato, transizione verso l'economia circolare, insediamento di nuove aziende produttive e nuove opportunità lavorative in montagna.

Sono queste le azioni per la ripartenza, proposte dalla Città metropolitana e condivise con i Sindaci e i rappresentanti delle organizzazioni economiche e sociali, nel primo incontro del Focus Appennino metropolitano dopo l'emergenza sanitaria. Alla riunione (in videoconferenza) promossa dal Consigliere delegato alle Politiche per l'Appennino bolognese Massimo Gnudi ha partecipato anche l'Assessore regionale alla Montagna, aree interne, programmazione territoriale, pari opportunità, Barbara Lori.

Obiettivo dell'appuntamento era definire un programma di azioni per il periodo 2020-2021 del mandato amministrativo della Città metropolitana, condivise con i Comuni e i rappresentanti delle categorie economiche e sociali e coerenti con le azioni previste nel Programma di Mandato della Giunta Regionale, con particolare attenzione al tema delle risorse finanziarie che sono state e che verranno attivate per il territorio montano.

Tutto ciò a partire dalla considerazione che la crisi sociale ed economica causata dall'emergenza sanitaria richiederà l'adozione di politiche innovative che siano in grado rispondere ai nuovi bisogni emersi e che gli effetti negativi saranno più incisivi in quei territori che già mostravano marginalità dal punto di vista economico, sociale e demografico.

Le azioni proposte dalla Città metropolitana e condivise dai Sindaci e dai rappresentanti delle organizzazioni economiche e sociali riguardano:

-la mobilità sostenibile e l'accessibilità del territorio, fisica e digitale, partendo dalla risoluzione delle criticità della rete infrastrutturale esistente e dall'attuazione degli interventi previsti dal PUMS,
-le modalità di insediamento di nuove aziende produttive nei territori dei Comuni dell'Appennino,
-il rilancio del Centro ENEA del Brasimone,
-il Turismo sostenibile,
-le modalità per accrescere le opportunità lavorative in Appennino,
-la valorizzazione del commercio di vicinato,
-la transizione verso l'economia circolare.

Le misure regionali previste nel Programma di mandato della Giunta regionale prevedono inoltre:

-sgravi dell'IRAP, che saranno resi stabili,
-contributi per incentivare la residenzialità, in particolare dei giovani, in Appennino,
-valorizzazione delle filiere agricole ed enogastronomiche e del turismo,
-modifiche della legge regionale della Montagna, orientate a fornire maggiori opportunità alle PMI,
-risorse straordinarie che verranno attivate per completare il piano di infrastrutturazione della banda larga e ultra larga,
-realizzazione di uno "sportello sviluppo" che abbia l'obiettivo di fornire supporto ad Unioni e Comuni nella definizione delle strategie di sviluppo e per l'ottimizzazione delle   procedure,
-ridefinizione della Strategia per le aree interne, da attivare in sinergia con le politiche di sviluppo rurale, finalizzata dalla gestione dei nuovi scenari programmatici ed economici indirizzati all'ampliamento delle esperienze attualmente in corso,
-opportunità offerte dalla nuova legge urbanistica regionale,
-interventi a favore dell'insediamento di attività produttive,
-prevenzione dei fenomeni di dissesto.

Il Consigliere delegato Massimo Gnudi nel concludere l'incontro ha evidenziato le finalità di intenti esistenti tra la programmazione regionale e le azioni che la Città metropolitana e i C omuni montani del nostro territorio vogliono portare avanti ed ha avanzato la candidatura per la sperimentazione di uno "sportello sviluppo metropolitano" per il territorio montano.

Ha inoltre individuato tre passaggi chiave per lo sviluppo del territorio dell'Appennino rappresentati: dall'approvazione del Piano Territoriale Metropolitano, dalla sottoscrizione del nuovo Patto metropolitano per lo sviluppo sostenibile e dall'approvazione dei Piani d'Azione della Destinazione turistica metropolitana.

Il Focus sull'Appennino metropolitano, previsto dal Patto metropolitano per il lavoro e lo sviluppo economico e sociale, è stato promosso a partire dal 2016 dalla Città metropolitana ed è partecipato da Comuni, Unioni di Comuni, Regione Emilia-Romagna, CCIAA, GAL Appennino bolognese, associazioni di impresa e organizzazioni sindacali. È il luogo di condivisione delle strategie del territorio metropolitano per l'Appennino nel quadro delle strategie regionali e in coerenza con le Linee di mandato della Città metropolitana.

Redazione

Mobilità sostenibile, la campagna #andràtuttinbici diventa metropolitana

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andratuttinbici CrevalcoreAl via le affissioni dei "manifesti gialli" anche nei comuni e sui social

#andràtuttinbici, l'iniziativa promossa dalla Consulta della Bicicletta di Bologna per sensibilizzare i cittadini del capoluogo sui vantaggi delle "due ruote" in epoca post emergenza sanitaria, si estende al resto del territorio metropolitano grazie alla collaborazione con Città metropolitana di Bologna, Unioni e Comuni.
In questi giorni verranno infatti affissi nell'area metropolitana circa 500 manifesti 70x100 ( nella foto allegata una delle prime affissioni nel comune di Crevalcore ) e 200 locandine. Inoltre Città metropolitana, Unioni e Comuni diffonderanno la campagna anche sul web, sui social e sui periodici cartacei delle varie amministrazioni.

Spostarsi in bici garantisce il distanziamento sociale, fa bene alla salute, rafforza le difese immunitarie, mantiene l'aria pulita. Concede inoltre più tempo per sé stessi e permette il ricostruirsi di relazioni interrotte dalla quarantena. Sono questi i messaggi affidati ai vistosissimi manifesti gialli che stanno invadendo l'area metropolitana.

"Un'azione – afferma Marco Monesi, consigliere delegato alla Mobilità sostenibile della Città metropolitana - che rientra pienamente nelle politiche del Piano Urbano della Mobilità sostenibile e che affiancata all'accelerazione data in questi mesi per la realizzazione della rete ciclabile della Bicipolitana, rappresenta un evidente cambio di passo nelle scelte di mobilità per il nostro territorio".

"La bicicletta è un alleato fondamentale in questa fase di lotta al Coronavirus – spiega Simona Larghetti, presidente della Consulta - dobbiamo tutti dedicare più tempo e attenzione alla nostra salute e alla qualità dell'aria. Fare movimento quotidiano è molto importante, e anche nella città metropolitana sappiamo che il 13% degli spostamenti in auto è sotto 1 km: distanza facilmente percorribile in bicicletta. Se invece la sede di lavoro è lontana, possiamo passare alla bici per le piccole commissioni, gli spostamenti di piacere, coinvolgendo tutta la famiglia. Con la nuova Bicipolitana molti spostamenti anche tra i comuni del territorio saranno possibili. Siamo felici che tutto il territorio abbia voluto aderire alla campagna, perché la mobilità sostenibile può essere solo una scelta collettiva".

Redazione

Automobili Lamborghini e The Italian Sea Group svelano il M/Y Tecnomar for Lamborghini 63

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Tecnomar for Lamborghini 63Il primo esemplare sarà pronto all'inizio del 2021

Automobili Lamborghini e The Italian Sea Group presentano in anteprima mondiale Tecnomar for Lamborghini 63, il nuovo motor yacht della flotta Tecnomar, una limited edition che celebra l'anno di fondazione di Lamborghini.

Performance, piacere di guida, qualità e cura dei dettagli, emozioni: sono queste le esperienze che offrirà Tecnomar for Lamborghini 63, grazie a soluzioni ingegneristiche innovative dal design unico e distintivo unito alla tradizione e allo stile italiano.

Il progetto del Tecnomar for Lamborghini 63, iniziato con sessioni congiunte di analisi del design, è sviluppato da Tecnomar con il contributo del Centro Stile Lamborghini ed è ispirato alla Lamborghini Sián FKP 37, la supersportiva ibrida che anticipa il futuro, dal design inconfondibile, completamente custom nei colori e nei dettagli. La sfida di interpretare i tratti comuni del DNA di entrambi i marchi ha ispirato tutte le fasi del progetto, dalla creazione delle linee del design alla definizione delle caratteristiche tecniche in grado di assicurare prestazioni superlative, senza trascurare la qualità dei materiali, accuratamente lavorati con attenzione al singolo dettaglio.

Katia Bassi, Chief Marketing and Communication Officer di Automobili Lamborghini ha dichiarato: "Questo yacht rappresenta al meglio ciò che per noi significa dare vita ad una partnership di qualità: l'essenza di ogni nostra collaborazione consiste nel trasferire il nostro stile e la nostra esperienza in mondi che, pur nella loro diversità, abbiano con il nostro tratti in comune affinché possano essere interpretati per aggiungere valore. Se avessi dovuto immaginare una Lamborghini sull'acqua, questo motor yacht sarebbe stata la mia visione. Sono quindi contenta di celebrare oggi questo successo".

"A maggio abbiamo annunciato l'accordo con Automobili Lamborghini", commenta Giovanni Costantino, CEO di The Italian Sea Group, "e oggi presentiamo Tecnomar for Lamborghini 63, un motor yacht che sono certo diventerà un'icona futuristica come la vettura a cui si ispira. Selezionati armatori in tutto il mondo possiederanno non solo il motor yacht Tecnomar più veloce della flotta, ma un Tecnomar for Lamborghini 63 unico. Sono orgoglioso di aver scelto di realizzare con Automobili Lamborghini questo progetto innovativo e sfidante che coniuga tecnologia, eccellenza nel design, qualità e performance".

Tecnomar for Lamborghini non è semplicemente un esercizio di stile e design, ma rappresenta l'avanguardia delle luxury speed boat. Ispirati dalle performance delle super sports car Lamborghini, due sono gli elementi innovativi alla base del suo concept progettuale: la velocità e la leggerezza dinamica.

Grazie ai due motori MAN V12-2000HP il motor yacht potrà raggiungere i 60 nodi di velocità e sarà l'imbarcazione più veloce della flotta Tecnomar di The Italian Sea Group, in grado di soddisfare le esigenze dei collezionisti e di chi ama vivere il mare. L'utilizzo di fibra di carbonio, elemento tipico delle vetture Lamborghini, garantisce la classificazione nel range delle imbarcazioni ultraleggere con un peso massimo di 24 tonnellate per 63 piedi di lunghezza.

Il design degli esterni del motor yacht è caratterizzato da una silhouette supersportiva, cutting-edge e fuori da qualsiasi schema tipicamente nautico. Scafo e sovrastruttura nascono da una carena estremamente performante progettata dal team di ingegneri navali specializzati nello studio dell'idrodinamica e rilanciano in chiave contemporanea le storiche linee create da Marcello Gandini per le iconiche vetture Lamborghini Miura e Countach degli anni '60 e '70. L'hard top si ispira ai modelli roadster di Lamborghini, garantisce prestazioni aerodinamiche sorprendenti e nello stesso tempo protezione dal sole e dal vento.

Le luci di prua sono un omaggio alla concept car Terzo Millennio e alla Lamborghini Sián FKP 37, entrambe caratterizzate da proiettori anteriori nel cui design si ritrova la firma distintiva degli stilemi Lamborghini.

Gli interni del Tecnomar for Lamborghini 63 sono il risultato di una progettazione high-tech basata sull'uso di materiali altamente performanti, in termini di peso e funzionalità, perfettamente coniugati con la migliore tradizione artigianale del made in Italy. Sono infatti presenti elementi iconici di Lamborghini, quali gli esagoni, le linee pulite, le Y. I colori e i materiali sono, infine, personalizzabili al 100% tramite il programma Ad Personam.

Le scelte di customizzazione sono molteplici: dal colore degli esterni che riprende le verniciature Lamborghini e specifiche livree, agli interni, disponibili in due versioni con un'ampia possibilità di combinazioni di materiali.

La plancia di comando interpreta in chiave nautica il cockpit automobilistico, in cui tutti i sistemi di navigazione e monitoraggio sono completamente integrati.

Come nelle supersportive Lamborghini, si trovano inoltre i dettagli in fibra di carbonio, l'utilizzo del Carbon Skin, i sedili sport e il timone/volante. Infine l'inconfondibile bottone "start&stop", presente sullo yacht in due unità, una per motore, è proprio lo stesso che avvia il motore delle vetture Lamborghini.

Redazione

Sasso Marconi, Oasi S. Gherardo: inaugurazione della nuova area sosta sulla Via degli Dei

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area sosta San GherardoSabato 4 luglio alle ore 19 inaugurazione dell'area di sosta con fontanella

L'Oasi S. Gherardo ha una nuova area sosta attrezzata con bacheca informativa, panchina e punto di accesso pubblico all'acqua: si tratta di una fontanella posizionata in prossimità dell'ingresso della riserva naturale (in Via Rio Conco, a Pontecchio Marconi), accessibile sia alle comitive in visita guidata all'Oasi sia a tutti coloro che transitano dalla zona di S. Gherardo, compresi gli escursionisti in cammino lungo la Via degli Dei.

Ex-cava riconvertita a riserva naturalistica, l'Oasi S. Gherardo è situata nei pressi del lungofiume Reno, tra Casalecchio di Reno e Sasso Marconi, e si trova proprio lungo il percorso della Via degli Dei, il tracciato di origine etrusca che collega Bologna a Firenze: i tanti appassionati che percorrono questo storico itinerario a piedi o in mountain-bike, hanno così a disposizione un nuovo spazio di sosta dove rifornirsi di acqua potabile con la propria borraccia.

L'area sosta verrà inaugurata sabato 4 luglio alle 19. Presenti il sindaco di Sasso Marconi, Roberto Parmeggiani, l'Assessora all'Ambiente Irene Bernabei e l'Assessore al Turismo del Comune di Bologna, Matteo Lepore: Bologna è il comune da cui parte la Via degli Dei e che fin dagli inizi ha supportato il Comune di Sasso Marconi nell'opera di promozione e rilancio turistico della storico itinerario.

Dopo il taglio del nastro, seguito da un aperitivo a cura di "Piacere Sasso... Rural street food", la serata prosegue con una passeggiata naturalistica alla scoperta dei volatili notturni (gufi, civette, allocchi ecc.) che popolano le boscaglie, i cespugli e le praterie dell'Oasi S. Gherardo.

Per partecipare alla passeggiata, a cura degli esperti di Ecosistema, è obbligatoria la prenotazione c/o infoSASSO, tel. 051 6758409 - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Redazione

Al via un Piano di controllo delle nutrie per salvaguardare gli argini dei fiumi

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nutriaAccordo tra Città metropolitana, Unioni e Comuni per affrontare un problema che negli ultimi anni ha provocato diversi disastri ambientali

Bologna. Un Piano di controllo delle nutrie per salvaguardare gli argini del territorio metropolitano. E' quanto previsto nell'accordo attuativo tra Città metropolitana di Bologna, Unioni dei Comuni, Nuovo Circondario Imolese e singoli Comuni approvato oggi con atto del sindaco Merola su proposta del consigliere delegato Raffaele Persiano.

La diffusione invasiva, strutturata e stabile di questa specie alloctona nei territori di pianura della città metropolitana ha accentuato infatti negli anni i rischi ambientali (derivanti dall'alterazione degli equilibri ecologici), i rischi sanitari per l'uomo e i rischi idraulici. L'erosione degli argini e lo scavo di nicchie, cunicoli e gallerie ha infatti provocato un indebolimento degli argini che ha amplificato gli effetti delle esondazioni avvenute nel territorio bolognese negli ultimi anni.

Proprio per limitare gli impatti e tutelare il suolo delle aree più vulnerabili, il Piano Operativo affronta in maniera incisiva, territorialmente omogenea ed organica la questione con il ricorso ad azioni e strumenti sia di natura preventiva sia di natura operativa che vanno dalla formazione degli operatori abilitati alla sensibilizzazione della popolazione, all'esecuzione delle operazioni di controllo numerico delle nutrie. L'invasiva diffusione raggiunta dalla popolazione della nutria sull'intero territorio necessita di una attività di prelievo e abbattimento continuativo da parte degli enti locali.

Tra le novità più rilevanti previste dall'accordo il fatto che la Polizia locale della Città metropolitana, che negli anni ha esercitato le attività di controllo delle nutrie, possa avvalersi dell'ausilio di una cinquantina di "coadiutori" locali che saranno preventivamente formati e abilitati attraverso specifici corsi formativi.

I coadiutori abilitati potranno supportare ed effettuare gli interventi di abbattimento, sia con la cattura tramite gabbie-trappola sia, quelli titolari della licenza di caccia, tramite abbattimento diretto con arma da fuoco.

La sinergia con le Unioni e i Comuni interessati permetterà inoltre di individuare i luoghi e i tratti dei corsi d'acqua a maggiore rischio in cui intervenire.

Inoltre verrà istituito un Tavolo di consultazione con le Amministrazioni locali che si potrà avvalere della collaborazione degli Uffici regionali competenti per materia e dei servizi di protezione civile, dei Consorzi di Bonifica interessati, delle Organizzazioni agricole e venatorie e dell'ATC BO 1 per favorire il coordinamento delle azioni ed effettuare una ricognizione degli interventi prioritari per il contenimento delle nutrie oltrechè per programmare i fabbisogni strumentali e le risorse necessarie per sostenere tali attività.

Redazione

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