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Bologna aderisce alla rete mediterranea per l'agricoltura metropolitana e i sistemi agroalimentari

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A Marsiglia la firma con il vicesindaco metropolitano Tinti

Il 1° giugno a Marsiglia la Città metropolitana di Bologna ha partecipato alla conferenza finale del progetto europeo MADRE, firmando il Protocollo d'Intesa per la rete mediterranea sull'agricoltura metropolitana e i sistemi agroalimentari.

Nell'ambito dell'evento sono state organizzate due tavole rotonde, una delle quali ha riunito i vicesindaci delle 6 Città metropolitane coinvolte nel progetto: Bologna, Barcellona, Marsiglia, Montpellier, Salonicco e Tirana. Per la Città metropolitana di Bologna ha partecipato il vicesindaco Fausto Tinti, che è intervenuto evidenziando l'importanza dell'Appennino come territorio e risorsa produttiva e ha presentato il progetto "agricoltura metropolitana" del Piano Strategico Metropolitano, che riconosce il valore aggiunto dei piccoli produttori.
A seguito della tavola rotonda, Tinti ha firmato il Protocollo d'Intesa per la rete mediterranea sull'agricoltura metropolitana e i sistemi agroalimentari. Il Protocollo impegna i firmatari a lavorare insieme sui temi del progetto MADRE anche dopo la fine del progetto, a promuovere e preservare l'agricoltura metropolitana e i sistemi agroalimentari attraverso le attività di ricerca e disseminazione, a stimolare il cambiamento verso modelli alimentari sostenibili, resilienti e locali.

La Città metropolitana di Bologna è stata parte attiva del progetto: a maggio e giugno 2017 ha organizzato gli incontri del gruppo di lavoro metropolitano riunendo gli attori locali, e ha raccolto più di dieci buone pratiche di agricoltura urbana e peri-urbana del territorio, dal Parco di Villa Ghigi alle esperienze di Arvaia e Campi Aperti, a quelle dedicate all'innovazione sociale come La Fattoria Urbana e gli Orti di via Salgari al Pilastro. A dicembre 2017 ha organizzato nella sede di Palazzo Malvezzi un seminario internazionale, al quale hanno partecipato 60 persone provenienti da Spagna, Francia, Italia, Grecia ed Albania. Il seminario – Verso una rete europea di agricoltura metropolitana: buone pratiche e conoscenze acquisite – è stata l'occasione per presentare il Catalogo delle Buone Pratiche di MADRE e discutere le possibili soluzioni per incentivare il ruolo dell'agricoltura nelle politiche urbane e come fattore chiave dei modelli economici sostenibili.

Nei gruppi di lavoro transnazionali del progetto sono stati coinvolti diversi attori del territorio: ricercatori, produttori, rappresentati di associazioni che si occupano di agricoltura che hanno potuto visitare le diverse esperienze sviluppate nelle città di Marsiglia, Barcellona, Montpellier, Salonicco e Tirana, e creare relazioni nuove con altri colleghi.

I risultati del progetto MADRE
Il progetto ha coinvolto più di 250 stakeholder dalla Francia, Spagna, Grecia, Italia e Albania e raccolto circa 50 buone pratiche di agricoltura urbana e peri-urbana. Le attività del progetto, i gruppi di lavoro e le visite studio hanno portato alla realizzazione del catalogo delle buone pratiche, della piattaforma digitale Agri-Madre, di 6 White Paper e di un Policy Paper per promuovere i temi emersi dai world cafè attraverso raccomandazioni politiche, utili alla promozione di politiche agroalimentari più sostenibili, inclusive ed innovative per le aree metropolitane.

Redazione

“Film Emotions”: le più importanti Lamborghini del cinema in mostra al Museo di Sant’Agata Bolognese

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LAMBORGHINI Film EmotionsStefano Domenicali, Chairman e Chief Executive Officer di Automobili Lamborghini, ha inaugurato la mostra "Film Emotions – Lamborghini and the World of Cinema" presso il Museo Lamborghini di Sant'Agata Bolognese. Protagoniste dell'esposizione le principali vetture della Casa del Toro che hanno lasciato il segno sul grande schermo, dalla Miura di "The Italian Job" del 1969 all'Aventador di "The Dark Knight Rises" del 2012.

L'allestimento speciale si ispira alla mitica Walk of Fame di Los Angeles con le classiche stelle a tracciare la passerella e accompagnare i visitatori lungo i più importanti modelli Lamborghini apparsi sulle pellicole internazionali.

La mostra, inserita all'interno della collezione permanente del Museo della Casa del Toro, è in programma tutti i giorni fino al 31 ottobre 2018, dalle 9:30 alle 19:00.

Il Museo Lamborghini prosegue una stagione di grande successo. Dal record di visitatori dello scorso anno (100.000), i primi mesi del 2018 hanno già registrato un incremento del 25% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, con appassionati e gruppi provenienti da tutto il mondo.

I modelli in mostra

All'ingresso del Museo è esposto uno dei modelli più significativi della mostra: l'Aventador del supereroe Batman, esemplare di colore argento utilizzato nel film The Dark Knight Rises (2012, regia di Christopher Nolan). Nell'ultimo numero della saga dedicata all'uomo pipistrello, l'Aventador è l'auto del protagonista, Bruce Wayne, alias Batman, interpretato da Christian Bale. Non è la prima volta che una Lamborghini viene utilizzata come vettura del ricco magnate: in The Dark Knight (2008) era stata una Murciélago LP640 ad essere guidata da Bruce Wayne lungo le strade di Gotham City, e lo stesso modello compare anche in Batman Begins del 2005.

Sempre in tema di supereroi spicca la Huracán Coupé di colore Grigio Lynx impiegata dal dottor Stephen Strange (interpretato da Benedict Cumberbatch) in Doctor Strange (2016, regia di Scott Derrickson) come status-symbol del prestigio del neurochirurgo di fama mondiale. Scelta per il suo design iconico e le sue prestazioni mozzafiato, la Huracán diventa il fulcro del punto di svolta nel film.

Tra i pezzi forte della mostra spicca l'iconica Miura P400 di colore arancio, in omaggio a quella di The Italian Job (1969, regia di Peter Collinson). Nella memorabile sequenza di apertura della pellicola, la leggendaria Miura sfreccia lungo il valico del San Bernardo tra la neve e le note di On Days Like These di Matt Monro, con l'attore Rossano Brazzi al volante prima del fatale incidente.

Una Countach verde evoca quella utilizzata nelle scene di apertura di The Cannonball Run (1981, regia di Hal Needham), dove la Lamborghini sfreccia per le assolate highways americane che collegano il Connecticut alla California. E il modello iconico ben si adatta al carattere seduttivo delle provocanti donne che la guidano, Jill Rivers (Tara Buckman) e Marcie Thatcher (Adrienne Barbeau), che utilizzeranno un fascino simile a quello dell'auto per ottenere la vittoria finale.

Nel percorso cinematografico spicca anche la LM002 presente nel film Fast&Furious 4 (2009, regia di Justin Lin), dove viene utilizzata in off-road da uno degli antagonisti di Dominic Toretto (Vin Diesel).

Un esemplate di Jalpa nero opaco è quella di Sylvester Stallone utilizzata nel film Rocky IV (1985, regia dello stesso Stallone). Con le sue linee decise e spigolose, la Jalpa ben si accompagna al personaggio di Rocky, riflettendone la personalità forte e determinata: nel film la vettura viene inquadrata più volte anche nei suoi dettagli stilistici più caratterizzanti, soprattutto in momenti di introspezione del protagonista. Indimenticabile la scena in cui Rocky Balboa parla al figlio del suo mestiere di pugile, mentre lucida la sua Lamborghini.

In tema motorsport una Lamborghini Gallardo Super Trofeo è il modello che compare nel film italiano Veloce come il Vento (2016, regia di Matteo Rovere), pilotato da Giulia de Martino (Matilda de Angelis) con l'aiuto del fratello Loris (Stefano Accorsi) nel campionato italiano GT.

E ancora, in omaggio al cinema italiano è presente in mostra la Lamborghini 350 GT rossa del film Bar Sport (2011, regia di Massimo Martelli), girato proprio a Sant'Agata Bolognese. La vettura, prima Lamborghini di serie della storia del marchio, è inserita in una scenografia che ricorda gli arredi del mitico bar descritto da Stefano Benni nel romanzo omonimo, tra juke box, il bancone di legno e la mitica Luisona, il dolce dall'età indefinita che arreda ogni Bar Sport d'Italia, senza che nessuno abbia mai il coraggio di mangiarlo.

Gli appassionati di cinema possono inoltre sfidarsi a colpi di quiz, indovinando attraverso un totem digitale i due film che hanno visto protagoniste la Lamborghini Centenario e la Sesto Elemento. E ancora, un'area cinema è allestita al primo piano per intrattenere i visitatori con le scene più memorabili di Lamborghini apparse sul grande schermo. In pure stile festival del cinema è poi previsto un pannello selfie, per ritrarsi come vere star tra altrettante stelle del mondo dell'auto.

Redazione

Piano occupazionale 2018/2020 previste 55 assunzioni in Città metropolitana

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Bologna. Con atto del sindaco metropolitano è stato approvato il 2° stralcio del Piano assunzionale del personale 2018/2020 in attuazione al Documento Unico di Programmazione 2018-2020.

Il Piano triennale delle assunzioni prevede al momento quindi 32 assunzioni nel 2018, 5 nel 2019 e 5 nel 2020 per un totale di 42 posti a tempo indeterminato. Considerando anche i tempi determinati si arriva a 41 assunzioni nel 2018, 9 nel 2019 e 5 nel 2020. Nel suo complesso il piano nel triennio prevede 55 assunzioni fra tempi indeterminati e determinati.

La spesa derivante dall'attuazione del Piano trova la necessaria copertura finanziaria negli stanziamenti del Bilancio di Previsione 2018/2020, assicurata anche attraverso l'utilizzo di fondi specifici europei.

"Con l'approvazione del Piano assunzionale – sottolinea Fausto Tinti, vicesindaco metropolitano con delega al Personale - viene così assicurata non solo la funzionalità dei servizi ma vengono anche potenziate le risorse umane dedicate alle missioni e obiettivi strategici dell'Ente, ottimizzando le risorse disponibili per lo svolgimento delle funzioni fondamentali, che si stanno progressivamente evolvendo e delineando. Tra queste, per esempio, l'assegnazione di 107 milioni per interventi di edilizia istituzionale e scolastica, infrastrutture e viabilità, oltre al Piano urbano per la mobilità sostenibile, comportano infatti un aumento delle risorse umane dedicate."

Redazione

Pierluigi Sciolette confermato alla presidenza di Enoteca Regionale Emilia Romagna

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Pierluigi ScioletteSecondo mandato per l'enologo modenese. Riconfermati anche i due vice presidente: Giordano Zinzani e Paola Frabetti

Molte conferme e qualche novità caratterizzano il nuovo Consiglio d'Amministrazione di Enoteca Regionale Emilia Romagna. Nel corso della prima seduta del CdA avvenuta nei giorni scorsi (n.d.r. giovedì 24 maggio, mentre le elezioni ci sono state martedì 15 maggio), Pierluigi Sciolette è stato confermato alla presidenza per il secondo mandato consecutivo. Sciolette è in carica dal 2014 e rimarrà per i prossimi 4 anni, fino a maggio 2022, alla guida dell'Ente regionale incaricato di promuovere e valorizzare il patrimonio vinicolo emiliano romagnolo in Italia e nel Mondo

Riconfermati anche i due Vice Presidente, Paola Frabetti di Unioncamere Emilia-Romagna e Giordano Zinzani del Consorzio Vini di Romagna, e gran parte del Consiglio d'Amministrazione, a dimostrazione che l'operato intrapreso da Enoteca Regionale Emilia Romagna in questo ultimo quadriennio è stato valutato positivamente dalla maggior parte dei 206 Soci di Enoteca Regionale. Soci che rappresentano l'84,7% della produzione di vino DOC imbottigliato in Emilia Romagna (601.501 hl su un totale regionale di 710.212 hl) e il 70% della produzione di vino IGT imbottigliato (1.079.811 hl su un totale regionale di 1.528.842 hl).

«Per la vitivinicoltura dell'Emilia Romagna, Enoteca Regionale rappresenta una realtà molto importante in quanto ha il compito di organizzare e gestire un comparto di altissimo valore economico. Il vino è una delle attrattive principali della nostra regione, in grado di promuovere anche il turismo e le eccellenze gastronomiche – sottolinea il Presidente Sciolette – In questi ultimi anni l'autorevolezza e la reputazione dei nostri vini in Italia e nel Mondo è cresciuta grazie agli sforzi congiunti di Enoteca e dei tanti produttori nostri Soci, con i quali condividiamo obiettivi e strategie comuni, all'insegna della trasparenza e dell'innovazione».

Conclude Sciolette: «Per il prossimo quadriennio, nel quale avrò ancora l'onore di essere Presidente, Enoteca Regionale ha importanti obiettivi da realizzare, proseguendo lungo il solco tracciato negli anni precedenti, fra attività di comunicazione e di promozione internazionale, ma anche di ricerca e sviluppo in un'ottica di sostenibilità ambientale, sociale ed economica, per rispondere sempre più alle esigenze mutevoli del mercato vitivinicolo».

Oltre al Presidente Sciolette, fanno parte del nuovo Consiglio d'Amministrazione: Sante Baldini del Consorzio Tutela Vini DOC Bosco Eliceo (FE), Claudio Biondi del Consorzio Marchio Storico dei Lambruschi Modenesi, Francesco Cavazza Isolani dell'Azienda Cavazza Isolani e del Consorzio Vini Colli Bolognesi (BO), Anselmo Chiarli di PR.I.VI. (MO), Enrico Drei Donà della Tenuta La Palazza (FC), Massimiliano Fabbri dell'Azienda Agricola Trerè (RA), Andrea Ferrari di Monte delle Vigne (PR); Davide Frascari, del Consorzio Vini Reggiani, Paola Frabetti di Unioncamere Emilia-Romagna, Massimo Lorenzi dell'Azienda Ottaviani (RN), Marco Nannetti del Gruppo Cevico (RA), Gianfranco Rossi di Casabella srl (PC), Roberto Sarti di Caviro (RA), Giordano Zinzani del Consorzio Vini di Romagna (RA). Per un totale di 15 consiglieri.

Redazione

Nuova Bazzanese, deviazioni al traffico dal 28 maggio per la realizzazione della nuova rotatoria

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Stanno entrando nella fase conclusiva i lavori per la realizzazione della nuova strada provinciale SP 569, meglio nota come "Nuova Bazzanese".

In località Crespellano, per ultimare il raccordo con via Lunga con una rotatoria sopraelevata, da lunedì 28 maggio la strada provinciale SP 569 sarà chiusa dal km 33+4'' al km 33+850 e deviata in corrispondenza di quella attuale, con conseguente chiusura al traffico dello svincolo tra la provinciale e via Lunga.

L'accesso a via Lunga sarà garantito dal nuovo svincolo realizzato a est di quello attuale e dalla via Emilia.

Durante i lavori il collegamento pedonale con la stazione del Servizio Ferroviario Metropolitano sarà garantito tramite la nuova strada in prolungamento di via Pastore verso est e l'esistente viabilità che sovrappassa la Bazzanese e prosegue in affiancamento alla linea ferroviaria.

I tempi previsti per i lavori della rotonda sopraelevata sono di circa 5/6 mesi.

Si consiglia ai mezzi pesanti in direzione del comparto industriale di utilizzare la Via Emilia. Per favorire la circolazione sarà istituito il divieto di sosta temporaneo lungo la carreggiata di via Pastore.

Il tracciato della Nuova Bazzanese, variante generale alla SP 569 "Di Vignola", si sviluppa per circa 10 km interamente sul territorio metropolitano ed interessa il Comune di Valsamoggia in località Crespellano e Bazzano.

L'opera è attesa da anni per superare una viabilità attuale obsoleta per quanto riguarda gli sviluppi urbanistici e l'incremento dei volumi di traffico, soprattutto commerciale, nonchè rispetto ai flussi prevedibili in relazione al futuro riassetto della viabilità.

La strada provinciale 569 "di Vignola" rappresenta infatti un importante asse viario per i collegamenti tra la Pedemontana della Provincia di Modena con la rete viaria principale del capoluogo regionale di Bologna, rappresentando un sistema parallelo e alternativo alla Via Emilia ed alla Autostrada A1 Milano – Napoli.

I percorsi consigliati:
1. Direzione Crespellano-Bologna, Bologna-Crespellano: si usa il nuovo svincolo aperto in entrambi i sensi di marcia.
2. Direzione Bologna-Via Lunga: si entra nel nuovo braccio di Via Pastore.
3. Direzione Via Lunga-Crespellano: si esce dal nuovo braccio di Via Pastore.
4. Direzione Via Lunga-Bologna: si passa da Ponte Ronca.
5. Direzione Crespellano-Via Lunga: si passa uscendo alla prima uscita e si rientra nel nuovo braccio di Via Pastore.

Redazione

1978 - 2018: i 40 anni della Legge Basaglia nel territorio metropolitano

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foto BOSi è tenuto un Consiglio straordinario, una mostra e un nuovo progetto su due secoli di storia dell'assistenza psichiatrica

Il 13 maggio 1978 il Parlamento italiano approvava la Legge 180, conosciuta anche come Legge Basaglia, una vera rivoluzione in materia di assistenza psichiatrica in Italia.

A ispirare la Legge fu Franco Basaglia, con una riforma basata su un nuovo paradigma psichiatrico, già promosso e sperimentato in Italia fin dai primi anni '70, permettendo così di superare il manicomio come istituzione di reclusione, con l'obiettivo di creare una nuova assistenza psichiatrica, nuove strutture e nuovi servizi territoriali a fini preventivi e riabilitativi, ed ha significato prima di tutto rompere il terribile stigma sociale che esisteva attorno alle persone con disagio psichico, restituendo loro pieni diritti.

Oggi lavorare per la promozione della salute mentale significa creare opportunità per migliorare la qualità della vita delle persone che soffrono di disturbo mentale e per tutelare la salute dei cittadini e dei contesti sociali nei quali vivono.
Significa al tempo stesso fare i conti anche con nuove sfide, come conoscere e affrontare le nuove forme del disagio mentale.

Per celebrare il 40esimo anniversario della "Basaglia" e al tempo stesso riflettere sulla situazione attuale, la Città metropolitana di Bologna e l'Istituzione Gian Franco Minguzzi hanno proposto un Consiglio metropolitano straordinario aperto al pubblico, svolto mercoledì 16 maggio,nella Sala del Consiglio metropolitano (Palazzo Malvezzi, via Zamboni 13). All'incontro sono intervenuti Fausto Tinti, vicesindaco metropolitano, Lorenzo Pellegatti, sindaco di San Giovanni in Persiceto, Maurizio Mazzanti, sindaco di Budrio, Giuliano Barigazzi, Presidente della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria metropolitana, Bruna Zani, Presidente dell'Istituzione Gian Franco Minguzzi, Giovanni De Plato, Docente di Psichiatria, Università di Bologna, Chiara Gibertoni, Direttore generale, Azienda USL di Bologna, Andrea Rossi, Direttore generale, Azienda USL di Imola, Marie Françoise Delatour, Presidente CUFO Bologna.

Nell'occasione sono state proiettate: una breve videointervista di Sergio Zavoli a Franco Basaglia del 1968 e alcune immagini tratte dalla mostra "Sant'Isaia 96: una casa per uscire" curata nel 2009 dalla Coop.CADIAI con le fotografie di Orlando Strati e Gilberto Veronesi.

La storia dell'assistenza psichiatrica sul territorio metropolitano è custodita dall'Istituzione Gian Franco Minguzzi della Città metropolitana di Bologna nel fondo archivistico dell'ex-ospedale psichiatrico provinciale "Roncati" che comprende la documentazione amministrativa e sanitaria che va dal 1866 al 1980, con una raccolta di circa 18.000 cartelle cliniche risalenti fino al 1810. È quindi una tra le più antiche che si siano conservate, comprendendo materiali che riguardano anche ricoveri presso il reparto psichiatrico dell'Ospedale Sant'Orsola.

L'archivio possiede inoltre altri materiali più recenti che fanno riferimento al processo di deistituzionalizzazione iniziato con la riforma introdotta dalla Legge 180/78 - "Legge Basaglia". Esiste una collezione di oltre 100 ore di videoregistrazioni che documentano i colloqui con pazienti e familiari finalizzati a concordare un percorso individualizzato di dimissione dal manicomio verso strutture territoriali e riabilitative.

Accanto a questo fondo principale, presso l'Istituzione G. F. Minguzzi sono conservati anche altri materiali come i manufatti prodotti dalla "Scuola d'arte Roncati", un laboratorio di espressione artistica che ha operato all'interno del manicomio dagli anni '60 agli '80. La raccolta comprende circa 1.500 tra disegni e manufatti realizzati dai pazienti ricoverati ed è a disposizione per lavori di ricerca.

Sul territorio metropolitano esistono altri rilevanti nuclei di documentazione archivistica prodotti da istituzioni con una lunga storia di assistenza in campo psichiatrico: a Imola, nei due ex-Ospedali Psichiatrici "Lolli" ed "Osservanza", ma anche all'ex-Ospedale-Ricovero di S. Giovanni in Persiceto, all'Ospedale-Ricovero S. Gaetano di Budrio, e alla tuttora funzionante Villa Donini anch'essa a Budrio.

Mentre a Imola l'Azienda USL ha già attivato ed ormai concluso un progetto di inventariazione di questi fondi, a San Giovanni e Budrio i materiali non hanno finora goduto di un intervento sistematico che possa garantirne la conservazione.

L'Istituzione Minguzzi ha recentemente concluso uno studio di fattibilità per realizzare il Progetto La memoria fuori dagli archivi che ha proprio l'obiettivo di un intervento di riordino e inventariazione, già nelle fasi preliminari, condizione per la valorizzazione di tutti questi fondi archivistici e la ricostruzione di un quadro complessivo del patrimonio documentale sulla storia dell'assistenza psichiatrica sul nostro territorio nei due secoli trascorsi.

La mostra "Sant'Isaia 96: una casa per uscire Le foto raccolte in questa mostra, realizzata da CADIAI nel 1990 in collaborazione con l'Unità Sanitaria Locale n. 27, documentano, grazie al sapiente lavoro del fotografo Orlando Strati, la nascita di questo servizio e "l'uscita" dal manicomio. Nel 2009 il Gruppo Appartamento di via Sant'Isaia n. 96, pur avendo mantenuto lo stesso nome, si è trasferito, e oggi accoglie persone molto diverse da quelle originarie: si tratta di giovani con lievi disabilità, che hanno l'opportunità di uscire dalle loro famiglie di origine, così come fanno tutte le persone loro coetanee, e di vivere una vita autonoma, seppur con qualche aiuto e sostegno da parte degli operatori. Diversi utenti, diverso luogo, stesso obiettivo.

Redazione

Oro Verde tra i banchi di scuola a Sasso Manconi

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olio scuola bottiglieL'olio prodotto dall'Istituto Professionale Agrario B. Ferrarini di Sasso Marconi (sede distaccata dell'Istituto Serpieri) ha ricevuto il secondo premio nazionale del concorso PANDOLEA, organizzato insieme a GAMBERO ROSSO

Il riconoscimento è stato consegnato a insegnanti e ragazzi durante una cerimonia a Roma presso il Ministero dell'Agricoltura il 20 aprile scorso, quando l'extra-vergine di Sasso Marconi è stato selezionato e premiato con il "Diploma d'Argento" come secondo miglior olio evo italiano tra quelli prodotti dalle scuole di agraria.
Si tratta di un blend ricavato dai frutti di una ventina di ulivi di qualità Moraiolo, Leccino e Ascolano, oltre ad alcune varietà autoctone del bolognese (coltivate in due campi sperimentali), piantumati una decina di anni fa nel terreno della scuola e curati dagli studenti dell'Istituto Ferrarini nell'ambito delle attività didattiche.
Da un paio d'anni gli alberi danno frutti sufficienti per una piccola produzione (una trentina di litri), gli studenti si occupano della cura del terreno, delle piante e della raccolta, mentre per la spremitura ci si avvale del frantoio del CNR di Bologna.
L'area di Sasso Marconi era storicamente vocata alla coltivazione dell'ulivo, interrotta intorno al '700 per inverni troppo rigidi e grandi necessità di foraggio, che fecero propendere gli agricoltori locali verso altre colture. Nei primi anni 2000 incentivi alla reintroduzione dell'ulivo hanno reso possibile tornare a produrre olio di qualità anche sulle colline marconiane e l'IPAA Ferrarini di Sasso Marconi ha preso la nuova sfida molto seriamente.
L'occasione è dunque interessante per festeggiare insieme alla scuola questo importante riconoscimento, per assaggiare il frutto del lavoro di ragazzi e insegnanti e per approfondire il valore della biodiversità e della produzione tipica in un contesto di economia locale e di marketing territoriale.

Redazione

Indagine demoscopica sulla qualità della vita a Bologna e nella città metropolitana

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BolognaE' partita l'indagine demoscopica sulla qualità della vita nella città metropolitana e nel territorio del Comune di Bologna: 2.200 interviste telefoniche (1.400 in città e 800 nel resto dell'area metropolitana) per indagare – a distanza di 15 anni da una analoga ricerca svolta dall'allora Provincia di Bologna – il "benessere soggettivo" dei bolognesi esplorando allo stesso tempo, per ciascun ambito sub-metropolitano, quali siano le problematiche prioritarie vissute e percepite dalla popolazione e le principali domande rivolte alla Pubblica Amministrazione.

Nello specifico, l'indagine sulla Qualità della vita toccherà più aspetti fra cui la valutazione soggettiva del periodo appena trascorso in ordine alle condizioni di vita reali (economiche e/o psico-fisiche) o percepite rispetto al proprio ambiente. Fornirà inoltre una traccia anche in termini di soddisfazione nei confronti dei servizi pubblici, e più in generale delle politiche pubbliche o di iniziative specifiche messe in atto a livello locale, diventando in prospettiva uno strumento utile al monitoraggio della qualità dei servizi al fine di un loro continuo miglioramento. Permetterà infine di aggiornare l'agenda problematica dei cittadini e delle cittadine nelle diverse zone dell'area metropolitana.

Il metodo di analisi è quello dell'indagine telefonica (CATI) rivolta ad un campione rappresentativo dei cittadini maggiorenni residenti nell'area metropolitana bolognese, suddivisi per sesso, età e zona di residenza.

Il disegno di campionamento prevede una stratificazione del territorio metropolitano articolata in cinque zone: il comune di Bologna, disaggregato a sua volta in sub-aree, la 'cintura bolognese', la pianura, l'area montano-collinare, il circondario imolese. Questa suddivisione consente una rappresentatività per quartieri del capoluogo (individuando anche il centro storico come settima zona) e inframetropolitana per le macro-aree geografiche descritte (cintura, pianura, imolese, appennino), tale da assicurare risultati significativi per le singole aree del territorio.

L'indagine telefonica, iniziata mercoledì 16 maggio, terminerà il  29 giugno 2018 in orario compreso tra le 16:30 e le 21:00 dal lunedì al venerdì ed è realizzata dal Servizio Studi e Statistica per la Programmazione Strategica della Città metropolitana per conto della Città metropolitana di Bologna e del Comune di Bologna, all'interno del Piano delle attività 2018 in attuazione dell'accordo per la collaborazione in tema di statistica e ricerche demografiche, sociali ed economiche tra la Città metropolitana di Bologna e il Comune di Bologna.

I nominativi e recapiti telefonici dell'indagine sono estratti dalle pagine bianche e selezionati casualmente.

Per qualsiasi informazione o verifica è possibile contattare l'Ufficio Relazioni con il Pubblico della Città metropolitana di Bologna al numero 051 6598218.

La spesa prevista per la rilevazione è di 16.500 euro: 11.000 euro a carico del Comune di Bologna (interessato dal 65% del campione) e 5.500 euro a carico della Città metropolitana (interessata dal 35% del campione).

L'indagine riprende alcuni quesiti delle indagini Multiscopo dell'Istat sugli "Aspetti della vita quotidiana", al fine di rilevare, anche a livello locale, gli indicatori di benessere soggettivo, prodotti sino ad ora a livello nazionale, nell'ambito del BES (il progetto per misurare il benessere equo e sostenibile).

Redazione

La Cantina di Carpi e Sorbara ha aderito al progetto raccolta fondi per realizzare la "Sala Ibrida"

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CdS sala ibrida fotoIniziativa per realizzare all'ospedale di Baggiovara una sala operatoria all'avanguardia. Obiettivo: 1 milione di euro

La Cantina di Carpi e Sorbara scende in campo per la solidarietà e, in particolare, per un grande progetto che guarda alla salute e al benessere di tutto il territorio.
L'obiettivo è quello di raccogliere 1 milione di euro, da destinare all'Ospedale Civile di Baggiovara per realizzare l'unica "sala ibrida" in provincia di Modena, ovvero una sala operatoria con attrezzature all'avanguardia, tra cui un angiografo ad alta potenza. In questo ambiente sarà possibile per gli specialisti effettuare una diagnosi immediata per diverse patologie e contemporaneamente, senza spostare il paziente, intervenire in modo più rapido, preciso e sicuro.
La campagna di raccolta fondi è stata avviata ufficialmente dall'Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena il 23 ottobre 2017. Oggi scende in campo anche la Cantina di Carpi e Sorbara, che in partnership con Coop e Conad lancerà a maggio una vera e propria operazione di vendita solidale. Chi acquisterà le bottiglie di Lambrusco della Cantina contrassegnate dall'apposita etichetta che illustra l'iniziativa, contribuirà automaticamente con 1 euro e mezzo al finanziamento dell'angiografo per la futura "sala ibrida". Nello specifico, 50 centesimi sono donati dalla Cantina, 50 centesimi dall'insegna della GDO aderente e 50 centesimi dal cliente. L'iniziativa solidale sarà valida dal 15 maggio al 15 giugno nei punti vendita Coop e Conad di Modena e provincia.
"La storia stessa della nostra Cantina – spiega Carlo Piccinini, vice-presidente di Cantina di Carpi e Sorbara – ci parla di valori come la cooperazione e la solidarietà per arrivare a realizzare importanti obiettivi. Quando l'Azienda Ospedaliero - Universitaria di Modena e Rock no war ci hanno illustrato questo ambizioso progetto abbiamo quindi aderito con profonda convinzione, perché crediamo che una simile idea sia il modo migliore per comunicare i reali valori della nostra azienda. Chi acquista una bottiglia della nostra Cantina compie anche un gesto etico".
Si tratta di un progetto che ammonta complessivamente a oltre 2 milioni di euro. L'Azienda Ospedaliero – Universitaria finanzierà tutti i lavori edilizi e di impiantistica, ma occorre raccogliere 1 milione di euro da destinare all'acquisto dell'angiografo, indispensabile per la realizzazione dell'intero progetto.
Per ulteriori informazioni sulla sala ibrida e su tutta l'iniziativa si può consultare il sito internet www.salaibridamodena.it.

Redazione

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